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L’intramontabile fascino della dieta mediterranea   di Laura Coluccio *   Maggio e giugno, antichi nemici della tavola e grandi amici di diete e...
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Papa Francesco – La Chiesa della Misericordia – San Paolo editore   di  Luciana Alboreto   Il 20 novembre 2016, nella Solennità di Nostro Signore...
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NATALE AL VOMERO   di Luigi Rezzuti   Natale è alle porte e, come ogni anno, si pone il dilemma: albero di Natale con i suoi lampioncini, i  nastri...
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SALUTE E BENESSERE  Con Iasa a lezione di stile di vita sano tra alimentazione corretta e sport   di Claudia Bonasi   Continuano gli appuntamenti...
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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Paolo Ricci: falce e pennello   di Antonio La Gala     Una figura di rilievo nel panorama culturale della Napoli del Novecento è stato Paolo Ricci...
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Nati per donare?   Sabato 8 aprile, ore 17.30, via Cappella Vecchia, 8-b, 1° piano (citofono n. 1003), l’Associazione lucana Giustino Fortunato di...
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IL CALCIO E’ CORROTTO E MALATO   di Luigi Rezzuti   Purtroppo il calcio, il più bel gioco mondiale, seguito dalla maggior parte delle persone, è...
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Caccia al tesoro   di Luigi Rezzuti   A chi non è mai capitato di non ricordare dove si è conservato un oggetto a cui si è particolarmente...
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Spigolature   di Luciano Scateni   L’ottimismo si chiama Apple Indossa il giacchino blu di metalmeccanico, stinto dalla fatica, sbiadita la scritta...
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Laura L.C. Allori, Per Amore e per (Il Nido del Gheppio edizioni)

 

di Nicola Garofano

 

Finalmente esce, con l’edizione indipendente “Il Nido del Gheppio”, la saga di Per Amore e per di Laura L.C. Allori. Sedici libri, di cui due, ancora in produzione e previsti per l’anno prossimo, che rivoluzionano il fantasy classico e urban – contemporaneo.

Nella lotta tra bene e male, di matrice cristiana, s’inserisce la contrastata storia d’amore dei protagonisti e dei personaggi che ruotano loro attorno, in un connubio di arti: musica, danza, letteratura e storia dell’arte. Non è una saga concepita per essere letta di seguito ma, una volta  iniziata la lettura, si resta ammaliati. Non è un fantasy canonico né “un cristiano evangelizzatore”, anzi, il viaggio della storia dei protagonisti, che li vede crescere, maturare, invecchiare e, soprattutto, amare e combattere, è un viaggio della fede che, da quella bigotta e obbligata delle convenzioni, diventa libera e mossa solo dall’amore. È il fantasy cristiano più ateo che sia mai stato scritto (S.D.) e al contempo la più grande storia d’amore che si possa concepire in un libro, perché non è solo l’amore tra due persone ma l’Amore per l’arte (B.C.). Così Javier e Madleine, assieme agli altri personaggi, vivono vite reali e lottano per amore e per… sta ai lettori scoprire per cosa.

La saga, più autobiografica delle sue stesse biografie (Gesù non abita più qui ed. Il nido del Gheppio 2016. Il sorriso del Greco, ed. Il nido del Gheppio 2017) parla molto della sua autriceo di personaggi creati in parte a sua immagine come il noir con il commissario Lara Lalli (ed. indipendenti 2007-2017). In ogni personaggio c’è qualcosa di lei, nel bene o nel male, e il viaggio, tipico di ogni fantasy che si rispetti, è quello della vita di un’artista e della sua fede, non perduta ma trasformata, liberata. Il linguaggio è immediato, veloce, in un presente storico azzardato, ma efficace. Sembra scritto per una fiction e, al contempo, c’è un gioco di parole nel citare luoghi e situazioni che riporta alla narrazione classica, mai convenzionale. I personaggi hanno delle caratteristiche uniche e individuabili, tanto da essere riconoscibili per lo scandaglio psicologico, curato in ogni minimo dettaglio. L’autrice si permette anche degli omaggi, dei camei, autorizzati ufficialmente, in una sorta di crossover o,meglio, omaggio letterario ad altri grandi della letteratura, del cinema e dell’arte.

