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NON E’ MAI TROPPO TARDI IN AMORE

 

di Luigi Rezzuti

 

In primavera si organizzano sempre delle feste scolastiche, dove mi piace andare.

Siamo tutti in un locale. Alessio e Nicola stanno parlando di calcio, come al solito.

Non che non mi piaccia, ma sono veramente stufo di parlare sempre di uno stesso argomento.

Questo locale mi ricorda una storia passata, che credevo di aver dimenticato.

Vedo Clara ogni giorno a scuola, sono stato io a lasciarla, ora non ci salutiamo nemmeno più.

Come dicevo, la vedo tutti i giorni e non desta in me nessuna nostalgia o malinconia. Poi ieri ho saputo che si è fidanzata. Probabilmente è una bugia, so perfettamente che non ha ancora superato ciò che prova per me.

Lo so perché l’ho sentito dire dalla sua amica, quella che non l’ha mai lasciata un attimo da sola e che mi fulmina con lo sguardo, ogni volta che mi incrocia.

Probabilmente ha solo sparso la voce perché voleva che arrivasse a me.

“Roby, tu cosa ordini?”,  chiede Alessio interrompendo il filo dei miei pensieri.

“Una bionda alla spina”, rispondo senza esitare.

“Clara si è fidanzata?”, mi chiede Alessio con tono di scherno.

“Così pare”, rispondo svogliatamente.

Non ho mai capito perché, ma quasi tutti i miei amici non l’hanno mai sopportata.

Ho sempre pensato che fosse dovuto al fatto che, prima, lei stesse con un altro dei miei amici e, dopo che lei lo aveva lasciato, aveva messo in giro delle brutte voci su di lui. Ma loro non avevano mai ammesso che fosse per questo.

“Si consola in fretta”, commenta Nicola ridacchiando.

Probabilmente non è nemmeno vero, sarà un’altra delle sue bugie”, rincaro con un moto di stizza.

“Ma come facevi a stare con lei?”.

“Non lo so”.

In realtà lo so benissimo, ma non mi va di spiegarlo ai miei amici, non capirebbero. E poi è acqua passata.

“Ehi, ragazzi”, dice Luca arrivando all’improvviso.

“Guarda chi si è degnato di raggiungerci”, esclama Alessio, dandogli un’amichevole pacca sulla spalla.

“Sono appena arrivato in treno. Un po’ di pietà”, si scusa ridendo.

“Di cosa parlavate?”, chiede poi, sedendosi con noi.

“Nulla di nuovo, si parlava di Clara”

“Come mai si parlava di lei? Ormai non è acqua passata?” dice ammiccando verso di me.

“Infatti, abbiamo saputo che si è fidanzata”, rispondo

Parlare di lei mi sta creando disagio.

“Bene, sono contento per lei”, dice Luca

Lui è sempre stato l’unico che l’adorava, la adorava letteralmente, ogni volta che ci si incontrava tutti insieme, passavamo ore a parlare di lei.

“Secondo Roberto se l’è inventato”, risponde Alessio.

“Perché avrebbe dovuto? Secondo me Roberto è un egocentrico”, dice per punzecchiarmi un po’.

Ragazzi, zitti un attimo. Sta arrivando la prima bellezza della serata”, ci zittisce Alessio.

Ci voltiamo tutti nella direzione indicata e vedo in lontananza una ragazza con un vestito rosso fuoco, che si dirige verso di noi.

Cammina a passi lenti, seducenti, come se il mondo fosse ai suoi piedi, ed effettivamente in quel momento lo era.

Appena si avvicina, abbastanza da poterla scorgere, rimango impietrito. E’ Clara.

Non l’ho mai vista così: indossa un vestitino corto e aderente, che mette in risalto le curve, due tacchi a spillo e ha i capelli rossi, sciolti, che ormai arrivano poco oltre il seno.

Noto all’improvviso che è anche terribilmente dimagrita, sta benissimo.

Tutti la stanno guardando, ha catalizzato il locale interamente su di sé.

All’improvviso se ne accorge anche lei, abbassa lo sguardo, si avvicina al gruppo e subito l’abbracciamo tutti.

Ancora imbambolato, mi alzo dal tavolino, e così fanno gli altri.

Alessandro, un nostro collega, che spesso ci prova e ci riprova con Clara, le dice: “Dove l’hai lasciato il tuo ragazzo, Clara?”

“Sta parcheggiando , ora arriva”, risponde lei con un sorriso smagliante.

“Io non ti avrei mai lasciatoa tutta sola, così vestita”, dice Alessandro, sorridendo malizioso.

