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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la...
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A nord del crepuscolo orientale   Mercoledì, 9 Marzo 2016, alle ore 17 presso l’Istituto italiano per gli studi filosofici, Palazzo Serra di Cassano,...
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E’ ARRIVATA LA PRIMAVERA   di Luigi Rezzuti   La primavera ha inizio il 21 marzo per finire il 21 giugno. Dopo il maltempo arriva la nuova stagione....
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BOCCA   DI   PIETRA, di   Maria  Cristina  Alfieri   di Luigi Alviggi   Opera d’esordio nel campo letterario dell’Autrice (Milano, 1968) -...
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"IL COMANDANTE BULOW"     (Gennaio 2019)
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   Siamo tutti Liliana   Contro minacce e insulti alla senatrice Segre tutti contro i media, quasi tutti, ma con...
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Miti napoletani di oggi.46   Pompei   di Sergio Zazzera   Fra i tanti esempi di urbanistica del mondo romano, pervenuti fino ai giorni nostri,...
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Cosmopolis   CANZONI POESIA MUSICA ARTE Sarà FESTA al VOMERO, presso la FABRICIA’S FITNESS & DANCE, VENERDI’ 27 MAGGIO 2016, dalle ore 17,00, in...
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IL CAMPIONATO DEL NAPOLI   dI Luigi Rezzuti   Del tradimento di Gonzalo Higuain, che ha preferito passare alla Juve, la più acerrima nemica del Napoli...
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MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017   Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Sul ponte di Messina “…lor si daran la mano”

Identità di promesse tra Dem e Forza Italia.

 

Sì, no, se, ma, forse. Perché sì, perché no, lo famo o non lo famo, serve-non serve, ne parlerà/ne sparlerà tutto il mondo. Priorità o superflua esibizione propagandistica, opera di regime o viatico per un futuro di omologazione tecnologica al meglio dell’ingegneria civile, velleità o realismo. Utopia pre elettorale supersfruttata, o sensibilità per i disagi delle popolazioni isolane, promesse da comizio o vera intenzionalità: i dubbi amletici si accavallano inquietanti, alimentati dalla notizia bomba “sì’ al ponte, esplosa nel cielo della politica dem, da sempre ispirata a rigorosa intransigenza per l’opera dell’impossibile. Incoerenza dei giorni caldi delle baruffe elettorali, improvviso balzo all’indietro. Di che si parla? Di un mito virtuale, speso da destra a manca per scippare voti ai siciliani con la promessa di un ponte ardito che connetterebbe la Trinacria al continente. Il più lesto a gettare l’esca in puro stile “Cetto la Qualunque” (esilarante film di Antonio Albanese) fu l’indiscusso monarca delle promesse al vento, al secolo l’ex cavaliere Berlusconi Silvio. Finita nell’archivio delle idee impossibili, la promessa è stata resuscitata con respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco dal Renzi Matteo Renzi, con l’identico obbiettivo di mutare il “no” in restauro del progetto. Urlò frasi irripetibili il popolo sano della sinistra, volarono gli sfottò della destra, il Pd ordinò ai suoi elettori di seppellire la parola “ponte” sotto una coltre di silenzio no. Fine del tira e molla? Non ci ha sperato nessuno in buona fede ed ecco riapparire la “priorità” del futuro, la sopraelevata veloce di congiunzione tra Sicilia e Italia continentale. Paladino della campagna pro-ponte è ora il Pd siciliano, candidato alla sconfitta. Micari, antagonista di centro destra e 5Stelle, ha chiuso la campagna elettorale con la traversata sullo stretto e motivazioni fantasiose hanno sostanziato l’inversione a “U”: “la Sicilia come porta d’ingresso dei commerci provenienti da Oriente”.

La sintonia d’intenti con l’ex cavaliere è diventata armonia, con identica promessa del ponte. Come celebrante, Piero Fassino: la sua tesi riecheggia contorsioni machiavelliche. Dice l’ex sindaco di Torino che le infrastrutture (leggi il ponte sullo stretto, ndr) non devono sottostare a censure ideologiche, ma bisogna affidarle a esperti che valutino “flussi” (???) e costi. Micari, candidato dem, sicuramente esperto, in quanto ingegnere, consapevole dei pareri negativi, manifestati dagli specialisti di settore, afferma: “Quella del ponte è una cosa carina”. Aggiunge che l’idea non ha il copyright dell’ex cavaliere perché i primi a pensarci sono stati gli antichi romani. A pensarci? Duemila anni fa, quando la tecnologia era ancora un termine da inventare? Perché non risalire ai tempi dei cavernicoli, abitanti in spelonche sul litorale di Messina, desiderosi di arrivare a Reggio Calabria con il loro carro tirato da buoi?

(Novembre 2017)

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