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LA TOMBA PROFANATA  
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Miti napoletani di oggi.63 NAPOLI   di Sergio Zazzera   Sono cinque anni, ormai, che sto dedicandomi all’individuazione e alla descrizione dei...
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Tanto va la gatta al lardo… Giro di boia per il Santone Samuele   di Luigi Rezzuti   Sulle pagine de “IL VOMERESE” del mese di marzo 2016,...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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COME SISIFO...

 

di Nino Daniele*

 

L'incendio doloso di Città della Scienza è stato vissuto dai napoletani, già alle prese con una drammatica crisi, con particolare frustrazione ed avvilimento. Come Sisifo quando l'enorme masso trascinato fin quasi alla cima del monte gli rotolava per l'ennesima volta giù per le pendici fino a valle.

Quando poi tra le ipotesi sulle modalità dell'attacco è sembrata attendibile quella di un vera e propria azione piratesca compiuta dal mare, si sono risvegliate ancestrali paure, legate a oscuri periodi storici in cui le popolazioni meridionali rivierasche erano preda di scorribande e predazioni.

Uno scoramento diffuso e capillare sembrava aver ragione di ogni fare costruttivo e di ogni barlume di speranza nel poter fronteggiare e superare una crisi che, a storici mali, aggiungeva la furia distruttrice del fallimento di tutte le politiche pubbliche nazionali ed europee verso il Sud.

Si era colpito un simbolo in cui Napoli si riconosceva. Un simbolo di come cultura, ricerca, formazione e didattica costituissero una duratura tradizione, capace di rinnovarsi nel tempo in modo originale e creativo e tracciare la strada da percorrere per un progresso civile ed economico alternativo e possibile. Valido per Napoli e per tutti.

Ma all'Incendium distruttore ne è seguito un altro.

Un altro "fuoco sulla terra" ha cominciato ad ardere. Un altro Incendium.

Un ardore civile che non si è arreso e piegato al male.

La città si è fatta animo ed ha reagito.

Una reazione che ha incontrato la solidarietà operosa dell'Italia migliore che si ispira ai valori costituzionali e dell'Europa e del Mondo che sanno che una parte essenziale della cultura e del pensiero occidentale e dei valori universali dell'umanesimo sono stati a Napoli elaborati e vi hanno preso vita e forme.

Di questo grande moto ricostruttivo l'iniziativa che questo volume illustra è parte e rappresentazione.

Ancora una volta Napoli, dai conflitti e dalle lacerazioni che la attraversano e la scuotono, ha saputo trarre alimento per ritrovarsi e costruire incontri. Napoli anima mundi.

 

*Assessore alla Cultura e al Turismo - Comune di Napoli

(Dal catalogo della mostra Incendium).

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