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FIORI DEL MIO CAMPO  
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GIUSEPPE ANTONELLO LEONE   Giuseppe Antonello Leone, pittore scultore ceramista e poeta, è nato il 6 luglio 1917 a Pratola Serra ed è morto a Napoli...
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica Mutaverso Teatro - Il paradiso degli idioti     Per la stagione Mutaverso Teatro di ErreTeatro, a cura...
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Juan José Arreola, BESTIARIO   di Luigi Alviggi     Un prologo violento, mezza paginetta, pare voler mandare a gambe all’aria l’intero genere umano e...
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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Il giorno 20 maggio alle ore 19.30 Francesco Pinto, Direttore del Centro di produzione della Rai,...
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NATALE AL VOMERO   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e, come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale con i suoi lampioncini, i  nastri...
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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CHAMPION’ S  LEAGUE   di Luigi Rezzuti   L’urna di Nylon ha estratto proprio una grande squadra come il  Real Madrid da opporre al Napoli. Certo non...
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Miti napoletani di oggi.58

IL CORTEO FUNEBRE

 

di Sergio Zazzera

 


Un mattino qualsiasi di un giorno qualsiasi, in una strada qualsiasi di un quartiere qualsiasi di Napoli – e neppure dei più popolari (il Vomero, per esempio) –: un corteo funebre rallenta notevolmente il traffico veicolare.

Manifestazioni del genere erano vietate, già oltre quarant’anni fa, con ordinanza sindacale, a Milano (dove vivevo all’epoca), ma a Napoli si perpetuano tuttora, con la ripetitività del rito, che sicuramente ha natura di rito di passaggio e che, com’è noto, genera il mito. Già, ma, in questo caso, qual è il mito?

Si pensa, comunemente, che l’accompagnamento del defunto abbia una finalità di suffragio, accelerandone il raggiungimento del Paradiso. Finalità che, viceversa, la religione cristiana (Catechismo della Chiesa cattolica, § 1032 = Compendio, § 211) limita alle preghiere, messe, elemosine, indulgenze e opere di penitenza. Evidentemente, nessuno ha pensato alle imprecazioni di coloro che rimangono bloccati nel traffico; imprecazioni che producono, sicuramente, l’effetto contrario, di rallentare quel raggiungimento.

N. b.: l’immagine che illustra queste righe non si riferisce all’episodio qui richiamato.

(Gennaio 2018)

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