NEWS

Parlanno ’e Poesia 9 Ferdinando Russo   di Romano Rizzo   Conoscere alcuni aneddoti sulla vita di un grande della poesia napoletana può...
continua...
Miti napoletani di oggi.53 LA SANITA’   di Sergio Zazzera   Non tragga in inganno il titolo: non è della tutela della salute (sul cui carattere...
continua...
Il cervello anarchico – Enzo Soresi   di Luciana Alboreto   SIN è la sigla della “Società Italiana di Neurologia” che, dal 14 al 20 marzo 2016,...
continua...
GRETA THUNBERG, l’Eroina del 2019   di Mariacarla Rubinacci       Irriverente, sfidante dei leader del mondo, inermi nella loro incapacità di...
continua...
TORNEO DI BOCCE AL LIDO CELESTE DI GIANOLA   Presso il Lido Celeste di Formia località Gianola si è svolto sabato 26 e domenica 27 agosto un...
continua...
IL MUGNAIO   di Luigi Rezzuti   Due fratelli, due scugnizzi napoletani, di quelli D.O.C., si erano trasferiti, insieme alle loro famiglie, in un...
continua...
Maria Cristina Russo, Ortensia e altri fiori, Albatros Editore   di Luciana Alboreto   Ortensia regna, sovrana, nel suo giardino incantato da...
continua...
FUGA DEI PENSIONATI ALL’ESTERO   di Luigi Rezzuti   Il numero dei pensionati che si trasferiscono all’estero è in costante aumento. Tra le ragioni...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   Diritti negati Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la...
continua...
ALLA REGGIA DI CASERTA COL TRENO REGGIA EXPRESS   di Luigi Rezzuti   Da metà gennaio del 2017, dalla stazione ferroviaria di Napoli Centrale parte...
continua...

 

Miti napoletani di oggi. 55

IL NUOVO SIMBOLISMO NATALIZIO

 

di Sergio Zazzera

 

Sono molte, al mondo, le città che anelano a “toccare il cielo”: New York con i grattacieli, Parigi con la Torre Eiffel, Vienna con la ruota del Prater; magari, nel suo piccolo, anche Torino con la Mole Antonelliana. E in tempi recentissimi, anche Napoli si è sforzata di manifestare un simile anelito.

Il Natale del 2016, infatti, è stato caratterizzato, per la città, dall’“Albero” di via Caracciolo, installazione “enormemente” brutta, che, poi, si è rivelata anche un flop, sotto il profilo economico.  Per il Natale prossimo, poi, la “minaccia” è quella del “Corno”, installazione ancor più “enormemente” brutta – almeno, a quanto mostra il rendering diffuso dalla stampa –. E meno male che la Soprintendenza se n’è resa conto in tempo, anche se non è spostando l’installazione nel porto che si risolve il problema: alla “grande bruttezza” (senza offesa per Paolo Sorrentino), infatti, si va ad aggiungere il fatto che davanti ci sarebbe piazza Municipio, che così si troverebbe chiusa, a un’estremità, dalla fontana del Nettuno, opera di Domenico Fontana, Michelangelo Naccherino e Pietro Bernini (e scusate se è poco), e, all’altra, da quella mostruosità.

Dopo tutto, però, diciamocelo con chiarezza: soprattutto a Napoli, il corno, lungi dall’essere simbolo natalizio – cioè, religioso –, è piuttosto simbolo superstizioso – cioè, antireligioso –. Semmai, lo si potrà considerare simbolo postmoderno, intendendosi la postmodernità nel senso di postverità, la quale, poi, costituisce la configurazione odierna del mito: e qui il falso linguaggio risiede nel carattere effimero dell’installazione, rispetto al suo “tendere al cielo”, cioè a un “infinito spaziale”, che contrasta col “finito temporale”.

Tutt’al più, dunque, si potrà ammettere che il corno sia simbolo napoletano, nel senso che rappresenti ciò che la città ha ricevuto finora dalla sua amministrazione.

(Ottobre 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen