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Cambiare oggi il futuro

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima.

Devo affrontare il futuro. Devo cambiare.

Si dice che cambiare fa stare bene, e io devo stare bene, per rispetto della vita che, comunque, per me continua a seguire il suo percorso, per dovere verso coloro che mi stanno intorno per darmi fiducia, per la memoria di lui che ha fatto sempre il possibile per farmi stare bene.

L’importante, dunque, è capire che cosa cambiare.

Il lavoro? Sono già in pensione da alcuni anni e, cercando di dare un nuovo colore al mio diverso stato, mi sono volta verso nuove esperienze, ho tentato di dare voce alle mie emozioni di vita, scrivendo parole al vento. Oggi, però, quella voce tace.

I ritmi della giornata? Sono già scanditi e radicati per organizzazione, per abitudine, in ragione degli impegni. Oggi la pagina del tempo che scorre rimane bianca.

La casa? Non è il momento di vendere, sia per il mercato, sia per lo stress della ricerca di una nuova sistemazione, del rione cittadino. E poi mi sembrerebbe di cancellare, con un drastico colpo di spugna, il profumo che fino a ieri inondava la vita.

Spostare i mobili? No, troppo faticoso, misurare, immaginare un nuovo angolo. Forse anche restaurare? No, mi è sempre piaciuto l’arredo, che però è lì, come sempre, ad accompagnare lo sguardo di chi oggi non lo vede più.

Ridipingere le pareti? Non sia mai. Significa fare prove su prove per scegliere i nuovi toni di colore, adeguarsi alla luce, alle stagioni, anche perché non è molto che il rinnovo è stato affrontato.

Le tende? Un dettaglio futile, sono state carine fino ad oggi, continueranno ad adempiere al loro essere adatte all’arredamento.

Rimango io. Devo cambiare.

I capelli? Solitamente si dice che sia la prima parte di sé che una donna prende in consegna quando si affaccia l’esigenza di sentirsi diverse. Quante volte fra amiche è girata la frase “ un nuovo taglio, c’è qualcosa che devo sapere?” e io oggi sono diversa per esigenza, magari prendo in considerazione di….

E sì, ho cambiato, dunque, la tinta dei capelli. Una decisione presa quasi in trans, come fossi un robot pilotato dal parrucchiere, quale attento osservatore delle esigenze anche tacite delle sue clienti.

Il carattere? No, assolutamente, quello è, e quello rimane Non è facile, il carattere non lo forzi, sarebbe come rinnegare il proprio percorso, come affondarre la vanga sul terreno dove sono cresciute le certezze, che ormai sono la facciata della propria vita.

Il look? Altro dettaglio futile, quando sono sempre stata sobria nella scelta dei capi, sia per gusto personale che per stile di colori e forme. L’armadio trabocca del necessario per essere in ordine. Forse uno sguardo alle vetrine….

Cosa rimane? Rimango io. Ma io non ho voglia di cambiare per far cambiare il futuro. Il nuovo tempo ha la sua immagine, scritta da una mano che non si fa mai pilotare. perciò rimanere come sono è il miglior cambiamento che possa mettere in calendario, è il miglior rispetto verso il modo in cui mi sono sempre presentata al mondo e agli occhi di colui che mi ha accompagnata fino a ieri.

L’ieri è diventato l’oggi.

E l’oggi è già il futuro.

(Aprile 2017)

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