NEWS

DON ANTONIO CAFIERO   di Luigi Rezzuti     Don Antonio Cafiero era nato e vissuto nei Vergini, un quartiere di Napoli. Amava Napoli e il Napoli. Era...
continua...
Miti napoletani di oggi.50 LO SCRITTORE   di Sergio Zazzera   Raccolgo la “provocazione” che mi ha indirizzato, da queste stesse (web-)pagine il...
continua...
TEATRO BOLIVAR - start up stagione 2016/2017   DUETTI 200 grammi di teatro a sera direzione artistica Ettore Nigro e David Jentgens   29|30...
continua...
Andiamo a teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   "Io e Napoli"   Al TEATRO DIANA, da giovedì 5 maggio, GINO RIVIECCIO in "Io e Napoli" di Gino...
continua...
Dario Rezzuti, un pittore schivo e solitario   Dario Rezzuti è naro a Napoli nel 1957. Vive e lavora a Tito (PZ). Discende da una famiglia di artisti....
continua...
SVEGLIA! Edizioni Spartaco al Salone internazionale del libro di Torino Lingotto Fiere - Dal 18 al 22 maggio Stand J38   Intenso, corposo, amaro: è...
continua...
LA CHAMPIONS LEAGUE                   di Luigi Rezzuti   E’ arrivato il momento della Champions League che è iniziata con la fase a gironi il 13...
continua...
Il calcio mercato del Napoli   di Luigi Rezzuti   E’ appena terminato il campionato che già si parla di calcio mercato. Il Napoli, classificatosi...
continua...
Parlanno ‘e poesia 10   di Romano Rizzo   Giuseppe Cangiano ( 1913/ 1987 )  Giuseppe Cangiano è uno dei tanti, troppi poeti della Napoli di un tempo,...
continua...
SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
continua...

Antichi giardini di ville campane

 

di Antonio La Gala

 


Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal giardino, oppure, per le ville maggiori, dai loro più o meno estesi parchi.

Limitandoci alle ville edificate o rifatte dalla fine del Settecento in poi, nella sostanza riscontriamo in esse due tipologie di sistemazione arboreo-floreale, molto spesso fra loro coesistenti: il giardino cosiddetto "all'italiana", di impianto geometrico, e quello cosiddetto "romantico all'inglese", dove si succedono viali tortuosi, fitte zone d'ombra, scoscendimenti, improvvisi squarci panoramici e dove l'insieme degli elementi naturali risulta arricchito, integrato e nobilitato con isolati e sparsi elementi architettonici.

Il primo giardino all'inglese. realizzato in Italia, sorse proprio in Campania, nel parco della reggia di Caserta, nel 1786, a cura di un giardiniere inglese, Andrew Groefer, un giardiniere reclutato da Wiliiam Hamilton, plenipotenziario della Corona inglese presso i Borbone. La parte architettonica fu affidata a Carlo Vanvitelli, il figlio del più noto Luigi.

L'opera fu commissionata da Ferdinando IV e da Maria Carolina, per iniziativa soprattutto della regina, che voleva imitare il giardino all'inglese, realizzato a Versailles dalla sorella Maria Antonietta, regina di Francia.

I lavori ebbero inizio nell'aprile del 1786, ostacolati dalla diffidenza dei vecchi giardinieri e dall'ostilità dei servitori della corte, convinti che la regina i soldi per il giardino li stesse sottraendo dai loro stipendi.

Nel giardino all'inglese di Caserta furono creati canali, laghetti, acquari, grosse aiuole, coffee-houses, tempietti e architetture anticheggianti e vi furono raccolte numerose piante rare ed esotiche.

Il giardino di Caserta fu il primo esempio di uno stile che cercava di coniugare il vero giardino all'inglese con i richiami del geometrico giardino all'italiana. Fu subito imitato per tutto l'Ottocento ed oltre, nella maggior parte delle ville della Campania, in mille soluzioni diverse, dettate dai contesti specifici, accentuando ora la componente inglese, ora quella italiana.

Un interessante esempio di una sistemazione arboreo-floreale di un vasto parco è quello della "Villa "Floridiana" al Vomero, eseguita intorno al 1820 da Antonio Niccolini, un architetto toscano .alla Corte dei Borbone, ritenuto il maggiore architetto di orientamento neoclassico operante a Napoli nella prima metà dell'Ottocento.

Nella sistemazione della Floridiana il Niccolini cercò di armonizzare gli schemi della geometria classicistica, allora imperante, con l’andamento non geometrico della parte di collina su cui insisteva la Villa. Pur assecondando l'andamento naturale del terreno, riuscì ad adagiarvi, raccordati da viali tortuosi e scoscesi, ampi spazi  verdi pianeggianti, fra cui una grande aiuola davanti alla facciata dell'edificio residenziale.

Per inciso ricordiamo che il parco della Floridiana è l'unico, fra quelli disegnati dal Niccolini, ad essere arrivato fino ai nostri giorni, sebbene con qualche rimaneggiamento, subìto per lo più nel corso dell'Ottocento.

(Maggio 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen