NEWS

Ferdinando aveva due Sicilie   di Antonio La Gala   Perché i Borbone erano re di Due Sicilie, visto che esiste una sola Sicilia? Per capirlo...
continua...
Miti napoletani di oggi.85 EVEMERISMO NAPOLETANO   di Sergio Zazzera   Evemero di Messene del Peloponneso è un mitografo, vissuto fra il IV e il III...
continua...
Miti napoletani di oggi.70 LE “PARENTI DI SAN GENNARO”   di Sergio Zazzera   Per “totem” – giova ribadirlo – s’intende l’animale, la pianta o...
continua...
IL CALL CENTER   di Luigi Rezzuti   Domenica pomeriggio sono a casa, mia moglie riposa ed io sono davanti alla televisione: una tazza di caffè,...
continua...
Per Caterina De Simone Quando un poeta muore   di Marisa Pumpo Pica   Quando un nostro amico o un socio del Centro culturale Cosmopolis, vola...
continua...
Napoli e Totò nel cuore della Nicolardi   di Annamaria Riccio   Come ormai è consuetudine, anche quest’anno si è svolta la manifestazione di fine...
continua...
A San Valentino …abbiamo tutti 20 anni   Al Museo del Mare, il 14 febbraio, non per nostalgia ma perché anche se i nostri capelli sono bianchi,...
continua...
IN VIAGGIO CON UN RAGAZZO NIGERIANO   di Luigi Rezzuti   Era un ragazzo di sedici anni, lo sguardo vispo, un sorriso sempre stampato sul volto. La...
continua...
Spigolature   di Luciano Scateni   L’ottimismo si chiama Apple Indossa il giacchino blu di metalmeccanico, stinto dalla fatica, sbiadita la scritta...
continua...
La Vesuviana di Domenico Rea   di Antonio La Gala   Domenico Rea era un frequentatore della Circumvesuviana e nelle sue opere ci ha lasciato alcune...
continua...

Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Sul ponte di Messina “…lor si daran la mano”

Identità di promesse tra Dem e Forza Italia.

 

Sì, no, se, ma, forse. Perché sì, perché no, lo famo o non lo famo, serve-non serve, ne parlerà/ne sparlerà tutto il mondo. Priorità o superflua esibizione propagandistica, opera di regime o viatico per un futuro di omologazione tecnologica al meglio dell’ingegneria civile, velleità o realismo. Utopia pre elettorale supersfruttata, o sensibilità per i disagi delle popolazioni isolane, promesse da comizio o vera intenzionalità: i dubbi amletici si accavallano inquietanti, alimentati dalla notizia bomba “sì’ al ponte, esplosa nel cielo della politica dem, da sempre ispirata a rigorosa intransigenza per l’opera dell’impossibile. Incoerenza dei giorni caldi delle baruffe elettorali, improvviso balzo all’indietro. Di che si parla? Di un mito virtuale, speso da destra a manca per scippare voti ai siciliani con la promessa di un ponte ardito che connetterebbe la Trinacria al continente. Il più lesto a gettare l’esca in puro stile “Cetto la Qualunque” (esilarante film di Antonio Albanese) fu l’indiscusso monarca delle promesse al vento, al secolo l’ex cavaliere Berlusconi Silvio. Finita nell’archivio delle idee impossibili, la promessa è stata resuscitata con respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco dal Renzi Matteo Renzi, con l’identico obbiettivo di mutare il “no” in restauro del progetto. Urlò frasi irripetibili il popolo sano della sinistra, volarono gli sfottò della destra, il Pd ordinò ai suoi elettori di seppellire la parola “ponte” sotto una coltre di silenzio no. Fine del tira e molla? Non ci ha sperato nessuno in buona fede ed ecco riapparire la “priorità” del futuro, la sopraelevata veloce di congiunzione tra Sicilia e Italia continentale. Paladino della campagna pro-ponte è ora il Pd siciliano, candidato alla sconfitta. Micari, antagonista di centro destra e 5Stelle, ha chiuso la campagna elettorale con la traversata sullo stretto e motivazioni fantasiose hanno sostanziato l’inversione a “U”: “la Sicilia come porta d’ingresso dei commerci provenienti da Oriente”.

La sintonia d’intenti con l’ex cavaliere è diventata armonia, con identica promessa del ponte. Come celebrante, Piero Fassino: la sua tesi riecheggia contorsioni machiavelliche. Dice l’ex sindaco di Torino che le infrastrutture (leggi il ponte sullo stretto, ndr) non devono sottostare a censure ideologiche, ma bisogna affidarle a esperti che valutino “flussi” (???) e costi. Micari, candidato dem, sicuramente esperto, in quanto ingegnere, consapevole dei pareri negativi, manifestati dagli specialisti di settore, afferma: “Quella del ponte è una cosa carina”. Aggiunge che l’idea non ha il copyright dell’ex cavaliere perché i primi a pensarci sono stati gli antichi romani. A pensarci? Duemila anni fa, quando la tecnologia era ancora un termine da inventare? Perché non risalire ai tempi dei cavernicoli, abitanti in spelonche sul litorale di Messina, desiderosi di arrivare a Reggio Calabria con il loro carro tirato da buoi?

(Novembre 2017)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen