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Parlanno ’e poesia 12 – Varie   di Romano Rizzo   Ragionando di poeti e poesia, mi sono tornate in mente alcune semplici considerazioni, che spesso ho...
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Il governo migliore è la speranza   di Annamaria Riccio   Affidiamo i nostri desideri agli eventi del futuro. Viviamo pensando che il dopo sarà la...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine   di Gabriella Pagnotta   Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo...
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Un interessante spettacolo di ERIN K   L’Associazione La Stazione & Rock Events hanno presentato, nei giorni scorsi, uno spettacolo live della...
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NAPOLI CAMPIONE D’INVERNO   di Luigi Rezzuti   Solo per la squadra del Napoli  il 2017 non ha portato sfortuna, anzi ha dimostrato che la forza dei...
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Cara  Matera,  ti  scrivo…..               di  Mariacarla Rubinacci   Sono arrivata una mattina di sole, ho bussato alla tua porta, ricordi?, e tu...
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SPIGOLATURE   di Luciano Scateni    Stupri? Colpa delle donne, dice Chrissie Un’ipotesi possibile nasce dalla biografia di tale Chrissie Hynde,...
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UN’ESCURSIONE SUL VESUVIO   di Luigi Rezzuti   Fin da bambino mi ha intrigato questa montagna che fa da sfondo al golfo di Napoli. Ricordo che, da...
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Maggio dei monumenti   di Luigi Rezzuti   Come ogni anno, il mese di maggio è dedicato ai monumenti e quest’anno il tema della venticinquesima...
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I “Colloqui di Salerno” 2016   di Claudia Bonasi   Si terrà martedì 18 ottobre, alle ore 11, nella Sala Giunta del Comune di Salerno, la conferenza...
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Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Diritti negati


Corrado Augias, prestigioso giornalista e scrittore non credente, coltiva l’interesse per la religione con puntuale attenzione e competenza. Augias, da anni, è anche titolare della rubrica “Lettere” del quotidiano la Repubblica, spazio di intelligente e saggio dialogo che propone spesso riflessioni acute su argomenti, a volte “scabrosi”. Nel giorno del Family day che raduna a Roma i sostenitori di un unico modello di famiglia, padre-madre-figli, un lettore, evidentemente critico su questo assunto, si chiede perché mai un cristiano dovrebbe opporsi alla legge che riconosce i diritti delle coppie di  omosessuali e alla possibilità che adottino uno o più figli. Per smontare il “dogma” della famiglia tradizionale, che anche il “rivoluzionario” Papa Francesco si affanna a ritenere il modello di convivenza uomo-donna voluto dal Padre Eterno, il lettore  ricorda che la religione cattolica attribuisce alla Madonna il concepimento di Gesù in condizione di verginità e il dato incontrovertibile di Giuseppe, che accetta di “adottare” un figlio non suo. La considerazione si può sovrapporre alla incomprensibile scelta divina di mettere al mondo Adamo ed Eva e nessun altro essere umano di sesso femminile. In pratica di autorizzare rapporti incestuosi tra Eva e i figli per la continuazione  della specie. I due “casi”, commenta Augias, mettono in discussione l’attendibilità delle sacre scritture. La Chiesa difende ogni contraddizione, esibendo il toccasana della fede. Da decifrare è il passo del gambero della Chiesa che, fino a un paio di anni fa, affrontava il tema dell’omosessualità delle coppie gay con aperture illuminate per il riconoscimento del diritto a sposarsi e ad adottare bambini. La retromarcia tende a coprire la pressione impropria, ma storica, dei partiti che si riconoscono nel fondamentalismo cattolico, inclusa la componente ex Dc, inglobata nel partito democratico?  In risposta all’assembramento romano del Family Day, favorito dal tour di millecinquecento pullman, organizzati da parrocchie e vescovati, si mobilitano gli hacker di Anonymous che svolgono,  via internet, la funzione di  censura antagonista e, dopo aver violato il sito degli oppositori della legge Cirinnà, lo hanno invaso con la scritta “Stop omophobia, love is love”. Si associa, a distanza, il colosso dell’Ikea con lo slogan “Un bacio. Per fare una famiglia non servono le istruzioni” 

(Nella foto Corrado Augias)

 

Dal comunismo alla destra omofoba e antieuropeista

E’ plausibile che alle spalle del successo elettorale della destra anti europeista della Polonia vi sia la lontana svolta moderata, che portò l’elettricista Lech Walesa a fondare e guidare il sindacato Solidarnoisc, sostenuto politicamente e finanziariamente dagli Stati Uniti,  interessati a introdurre un cuneo liberista e filo americano nel traballante impero sovietico. L’elezione dell’ex operaio alla guida del Paese ha preceduto la successiva sintonia con il papato e il netto distacco dalla grande madre Russia. Di più, è intervenuta  l’assegnazione  a Walesa del premio Nobel per la pace. Tutto in funzione dell’evasione definitiva dall’ideologia comunista e di un’indipendenza che ha anticipato l’affermazione plebiscitaria della destra. La scomparsa  progressiva della sinistra polacca è confermata dal recente esito elettorale: nessun partito di quell’area entra in Parlamento. Jaros Kaczynski, gemello del successore di Walesa, leader del partito ostile alla comunità europea e nemico giurato dell’emigrazione, ha vinto le elezioni con percentuali “bulgare” e indicato (con riserva, perché potrebbe optare per un suo incarico) in Beata Szydlo la futura premier, che potrà governare senza bisogno di stringere alleanze. Il successo di xenofobi e indipendentisti dall’eurozona apre scenari preoccupanti - per esempio quello di una probabile emulazione della chiusura ungherese all’esodo dei migranti decisa da Orban - e si pone all’ attenzione preoccupata di Bruxelles. A rischio, pensano i progressisti polacchi, è la stessa democrazia e lo conferma il direttore dell’  autorevole quotidiano Gazeta Wyborcza.  La comunità europea è sul chi vive e osserva, con legittimo timore, la tendenza a inseguire nazionalismi, gli episodi di secessione che in poco tempo si sono affermati in Catalogna e in Svizzera, ora in Polonia. Sullo sfondo c’è poi la riflessione amara su Paesi, appunto, come la Polonia, che ricevono aiuti finanziari (anche italiani) e subito dopo si defilano dall’appartenenza al blocco politico che li ha sostenuti per aiutare l’uscita da crisi profonde e serie difficoltà di crescita.  

Progetto di marchio d’area “Valle di Suessola”

 

Entra nella fase operativa il progetto di marchio d’area “Valle di Suessola” promosso dall’Associazione Asso Artigiani Imprese di Caserta, presieduta da Nicola De Lucia. L’iniziativa – che punta alla valorizzazione del territorio e dei prodotti dei comuni di Arienzo, Cervino, S. Felice a Cancello e S. Maria a Vico – è la prima esperienza nel settore in provincia di Caserta e ha ricevuto l’adesione,  attraverso delibera di Giunta, dai 4 comuni interessati e il sostegno dalla Regione Campania, attraverso il dirigente del Settore Agricoltura, Giampaolo Parente. Nei giorni scorsi, presso la sede regionale di Caserta (ex CIAPI), si è svolta una riunione tecnica alla presenza del dirigente Partenti, del Sindaco di S. Felice, Pasquale De Lucia, anche in qualità di vice Presidente della Provincia, e di alcuni componenti del gruppo di lavoro dell’associazione Aldo Ardito, Giovanni De Lucia, Nicola De Lucia, Massimo Morace, Michele Renella e Raffaele Ruotolo. Con il primo tavolo istituzionale inizia la fase operativa del progetto che porterà al coinvolgimento delle imprese locali e di tutti gli attori del territorio, puntando a valorizzare i prodotti della zona, quali patate, olio, noci, nocciole e ortofrutta e anche a inserire il territorio negli itinerari culturali e gastronomici della regione, per attirare un turismo di qualità”.

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