I tredici libri editi (in realtà sono quattordici ma il tredicesimo è un saggio che parla della saga stessa). Sono reperibili su Amazon in formato cartaceo ed ebook Kindle cercando Laura L.C. Allori o a questo link https://www.amazon.com/Laura-L.C.-Allori/e/B075FMN3KQ  oppure nelle edizioni Lulu cartaceo e ebook qui: http://www.lulu.com/spotlight/Lallycula .

L’autrice scrive anche articoli e saggi d’arte, attualmente fuori stampa.

(Novembre 2017)

Incontri tra letteratura e matematica

 

Fisciano, mercoledì 8, ore 15,00, Università degli studi di Salerno, Incontri tra letteratura e matematica presso il Dipartimento di matematica, aula p1 (edificio f3 livello 1). Dipsum e Dipmat presentano Antonio di Nola, Lettere dal purgatorio (Oèdipus 2016), intervengono Alberto Granese, Sebastiano Martelli, Lucia Perrone Capano, Guido Trombetti. Sarà presente l’autore.

Antonio Di Nola è professore ordinario di Logica Matematica presso l’Università di Salerno. Si occupa della semantica algebrica della logica della vaghezza. È editor in chief della rivista scientifica della Springer Verlag Soft Computing. È Fellow International Fuzzy Systems Association. Con Oèdipus ha  pubblicato Monos (2014).

(Novembre 2017)

4 e 7 Luglio due appuntamenti da non perdere da IOCISTO, la libreria di tutti, con Silvio Perrella e Marco Cuomo.

 

Due appuntamenti da non perdere da IOCISTO, la libreria di tutti –Via Cimarosa 20- con Silvio Perrella e Marco Cuomo, camminatori appassionati su sentieri di letteratura e natura.

Il 4 LUGLIO, alle 18,30, da IOCISTO - la libreria di tutti - Silvio Perrella presenterà il suo libro “Insperati incontri”, una passeggiata letteraria fatta di dialoghi reali e immaginati con scrittori, poeti ed artisti presenti e passati. Un percorso appassionante da esplorare in libreria, con tante domande da fare all’autore dai suoi lettori curiosi.

Altro incontro da non perdere quello con il viaggiatore Marco Cuomo che il 7 Luglio, alle 18,30, riceverà in libreria la bandiera di IOCISTO che, passo dopo passo, scalerà con lui il Monte Elbrus. Ognuno di noi potrà idealmente partecipare alla risalita fino alla vetta della montagna, tramite le immagini che invierà via via sulla pagina FB di IOCISTO. Occasione ghiotta per gli appassionati di viaggi avventurosi per incontrare chi del viaggio ha fatto la propria ragione di vita.

Non ultimo, il 21  Luglio, gli amici e soci della “libreria di tutti”  potranno ammirare le immagini della  bandiera sventolante sulla cima del Monte, festeggiando insieme il III compleanno di IOCISTO,  in una grande festa in piazza.

Silvio Perrella, scrittore e critico letterario palermitano, dopo aver vissuto in varie città italiane del nord e del sud, ha scelto Napoli come luogo d’elezione. Si è molto occupato della tradizione del Novecento letterario italiano mescolando i linguaggi della fotografia e della letteratura. È stato finalista al Premio Viareggio e ha vinto i premi Bilenchi e De Sanctis. Nel settembre del 2016 gli è stato conferito, insieme a Raffaele La Capria, il premio Rugarli.

Marco Cuomo, napoletano - unico esploratore italiano selezionato per il concorso Expedition Granted di National Geographic- pubblica e condivide le proprie esperienze di viaggi attraverso il progetto Backpacker Adventure: un sito internet, un canale youtube, e diverse pagine dedicate sui social network.

(Luglio 2017)

Appuntamenti internazionali alla libreria Iocisto

 

di Annamaria Riccio

 

Un’estate di appuntamenti internazionali che vede un’intensa attività nel mese di Giugno: un programma particolare che la libreria IOCISTO, via Cimarosa 20, riserva ai suoi lettori. Un mese tutto rivolto alla letteratura in lingua, dedicato al contatto diretto dei lettori con gli autori stranieri, attraverso incontri con prestigiosi scrittori e creazione di gruppi di lettura in lingua originale.