Clara arrossisce ma ride alla battuta e le fa la linguaccia. Poi si volge all’improvviso verso di me ed incrocia il mio sguardo. Non capisco più nulla, nei suoi occhi leggo un leggero panico e si gira subito cercando qualcuno.

“Amore, sei arrivato?” dice dolcemente ad un ragazzo poco più alto di lei.

Lui la prende per i fianchi e le dà un bacio “a stampo”.

Mi scuoto come se mi avessero dato uno schiaffo.

“Piccioncini, fatele in camera certe cose”, li rimprovera bonariamente Alessandro.

Clara e il ragazzo si staccano e lei arrossisce di nuovo.

 “Beh, non ce lo presenti?”

“Sono Francesco, piacere”, dice lui, stringendo la mano a tutti.

Questo ragazzo è carino, e l’unico motivo per il quale lo sto ammettendo è che mi assomiglia davvero tanto, ha gli occhi azzurri, ma di un azzurro elettrico, quasi ipnotizzante, ha i capelli neri e la carnagione chiara.

“Come vi siete conosciuti? Clara non ci ha detto nulla”, dice maliziosamente Erica.

Clara e Francesco si scambiano un’occhiata complice, poi iniziano a raccontare: “Abbiamo ballato insieme per ben tre volte in tre giorni diversi e in locali diversi, senza nessuna intesa precedente, poi abbiamo iniziato a parlare e, in pratica, abbiamo limonato tutte e tre le volte”.

Clara si gira verso di noi e finalmente vede anche Luca.

“Luca ci sei anche tu”, esclama abbracciandolo.

Sento un nodo di gelosia stringermi lo stomaco, li vedo parlare e mi allontano in un angolo, un po’ in disparte. Eppure non riesco a distogliere lo sguardo da lei, non so cosa sia cambiato, l’ho vista anche stamattina, penso solo che vorrei prenderla per mano e scappare via per strapparla a tutti quelli che le stanno intorno.

“Davide non viene oggi?”, chiede Alessandro.

“In realtà dovrebbe essere qui a momenti”, risponde Clara guardando l’orologio che ha al polso.

“Devi scusarmi, devo andare un attimo in bagno, tu resta pure con loro” dice Clara al fidanzato.

La vedo allontanarsi e andare verso il bagno e, quasi istintivamente, la seguo.

La perdo di vista tra tutta quella gente e attendo svariati minuti prima che un gruppo di ragazze mi faccia passare.

Quando arrivo alla fila per i bagni, la vedo aspettare con impazienza.

“Siamo nevosi oggi?, le chiedo sorridendo e mettendomi accanto a lei.

“Sono stanca”, risponde

“E così ti sei fidanzata, ora?”

“Già”

“Ti sei consolata in fretta”, borbotto senza riuscire  a fermarmi.

“Non ci provare neanche, non hai il diritto di dirmi una cosa del genere”, risponde stizzita.

I suoi occhi verdi sembrano esplodere d’ indignazione.

“Il fatto è – dico bloccandola con le braccia contro il muro – che mi manchi tanto”

“Roberto, è troppo tardi”, sussurra. E le sfugge una lacrima.

Sento il cuore battermi velocissimo, ho bisogno di lei, non posso crederci, mi sento come Romeo, prima convinto d’amare una donna, poi vede Giulietta e capisce che cosa davvero sia l’amore.

Raccolgo con un dito la sua lacrima e la porto alle labbra.

“Ho bisogno di un’altra occasione”, le dico

“Ormai è tardi, dovevi pensarci prima”

“In amore non è mai troppo tardi”, rispondo “Sei sempre presente nei miei sogni. Non posso dimenticarti e non lo voglio”

“Mi dispiace, sono fidanzata”

“Sì, capisco che sei fidanzata, ma solo da qualche giorno, non dirmi che mi hai dimenticato e sei veramente innamorata di questo ragazzo”

“Purtroppo è tardi”, insiste Clara.

Intanto il tempo passava e gli amici ci attendevano al bar, quando all’improvviso arriva il fidanzato di Clara che, vedendoci quasi abbracciati l’uno all’altra, interviene, schiaffeggiando Clara.

Fu quella scena che mi fece diventare un bruto ed iniziai a prendere quel ragazzo a pugni e a schiaffi e, tra un pugno e uno schiaffo, lo minacciai con sguardo torvo di sparire e di non farsi più vedere se non voleva essere riempito di nuovo di botte.

Il ragazzo scomparve per sempre ed io e Clara riprendemmo ad amarci.

NON E’ MAI TROPPO TARDI IN AMORE!.

(Maggio 2018)

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