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LA CHAMPIONS LEAGUE                   di Luigi Rezzuti   E’ arrivato il momento della Champions League che è iniziata con la fase a gironi il 13...
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DELITTO A NEW YORK   di Luigi Rezzuti   Dopo aver letto qualche libro poliziesco, alcuni libri gialli di vari autori e dopo aver visto in TV qualche...
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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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I HAVE A DREAM   di Sergio Zazzera   “I have a dream”. Sì, senza volermi paragonare a Martin Luther King, e soprattutto senza volergli mancare di...
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La Posillipo di Virgilio   di Antonio La Gala     Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare...
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Il Natale napoletano   di Luigi Rezzuti   Il Natale a Napoli è qualcosa di assolutamente unico rispetto alle altre città, sia dell’Italia che...
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AMERICA’S  CUP SENZA LUNA ROSSA   di Luigi Rezzuti   “Nello  sport come nella vita, non si può ricorrere sempre al compromesso del compromesso” dice...
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L’antica chiesa di S. Gennariello   di Antonio La Gala   La chiesa più antica del Vomero è quella di S. Gennariello, in Via Cifariello, più nota...
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Nascita della stazione di Napoli Centrale   di Antonio La Gala   Tutti i napoletani, quelli meno giovani, per esperienza diretta, gli altri,...
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO

 


Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella.

Armando De Stefano omaggia Jorge Luis Borges, con una mostra ospitata al Palazzo delle Arti di Napoli.

“Ombre”, titolo dell’esposizione, si compone di un corpus di circa trenta tele dove è chiara l’ispirazione a Jorge Luis Borges.

Dell’autore argentino Armando De Stefano confessa di aver letto tutto.

Scrive Mario Franco nel saggio in catalogo: “le coincidenze tra la poesia di Borges e la pittura di De Stefano non sono formali. Entrambi pensano all’”esistenza” come a un cerchio che dal visibile porta verso l’invisibile, dalla concretezza alla sua ombra, che è anche ricordo, immagine, sogno, in un gioco di prossimità e lontananza. Borges diventa per De Stefano il suo vate; lo affascina la sua scrittura, ancor più la filosofia che la permea, fino ad aderire, con la sua personale poetica di artista, alla visione di un mondo inafferrabile – da cui il titolo Ombre - dipingendo veri e propri topos pittorici densi di effetti, come immedesimandosi nel vissuto del poeta, affetto da una grave malattia che progressivamente lo portava alla cecità”.

La mostra si compone, oltre che del ciclo Ombre, di altri due cicli : “Porta di Stabia”, dedicato ad Amedeo Maiuri, archeologo e docente indimenticabile, e “La terra infetta”, sei acrilici, dedicati al mondo che distruggiamo.

(Maggio 2017)

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