Si apre l’8 giugno, alle 18, con Médecins sans frontières col libro di Valerio La Martire Intoccabili”, sull’epidemia di ebola, per proseguire, il 12 giugno, con l’imperdibile appuntamento firmacopie di “Il valzer dell’impiccato” con Jeffery Deaver. Il terzo ed atteso appuntamento del 22 giugno vedrà l’incontro con i finalisti del Libro d’Europa per il Premio Salerno: Ida Amlesù, Clemens Meyer e Lev Golinkin.

Partnership di IOCISTO nel Mondo è STEPS - L’accademia delle Lingue - con la quale nasce la collaborazione in libreria del corner Reading in the world”, creazione di gruppi di lettura di libri in lingua originale.

Il ciclo degli incontri internazionali terminerà ad inizio luglio con il grande evento del premio Nobel per la letteratura 2015 Svetlana Aleksievič che sarà in libreria per conversare con i suoi lettori.

(Giugno 2017)

 “I Tesori di carta” di San Domenico Maggiore

 

di Luciana Alboreto

 

 Napoli in auge per l’inaugurazione della mostra “I Tesori di Carta” di San Domenico Maggiore. Un evento culturale di ampio spessore che, dal 1° aprile al 30 giugno 2017, si svolge nella cornice del convento di San Domenico Maggiore, nel cuore del centro storico partenopeo. Al fine di suscitare attenzione ed ammirazione in una platea di umanisti ed appassionati della materia, i frati domenicani si sono promossi organizzatori di una mostra, pensata per fare apprezzare il valore, storico e culturale, di documenti cartacei, prodotti a Napoli, tra il XIII ed il XVI secolo, a testimonianza della loro presenza nella città da oltre otto secoli. L’evento curato dal responsabile della Biblioteca Domenicana, Fra Gerardo Imbriani, in collaborazione con l’Opera di San Domenico Maggiore Onlus e l’Associazione culturale San Bonaventura, si propone di evidenziare quanto la presenza dei Domenicani sia stata incisiva nella fioritura culturale partenopea. Difatti il Convento fu sede dell’Università da cui si formò San Tommaso D’ Aquino, che ne divenne insegnante. Ed è proprio per commemorarlo che l’allestimento, al primo piano del convento ancora vissuto dai Frati Predicatori, è stato denominato “il corridoio di San Tommaso”. Lungo questo itinerario si possono visionare incunaboli e documenti rarissimi, ignoti al pubblico, per la estrema delicatezza con cui finora sono stati preservati dall’usura del tempo. Visibile anche la Bolla di proclamazione a Dottore della Chiesa di San Tommaso D’Aquino, firmata dal Papa Domenicano San Pio V e da San Carlo Borromeo ed una pagina del Breviario di San Domenico, entrambi provenienti dall’Archivio e dalla Biblioteca Domenicana. Esposti anche rari esempi di Cinquecentine ed il Frammento del Commento di San Tommaso D’Aquino al III Libro delle Sentenze, parte del Codice Vaticano e ritenuto in gran parte autografo. Queste preziose Carte aprono alla conoscenza di un universo culturale inedito a Napoli, sebbene ne abbiano segnato momenti topici. Gli Archivi e le Biblioteche ritorneranno nuovamente custodi di un patrimonio, che dovrebbe rimanere indelebile per la formazione delle future generazioni. Per avvalorare la pregnanza dell’Evento intere scolaresche vengono coinvolte in visite guidate, coordinate da storici dell’arte, specializzati in didattica e comunicazione, al fine di appassionare i giovani ad una realtà sconosciuta e diversa dalla loro, ma incantevole ed intellettualmente ricca di significati.

