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Caccia al tesoro

 

di Luigi Rezzuti

 


A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente legati?

Sono molti gli oggetti che mi sono cari: una penna d’oro, che mi fu regalata dai miei genitori, un Rolex falso, acquistato sulla spiaggia da un “Vuò Cumprà”, un piccolo ventilatore, un ferma-cravatte d’argento, un massaggiatore a pile, una medaglia-ricordo per la partecipazione ad un torneo di bocce sulla spiaggia, in cui mi classificai all’ultimo posto e vari oggetti che mi ricordano diverse persone.

Ma in modo particolare sono legato ad una moneta antica, regalatami da mio nonno. Un giorno mi accorsi che non ricordavo più dove l’avevo conservata.

Nonostante tutti gli sforzi, non mi veniva in mente dove potesse stare.

Il che si spiega in quanto sono un tipo abbastanza distratto e disordinato. Per ritrovarla, riunii tutti i componenti della mia famiglia e organizzammo una vera caccia al tesoro.

Ognuno di noi scelse una stanza e iniziò la ricerca.

Fu una ricerca memorabile, che rimarrà impressa nella mia memoria.

Mio padre cominciò dal salotto, guardando negli scaffali della libreria e sul divano.

Evidentemente la ricerca non aveva dato i suoi frutti perché lo sentivo brontolare ad alta voce, come parlando a se stesso.

Corsi nel salotto e non vi dico come lo trovai: libri dappertutto, sparsi sul pavimento, e un pesante libro della Divina Commedia ai suoi piedi, mentre egli  si massaggiava un bernoccolo in testa.

Dante aveva fatto colpo su di lui!…

Nello stesso istante sentii un grido provenire dalla cucina. Anche mia madre era alla ricerca della moneta e, aprendo le ante dei mobili, aveva fatto cadere alcuni pacchi dalla dispensa.

Sul pavimento una polvere bianca e nera: farina e caffè erano sparsi per terra, dando l’impressione che fosse nevicato.

Volevo ridere, ma mia madre mi fulminò con uno sguardo. Aveva tutti i capelli bianchi, come la nonna…

Intanto mio fratello aveva concluso la ricerca nella nostra camera: sul letto erano sparpagliati calzini, mutandine, maglioni, pantaloni e quant’altro, come se ci fossero stati i ladri.

In casa sembrava fosse passato un tornado.

Improvvisamente, attraverso un flash della memoria, guardai sotto la fotografia del nonno, sul comodino della camera da letto dei miei genitori: la moneta era lì.

Mostrai il mio tesoro a tutti ed essi mi guardarono con facce truci. Quella fu la caccia al tesoro più strana, a cui ho partecipato, ma anche la più tragicomica.

(Novembre 2017)

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