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A San Valentino …abbiamo tutti 20 anni   Al Museo del Mare, il 14 febbraio, non per nostalgia ma perché anche se i nostri capelli sono bianchi,...
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La Posillipo di Virgilio

 

di Antonio La Gala

 

 

Il grande poeta Publio Virgilio Marone ebbe il primo contatto con Napoli quando decise di studiare presso il filosofo epicureo Sirone, nel cui hortus posillipino rimase fino al 42 a.C.

Quando poi il poeta, in occasione dei contrasti civili che in quel periodo agitarono la vita politica dei Romani, perse le proprietà nella sua natìa Andes, vicino Mantova, distribuite da Ottaviano ai suoi sostenitori, decise di stabilirsi nella villa di Sirone, con la famiglia.

In seguito la villa divenne sua. In quella circostanza scrisse: “…piccola villa che fosti di Sirone, e tu campiello che per quel tuo padrone rappresentavi la ricchezza, io vi raccomando me stesso e questi che son con me ch’io sempre amai…”.

Il soggiorno in quell’angolo di paradiso, affacciato sul mare e baciato dal sole, non spense in lui la nostalgia del luogo natio, ma gli accese la fantasia di poeta. Fu nel periodo napoletano che pubblicò le “Ecloghe”, che lo lanciarono come poeta sull’affollata piazza di Roma e presso Mecenate.

A Roma gli fu donata una bella casa all’Esquilino, ma Virgilio, a cui era rimasta nell’animo la campagna, preferiva vivere nella sua casa di Posillipo, dove fra il 37 e 30 a.C., compose i quattro libri delle “Georgiche”.

Quando Augusto, che si trovava ad Atella per curare un mal di gola, sentì Virgilio recitargli i versi di quest’opera, rimase così entusiasta che lo nominò poeta dell’Impero e gli ordinò di scrivere un poema che magnificasse l’Impero romano. Nacque così l’”Eneide”.

Per verificare sul campo i luoghi descritti in questo suo poema, Virgilio prese a girarli.

Si recò allora in Grecia, ma qui si ammalò e nel viaggio di ritorno morì, a Brindisi, il 21 settembre del 21 a. C. Prima di morire dispose che il suo corpo fosse portato a Napoli.

La leggenda racconta che dettò anche la famosa epigrafe “Mantua me genuit…tenet nunc Partenope”.

La tradizione popolare vuole che la casa e la tomba di Virgilio si trovassero in un luogo detto “La Gajola”, dove alcuni ruderi vengono indicati come “la scuola di magia di Virgilio”. Qui notiamo che su “Virgilio mago”, nel Medio Evo, a Napoli circolavano molte leggende e si riteneva che più volte fosse intervenuto per risolvere situazioni difficili della città.

Riteniamo di scarsa attendibilità l’ubicazione della tomba del poeta vicino alla Cripta Neapolitana, nel parco virgiliano di Piedigrotta, perché a quei tempi quel luogo era destinato alle sepolture di massa di gente comune ed è poco credibile che Virgilio, uomo che godeva di alto prestigio e dell’amicizia dei potenti, fra cui addirittura dell’imperatore, fosse disperso fra quelle sepolture umili.

In ogni caso un epigramma di Marziale ci fa sapere che casa e tomba di Virgilio furono acquistate da Silio Italico.

(Marzo 2018)

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