(Maggio 2017)

XXI edizione del Premio Montale Fuori di Casa 

Il riconoscimento a Massimo Gramellini  

 

Queste le motivazioni con cui è stato assegnato il XXI Premio Montale Fuori di Casa 2017 (sezione giornalismo) a Massimo Gramellini (Torino, 1960), scrittore, giornalista, editorialita editorialista e vicedirettore del «Corriere della Sera»:
- “Per aver saputo creare negli anni, con i suoi editoriali e commenti televisivi, esempio di fine ironia e capacità di analisi sulla realtà che ci circonda, un rapporto empatico e di fiducia nei suoi lettori.”-       -
Il premio, dedicato allo scrittore Eugenio Montale (1896-1981) intende ricordare il suo «secondo mestiere» - come amava definirlo il Nobel per la letteratura quando iniziò a lavorare come giornalista presso il «Corriere» - e deve il suo nome al volume montaliano Fuori di casa, pubblicato in prima edizione nel 1969 dall'editore Ricciardi e dedicato ai reportage di viaggio scritti per il «Corriere».
E proprio il viaggio è il tema cui si ispira questo evento itinerante, che coinvolge le città di Sarzana, Genova, Firenze, Milano, e che quest'anno premia, per le altre sezioni: Enrico Testa, per la produzione poetica, saggistica e giornalistica (Sezione ligure); Eraldo Affinati, per aver trattato i temi del dialogo e dell'integrazione (Sezione Mediterraneo), Marco Garzonio, autore de I profeti della porta accanto (Àncora), per l'opera saggistica e poetica (Sezione Milano e senso civico).

Massimo Gramellini si è confrontato, invece,  con il tema del dolore, mostrando la capacità di reinterpretarlo in senso positivo. E questo aspetto lo accosta a Montale nell'aver «aperto squarci che consentono di guardarci dentro».
Il giornalista ha ricevuto il premio giovedì, 25 aprile 2017, nella sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano. Dopo i saluti di Stefano Parise (direttore area biblioteche del Comune di Milano) e di  Adriana Beverini (presidente del Premio) hanno dialogato con lo scrittore Mariangela Guandalini e il giornalista/poeta Sebastiano Grasso. In chiusura, un caffè per il pubblico, in omaggio all'omonima rubrica, curata da Gramellini sul «Corriere della Sera».

(marisa pumpo pica)

(Maggio 2017)

SVEGLIA! Edizioni Spartaco al Salone internazionale del libro di Torino

Lingotto Fiere - Dal 18 al 22 maggio Stand J38

 

Intenso, corposo, amaro: è come un buon caffè lo stand J38 di Edizioni Spartaco.

La Spartaco e Torrefazione Cerrone partono da Santa Maria Capua Vetere, la Capua antica della ribellione dei gladiatori, alla volta di Torino, per condividere la passione per ciò che fanno con i lettori e i buongustai che affolleranno il Lingotto Fiere in occasione del Salone internazionale, dal 18 al 22 maggio.

La miscela di libri che la casa editrice campana offre ai lettori è forte, decisa. Gustare un buon libro, pagina dopo pagina, è come sorseggiare un espresso. E allora, in mezzo ai tanti appuntamenti in programma al Salone, dopo le estenuanti file per un firma copie, prima di tornare a casa stanchi ma felici, vale la pena fare tappa allo stand J38 padiglione2: qui il tempo si ferma, si chiacchiera di letteratura e attualità, si conoscono scrittori interessanti. Venite a trovarci allo stand J38 per un ottimo libro e un ottimo caffè!

In anteprima al Salone di Torino, il racconto lungo "Le sorelle misericordia" (in uscita a giugno  nelle librerie) del giornalista e scrittore Marco Ciriello. Due sorelle - una tennista, l'altra costretta dalla Sla su una sedia a rotelle - si affrontano in un match verbale su Dio e l’esistenza, lo sport e la malattia, Lourdes e il Grande Slam. Ironico, estremo, questo libro è uno schiaffo in faccia che aiuta a riflettere su un tema di stringente attualità: il diritto a una buona morte. Ciriello incontrerà lettori e giornalisti allo stand Spartaco.

Profuma di inchiostro fresco il romanzo storico appena uscito nelle librerie (maggio 2017) "Le pergamene di Sertorio" dello scrittore Nelson Martinico.

Sertorio, fine dicitore e abile stratega che osò sfidare la potenza di Roma, è considerato un emblema della libertà in Spagna. Ora è pronto a conquistare l'Italia. Il libro ne traccia un profilo affascinante, a metà strada tra Storia e finzione letteraria. L'autore, al secolo Giuseppe Elio Ligotti, docente di Latino e Greco in pensione, ex stuntman, ha in comune con il condottiero protagonista del libro una vita rocambolesca e una passione autentica per l'oratoria.

