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2020, ANNO DA DIMENTICARE   di Luigi Rezzuti   Intorno all’anno bisestile sono fiorite leggende e dicerie, spesso negative. Si dice “bisestile”...
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Pittura napoletana fra Otto e Novecento. Tradizionalisti e innovatori   di Antonio La Gala        Fra il 1860 e il 1880 la pittura napoletana accrebbe...
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CHAMPIONS LEAGUE - OTTAVI DI FINALE   di Luigi Rezzuti     Martedì 7 marzo 2017, ore 20,45, rullo di tamburi, lo spettacolo ha inizio. Bambini,...
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Venghino signori, ecco il borgo dove le case si vendono ad un euro   di Luigi Rezzuti   Comprare una casa, o meglio un rudere, a 1 euro, da oggi, è...
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MOTOCICLETTE CON SIDECAR   di Luigi Rezzuti   Le origini della motocarrozzetta risalgono alla fine del XIX secolo, quando un ufficiale dell’esercito...
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IO E FRANCESCO   di ANNAMARIA RICCIO   A chi non è simpatico? Sentito parlare male del papa? Mai. Chiunque vorrebbe conoscerlo. Da quando si...
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Miti napoletani di oggi.75 IL PRESEPE   di Sergio Zazzera   Se torno, ancora una volta, sul tema del Presepe, ciò è dovuto, essenzialmente, alla...
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SALUTE Frutta di primavera   di Luigi Rezzuti   In primavera arriva la frutta “golosa”, quella che piace proprio a tutti, dai grandi ai bambini e...
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Miti napoletani di oggi.63

NAPOLI

 

di Sergio Zazzera

 

Sono cinque anni, ormai, che sto dedicandomi all’individuazione e alla descrizione dei miti napoletani contemporanei e, qualche giorno fa, ho fatto una riflessione: in realtà, la Napoli di oggi è, essa stessa, un mito di sé medesima. Non dimentichiamo che il mito equivale a falso linguaggio e, dunque, guardiamola un po’.

Le strade sconnesse e piene di buche: ma da quanto tempo mancate da Roma?

I vigili urbani divenuti merce rara: ma da quanto tempo mancate da Roma?

I trasporti pubblici in perenne disfunzione: ma da quanto tempo mancate da Roma?

La criminalità organizzata sempre fiorente: ma da quanto tempo mancate da Roma, o da Milano, o da Torino, o dall’Emilia, o dal Veneto?

La crisi politico-amministrativa: ma avete mai girato l’Italia, negli ultimi tempi?

Il dissesto geologico: e no, qui devo raccontarvene una, che comincia oltre una quarantina d’anni fa. Lungo “quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno”, sorse un orrendo villaggio, che si proponeva come “la Las Vegas italiana”. Si chiamava Consonno, era una frazione del comune di Olginate, e per realizzarlo furono spianate, addirittura, alcune collinette. Dunque, ciò che rimaneva non tardò a sbriciolarsi e oggi di Consonno rimane soltanto un cumulo di macerie. E non eravamo a Napoli.

L’ultima, infine, la conoscete tutti, però voglio dirvela ugualmente. Mi riferisco al napoletano derubato a Capri da due turisti tedeschi. A Napoli si dice: è gghjiuto ‘o ccaso ‘a sotto e ‘e maccarune ‘a coppa.

(Giugno 2018)

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