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HAMSIK LASCIA NAPOLI PER LA CINA   di Luigi Rezzuti   Il mercato invernale italiano di calcio si era chiuso il 31 gennaio e l’unico movimento per il...
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Napoli e il Cinema, una simbiosi in evoluzione   di Marisa Pumpo Pica   Alcuni eventi, verificatisi di recente, hanno fatto battere più forte, in...
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La Fundación Escuela Museo Abierto Para El Mundo a “Il ramo d’oro”   Per i 25 anni della propria attività la Fundación Escuela Museo Abierto Para El...
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Un libro a Teatro   a cura di Marisa Pumpo Pica   Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna...
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I Cacciottoli   diAntonio La Gala   Questo toponimo denomina sia la Salita, che da Corso Vittorio Emanuele porta al Vomero, sia un'estesa zona...
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Reading e presentazioni Napoli, venerdì 13, ore 17,30, alla Galleria Al Blu di Prussia, Via G. Filangieri, 42, Enza Silvestrini, Controtempo...
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SEGNALIBRO   a cura di Marisa Pumpo Pica   Fiori del mio campo, di Giovanni Baiano, Cosmopolis Edizioni Napoli   Uomo d’altri tempi, Giovanni...
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La Germania necessitata   di Marisa Pumpo   Sinossi del libro La Germania necessaria Nel 2012 la Germania non si presentava più solo quale attore...
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Miti napoletani di oggi.62

L’EXTRACOMUNITARIO

 

di Sergio Zazzera

 

Il fenomeno dell’immigrazione, soprattutto dai paesi africani, è divenuto sempre più incalzante, nel tempo, e un gran numero di costoro si è radicato proprio a Napoli, città la cui gran parte della popolazione non si può dire che nuoti nell’oro. Ciò ha determinato una vera e propria “guerra tra poveri”, alimentata da una ben precisa parte politica, che vi trova un proprio tornaconto altrettanto ben preciso, instillando nell’opinione comune l’idea/mito dell’“extracomunitario che ruba il lavoro”.

Eppure, per abbattere il mito, è sufficiente guardarsi intorno. Una parte di costoro, infatti, svolge attività lecite – dalla collaborazione domestica all’assistenza ad anziani e ammalati, giusto per citare gli esempi più consistenti ed evidenti –, spesso in condizioni di soggiorno legale e altrettanto spesso nell’approfittamento da parte dei datori di lavoro, i quali istituiscono il rapporto “in nero”, in violazione di quel diritto all’equa retribuzione, che, oltre a essere riconosciuto dalla Costituzione, costituisce anche un dovere imposto, quanto meno ai cristiani, dal Catechismo di Giovanni Paolo II, che ha sostituito tale formula a quella della «frode nella mercede agli operai», prevista dal Catechismo di Pio X. Senza dire che le attività che costoro svolgono sono, per lo più, respinte, come sgradite, dall’offerta di manodopera locale, dal che discende che nessun “furto di lavoro” si verifica.

Un’altra parte degl’immigrati extracomunitari, poi, è evidente oggetto d’“importazione” neoschiavistica, mediante accordi con gli “esportatori” d’oltremare, da parte della criminalità organizzata, che ne programma anche la destinazione: è evidente, infatti, che l’uomo di colore che esercita la vendita ambulante di fazzoletti o di accendini di qualità scadente, al pari di quello che chiede l’elemosina ai cantoni delle strade, devono rendere conto al “caporale” al termine della giornata. Del resto, il personaggio Jeremy Pitchum non è affatto un’invenzione della fantasia di Bertolt Brecht, così, come non è affatto vero che il fenomeno della schiavitù sia relegato oggi soltanto all’interno del Continente nero: ormai, è cosa di casa nostra.
(Maggio 2018)

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