"Chi siamo noi?". Non rispondete, semplicemente ascoltate. È un pezzo di Paolo Conte, una delle melodie che fanno da colonna sonora al nuovo romanzo di Paolo Pasi, "La canzone dell'immortale" (aprile 2017). Protagonisti, in un futuro in cui gli uomini sono valutati alla stregua di prodotti finanziari, un cantautore fallito alla ricerca dell'ispirazione perduta e un essere superiore che ha smarrito la capacità di creare.

Paolo Pasi, giornalista Rai e scrittore, presenta "La canzone dell'immortale", nell'ambito del Salone OFF, sabato 20 maggio, alle ore 23, nella Libreria Trebisonda, in via Sant'Anselmo, 22 a Torino. Al reading musicale partecipano Laura De Donato (giornalista Rai Tgr Piemonte) e Luigi Antinucci (musicista).

Paolo Pasi sarà presente allo stand Spartaco.

Altre novità presenti in fiera: il thriller "I tre volti di Ecate" di Vito Santoro, la docu-fiction esilarante e tagliente "Fratello John, sorella Mary. Le nuove avventure semiserie dell'operatore sociale precario Mauro Eliah" di Marco Ehlardo, i racconti - oltre la Storia, al di là del mito - "Annibale, Spartaco e Garibaldi" di Guido Trombetti con note storiche di Paolo De Marco.

Allo stand, ci sarà un angolo relax dove poter sorbire un caffè offerto da Torrefazione Cerrone.

Vi aspettiamo!

Edizioni Spartaco: www.edizionispartaco.it

Info: Tiziana Di Monaco: tel. 0823 797063 - cell. 347 0555630

Ugo Di Monaco (presente al Salone di Torino): cell. 339 4545503

Caffè Cerrone: www.dadocaffe.it

(Maggio 2017)

LA  FIGLIA  FEMMINA, di Anna Giurickovic Dato

 

di Luigi Alviggi

 


Il libro si apre nella città di Rabat ove il padre Giorgio, diplomatico italiano, l’unica figlia Maria di pochi anni e la moglie Silvia dimorano per il lavoro di lui. Questa parentesi si proietterà sull’intera narrazione, come luogo di immagini care, in cui la moglie troverà conforto quando la vita forzerà a fuggire in scenari di felicità non più raggiungibili. Maria si comporta in maniera strana tanto da far paura alla madre che la percepisce come minaccia. Il padre nicchia alle lagnanze della consorte sulle misure da prendere: grande l’affetto verso la figlia e Silvia, delusa, si conforta nel crederlo un ottimo papà. Diversi anni dopo troviamo madre e figlia a Roma, città d’origine, il padre è rimasto vittima di una morte misteriosa. Silvia ha un nuovo compagno, Antonio, ma vive sempre in funzione di Maria, vittima delle turbe infantili, e ha paura di scompensarla e subirne poi le ritorsioni. La ragazza è instabile nel tormento di troppi ricordi. E la loro forza è tale da poter schiantare anche un adulto ben rodato nell’implacabilità di un passato immutabile.

L’impatto della prima visita di Antonio in casa rompe la routine familiare. Le due donne, la figlia di soli tredici anni, poco sanno aprirsi al nuovo. Ci pensa Antonio ad accendere l’insieme e nel pomeriggio, che dovrebbe inserirsi nel solco di un incontro familiare, scatenati da Maria, affiorano istinti inarrestabili nell’uomo, travolto dall’onda di sensualità che trasuda dall’adolescente.

A Silvia non resta che stupirsi della figlia che ora appare un essere insospettato. Maria, difatti, nello spazio del pranzo e del successivo rimanere di Antonio, percorre una scala i cui gradini sembrano noti da sempre, anche se non ha vita sociale, non va a scuola, non ha passioni, vittima d’improvvise insofferenze verso tutto, con lacrime e urla. Imbocca un pericoloso meccanismo lungo il quale scivola fino a un’apparente perdita di controllo, si comporta da donna navigata e non da adolescente qual è. Le tentazioni verso Antonio, scatenate dai primi brevi contatti dei corpi, diventano coinvolgenti per l’uomo, scosso fino (e oltre) al limite del lecito. 

