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DON ANTONIO CAFIERO   di Luigi Rezzuti     Don Antonio Cafiero era nato e vissuto nei Vergini, un quartiere di Napoli. Amava Napoli e il Napoli. Era...
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QUALI “PRIMARIE”?   di Sergio Zazzera   Le “primarie” del 6 marzo scorso, finalizzate alla designazione del candidato alla carica di sindaco di...
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UN GIORNO AL MARE   di Luigi Rezzuti   L’intenzione era di trascorrere una giornata al mare, ma dopo tre ore,  bloccati in mezzo al traffico e...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Il maggio dei monumenti 2016 è iniziato e terminerà a metà giugno. La 24° edizione è incentrata sulle...
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EDICOLE VOTIVE DI NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Passeggiando per le strade di Napoli, è possibile contare un vasto numero di “altarini”. Le edicole...
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Il gatto armonico, libri e idee per crescere   I laboratori di aprile con la scrittrice Maria Strianese (dillo a un amico). Il prato delle favole -...
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I PONTI DEL 2019   di Ilaria Rezzuti   Un nuovo anno è arrivato e vogliamo divertirci a suggerire ai lettori de “ILVOMERESE” qualche accattivante...
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CARMINE COLELLA ALL'ASSOCIAZIONE LUCANA     La conferenza verterà su Francesco Mauro, illustre lucano di Calvello (Potenza), di cui si era persa...
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CHIUSO IL CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il calcio mercato invernale 2017. Quest’anno, a differenza delle passate...
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PRIMIZIE DI CALCIO MERCATO   di Luigi Rezzuti   Non è ancora terminato il campionato di calcio di Serie A, nè tanto meno siamo vicini alle date...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Audience tv: tutto si fa per te

Ma datevi una regolata. Il potere di condurre talk show, seguiti da qualche milione di teleutenti, non autorizza a derogare dalla coerenza professionale personaggi che si sono giovati di etichette di sinistra per acquisire popolarità e ingaggi milionari, erogati da emittenti pubbliche e private. Il monito è rivolto ai conduttori di noti programmi di prima serata. Archiviati dall’incalzare di altri eventi il colloquio di Fazio piegato in due con l’ex cavaliere, le interviste dell’Annunziata, di Mentana e di Formigli al vice presidente neofascista di Casa Pound. Merita la segnalazione l’ospitalità dello stesso Formigli che, a “Piazza Pulita”, ha interloquito con Domenico Spada dell’omonimo clan mafioso di Ostia.

Offrite un dito alle falangi dell’estrema destra e ci prenderanno tutta la mano. Che altro è la sparata di Alessandra Mussolini, che scomoda il nonno dalla tomba e proclama che il Duce, in pochi mesi, a Ostia metterebbe ogni cosa a posto, o la sortita di Sgarbi (“Claretta Petacci, l’amante di Mussolini è stata vittima di un femminicidio partigiano”) e la farneticazione di Berlusconi, che, prima di ritrattare, ha proposto un generale alla guida del Paese (soluzione in voga nelle dittature centro e sudamericane)?

Sintomo di cosa ci aspetta

Sono i commenti dei partiti di destra, in parte imbarazzati, in parte propensi a considerare folclore goliardico le oramai frequenti incursioni squadriste di scalmanati neofascisti. L’Italia sottovaluta le considerazioni che banalizzano il rigurgito di nostalgici del ventennio. Lo stesso Berlusconi disse che il Duce fece bene, tranne le leggi razziali. Al Msi, che ha partorito Fratellli d’Italia, Storace e Alemanno, fu concesso il saluto romano, che viene esibito in ogni dove dai neofascisti di Casa Pound e Forza Nuova. La Meloni (sulla questione Ostia, in lode di Casapound: “Siamo diversi ma con loro abbiamo un rapporto sereno”) evita accuratamente di condannare gli episodi tipici dello squadrismo che esonda dai confini in cui lo ha ricacciato la Costituzione e si presenta con la spavalderia violenta dei manganellatori d’un tempo in minacciosi giubbotti neri, teste rasate, insulti alla democrazia. Dice Alemanno che questi soggetti fanno il gioco del Pd e Storace gli fa eco: “Al popolo italiano non gliene frega niente degli skinheads”. 

Che brutta storia

A chi addebitare l’idea balsana della cronotappa di Gerusalemme, al via del prossimo giro d’Italia? Appunto, del Giro d’Italia. Gerusalemme e Israele c’entrano come cavoli a merenda, ma neppure si contentano di esultare per lo spot gratuito di politica internazionale. Protestano perché si è specificato che la prima tappa del Giro avverrà in Gerusalemme Ovest. “Non se ne farà niente”, ha urlato il governo di Tel Aviv, “se non cancellerete la parola ovest. Gerusalemme è tutta nostra e c’è chi potrebbe osare di non ritenere nostra anche Gerusalemme Est. Sospettiamo che siano intervenute ingerenze filo palestinesi. Azzeratele o niente Giro in Israele.”

Capito perché non c’è pace da quelle parti?

(Dicembre 2017)

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