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E  POI ... Rio, inferno e paradiso

di Raffaele Calafiore

 

di Luigi Alviggi

 


Copacabana, Ipanema, sono nomi che rievocano immagini prestigiose di feste e baldoria racchiusi nella mente di ciascuno, specie di chi sa di non poter mai giungere di persona a verificare la reale verità su quanto immaginato. Questo libro è la narrazione del doppio pellegrinaggio di un giovane italiano alla ricerca del diverso nell’esotismo agli antipodi rispetto ai nostri scenari, ma in fondo solo del se stesso smarrito lungo le strade della vita, non saprebbe dire quando. E sono le immagini carezzate nella mente a convincerlo che quei luoghi possano essere il posto dove troverà la possibilità di realizzare i sogni migliori. Vi è già stato sei anni prima per qualche mese e nessuna città quanto Rio presenta due facce opposte, paradiso delle feste, della baraonda, del sesso facile, della policromia di gente e luoghi, e inferno della miseria, delle favelas, della droga, della prostituzione, della violenza pubblica e privata. Inferno e paradiso sono racchiusi nelle cento facce della metropoli, ove la tristezza sopravanza sempre l’allegria di facciata. Nel testo gli scorci narrativi dei due soggiorni si alternano.

La prima volta è la fuga di un trentenne stufo di quel che è - moglie, lavoro, problemi - e in cerca di liberazione dal presente: vuole una nuova vita, fresco di divorzio e licenziamento, libero sotto ogni profilo. Assapora il diverso che appare migliore, poi l’amore paterno, arrivato per caso, rifinisce l’opera legandolo fin troppo al nuovo ambiente.

Un’aggressione di delinquenti lo lascia moribondo a terra, ed è un bimbo di sei anni, Luisinho, passando di lì, a salvarlo, convincendo la sua banda al soccorso. Bimbo cresciuto alla strada, un menino de rua, e dunque più adulto dell’uomo malridotto: un capetto, con i gradi conquistati con durezza. Aiutato, l’uomo si riprende e si affeziona al salvatore, compatendone la misera condizione. Un giorno gli molla uno schiaffo: l’errore peggiore che può commettere. Il bimbo perde il prestigio conquistato tra “bambini” maggiori solo d’età. E Luisinho non può far altro che seguirlo, quando lascia il gruppo, spinto però anche da sincero affetto. Il bambino parte male, non sa leggere né scrivere, ma il neopadre è intenzionato ad aiutarlo. Vorrebbe addirittura portarlo in Italia, e tenta le strade legali ma il “figlio” per la sua nazione non esiste. E poi, anche superati gli ostacoli, in patria a lui, separato, non lo darebbero in affido. Iniziano una difficile convivenza per il poco denaro disponibile e per il permesso turistico di soli tre mesi dell’uomo. Poi tutto si complica in modo irreversibile.

L’uomo ritorna dopo sei anni, per sgravarsi del dolore murato dentro, là dove ha provato l’amore più grande, non per una delle donne frequentate ma quello di padre, quello che non è riuscito ad avere in Italia. In fondo è un buon soggetto, perso in un mondo cattivo, e al bimbo amato avrebbe desiderato non capitasse nulla di quanto può dargli il futuro. La città lo accoglie ancora al meglio, illudendo che il tempo si sia riavvolto e tutto possa ricominciare. E su Rio domina il gigantesco Cristo benedicente, un voto di sottomissione fallito per la negligenza dei più:

Sì, il Corcovado. Il Cristo redentore. Il Cristo senza croce. Il Cristo che non so se rappresenti una offesa o una speranza. Il Cristo che domina su Ipanema e Copacabana, che domina sui colli e su tutta Rio... e benedice le favelas.

Sono tentativi di ritrovare se stesso, perdutosi in giravolte vaghe e vane, fino a non capir più cosa va cercando e ciò che davvero vuole. Uno straniero gli abita dentro e l’ultima donna lasciata in Italia ha solo aumentato lo sgomento che lentamente lo distrugge.

Raffaele Calafiore, napoletano, è autore di varie opere letterarie. Ideatore del portale “www.nonsoloparole.com“ è anche titolare della omonima casa editrice. Quest’opera, nata nel 2001, viene riproposta in nuova edizione. La voce narrante in prima persona avvantaggia il libro. L’Autore e il protagonista mutuano il ruolo a vantaggio dell’immediatezza e costruiscono una comune base emotiva che trascina, partecipe, il lettore. Questo ciò che più colpisce nel lavoro. Lo stile, piano e intrigante, la trama scorrevole, i quadri d’azione brevi e significativi, danno particolare vivezza alle vicende. Alla fine, un colpo di fortuna insperato sembra davvero schiudere al protagonista le porte di un avvenire sempre sperato ma mai raggiunto. Così chiude l’Autore la sua breve premessa:

Questo racconto lo dedico a tutti coloro che hanno la voglia ed il coraggio di ricordare. A tutti coloro che vogliono conservare viva la propria memoria, perché senza memoria non si ha presente.

E soprattutto, non si ha futuro!

E la memoria, nonostante tutto è l’unico mezzo per costruire una nostra identità continuativa che, oltre a metterci in grado di assimilare e fronteggiare gli input della vita quotidiana, ci rende ciò che siamo e che si manifesta agli altri, al di fuori del prisma deformante delle aspettative di ciascuno dei tanti che ci osservano.

RAFFAELE CALAFIORE: E poi... - NonSoloParole EDIZIONI, 2016 – pp. 136 - € 12,00.

(Maggio 2018)

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