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GIANPIERO VENTURA, ALLENATORE DELLA NAZIONALE DI CALCIO ITALIANA

 

di Luigi Rezzuti

 


Gianpiero Ventura nasce il 14 gennaio del 1948 a Genova.

Nella sua città natale dà i primi calci al pallone e cresce calcisticamente con la maglia della Sampdoria, non riesce, tuttavia, ad arrivare in prima squadra.

Centrocampista, gioca per quasi tutta la sua carriera in Serie D, al di la di nove presenze in Serie C.

Appese le scarpette al chiodo, passa sulla panchina come allenatore delle giovanili e poi come vice allenatore della Sampdoria.

Successivamente allena squadre di Serie C e D. Solo nella stagione 1994 – 1995 Ventura allena in Serie B il Venezia.

Nella stagione 1997 – 1998 allena il Cagliari tra alti e bassi, il 6 giugno del 2011 diventa allenatore del Torino, che giocava in Serie B, portandolo in Serie. Il 7 giugno del 2016 viene nominato commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio sostituendo Antonio Conte sulla panchina degli azzurri.

Il debutto di Ventura in Nazionale avviene il 1 settembre 2016 in amichevole contro la Francia, a Bari, terminata 1-3 per i francesi.

Ottiene la sua prima vittoria sulla panchina della Nazionale nella prima partita delle qualificazioni al campionato del mondo 2018 in Russia.

Il modulo di gioco di Ventura (allenatore nel pallone) però, lascia il tempo che trova, spesso dimostra di avere le idee poco chiare nello schierare i calciatori in campo, facendoli giocare in ruoli non attinenti al loro ruolo naturale, uno di questi è l’impiego di Insigne, giocatore del Napoli. Nel frattempo tutta la stampa sportiva chiedeva la convocazione in Nazionale del centrocampista del Napoli Jorginho ( brasiliano di nascita), ma non viene convocato da Ventura perché, secondo lui, il giocatore non era adatto al suo modulo di gioco.

Poi nelle ultime due partite con la Svezia, per la qualificazione ai Mondiali, ormai compromessi, lo convoca.

In molti pensano che sia stata una convocazione politica perché, non avendo giocato fino a quel momento, nessuna gara ufficiale, Jorginho poteva essere convocato dalla nazionale brasiliana.

Ma non entra in campo nella prima gara persa e non entra nemmeno Insign, se non per pochi minuti.

Nella gara di ritorno con la Svezia, disputatasi a Milano, resta fuori Insigne ma entra in campo Jorginho. La squadra, non riuscendo a sovvertire il risultato dell’andata, viene eliminata.

Ventura deve fare i conti con un’amara sconfitta che ha pregiudicato li moniali in Russia.

Il cammino della Nazionale azzurra, sotto la guida di Ventura, non è stato certamente felice. La squadra  ha segnato 21 reti e ne ha subite 8, troppo poco per festeggiare l’accesso diretto al torneo iridato per eccellenza.

Stare fuori dal Mondiale è un’apocalisse, non solo in termini tecnici ma anche per l’immagine e per tutto il movimento calcistico italiano, ricacciato in un attimo agli anni cinquanta, segnati  dall’unica esclusine fin qui patita dalla fase finale del torneo iridato,  ma  soprattutto in termini economici.

E’ difficile fare una stima esatta di quanto valeva un pass per Russia 2018, ci sono 400 milioni di dollari da spartire tra tutte le Nazionali partecipanti, poi i contributi e i bonus della Fifa, pari a circa 8 milioni di euro e ancora altri 32 milioni circa, sempre da dividere tra le Nazionali partecipanti anche in caso di esclusione dal torneo a causa di sconfitte.

Infine ci sono le sponsorizzazioni con un minimo garantito di altri 14 milioni circa cui  si aggiungono altri 18 milioni circa con lo sponsor della Puma, ed ancora i diritti TV, (la Rai ha un contratto con la Figc da 25 milioni circa di euro), per non parlare dell’indotto ai vari livelli. Quindi restare fuori dal mondiale diventa un duro colpo per la Federazione, una sconfitta che condizionerà tagli da apportare nel prossimo biennio al calcio italiano, a partire dall’attività dilettantistica  e giovanile.

Qualificarsi, invece, avrebbe aperto una stagione di ricchezza per tutto il calcio italiano.

(Novembre 2017)

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