Il piano della figlia, spontaneo o calcolato, priva la madre di sicurezze e fa nascere dentro sentimenti di forte inadeguatezza, nella consapevolezza di essere giunta al punto di perdere l’affetto dell’amante, mentre la piccola, con minime mosse, accende nel compagno una sensualità fuori controllo, capace di ridurlo schiavo ai suoi piedi. La madre vede in lei “lo sguardo di una iena”, si sente andare in pezzi, vittima del torbido gioco filiale, che la scalza dal trono facendo del suo amore il proprio vassallo.

I protagonisti sono tutti colpevoli e, da vittime, possono anche trasformarsi in persecutori, come accade in famiglie normali, nelle quali il trascorrere dei giorni porta a debordare dai confini di ruolo per sconfinare nella depravazione. Silvia è madre dal comportamento ambiguo, che intuisce e allo stesso tempo si rifiuta di comprendere quanto accaduto in famiglia, nel timore che l’abisso la inghiotta senza rimedio. Maria, orfana, non può che riversare su di lei angosce e rancori ereditati dall’infanzia e dai quali non è stata affatto protetta.

Scavando nel passato, oggi Silvia si illumina di riflesso. Ruggero e Leopolda, lui collega di Giorgio, invitano nella dimora di campagna i freschi sposi e lì affiorano le inclinazioni di Giorgio che una moglie giovane e innamorata non arriva a percepire. È estate, i due hanno una figlia Beatrice, Bibì, dodicenne dal seno di naturale sensualità in sboccio, che tiene scoperto senza pudore. Verso di lei si appuntano i desideri dell’uomo al fondo della coscienza. Tutto si mette a fuoco con troppo ritardo, a latte già versato, perché vi si possa porre rimedio. E Silvia resta nell’incertezza non avendo forza di rinsaldarsi in alcuna convinzione. A volte pare intravedere la realtà ma gli sconvolgimenti che comporterebbe sono tali da non riuscire ad ammetterla, e ne scivola via come di fronte a qualcosa, la cui accettazione è superiore alle capacità personali. Nemmeno la psicologa della scuola riesce a spalancare la porta che ostinatamente vuole continuare a tenere sbarrata. 

Primo romanzo della giovanissima Autrice (Catania, 1989), si è imposto per la lucida descrizione della sottile perfidia alla base della critica relazione madre-figlia e per lo scottante tema trattato. Il narrato evidenzia acuta penetrazione psicologica dei personaggi e il lessico, misurato e avvincente, mette a nudo gli aspetti più segreti delle protagoniste nel complesso universo femminile, approfondito al meglio. L’amore per particolari minori rivela l’attenta meditazione dell’Autrice che osserva il circostante, esplicitato in ricchezza descrittiva. Una lettura incisiva che non ha attimi di sosta e incalza il lettore, una raffigurazione e una potenza descrittiva di tutto rilievo, considerata anche l’età della Dato.

ANNA GIURICKOVIC DATO, La figlia femmina, FAZI, 2017 – pp. 192 - € 16,00.

(aprile 2017)

Cambiare oggi il futuro

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima.

Devo affrontare il futuro. Devo cambiare.

Si dice che cambiare fa stare bene, e io devo stare bene, per rispetto della vita che, comunque, per me continua a seguire il suo percorso, per dovere verso coloro che mi stanno intorno per darmi fiducia, per la memoria di lui che ha fatto sempre il possibile per farmi stare bene.

L’importante, dunque, è capire che cosa cambiare.

Il lavoro? Sono già in pensione da alcuni anni e, cercando di dare un nuovo colore al mio diverso stato, mi sono volta verso nuove esperienze, ho tentato di dare voce alle mie emozioni di vita, scrivendo parole al vento. Oggi, però, quella voce tace.

I ritmi della giornata? Sono già scanditi e radicati per organizzazione, per abitudine, in ragione degli impegni. Oggi la pagina del tempo che scorre rimane bianca.

La casa? Non è il momento di vendere, sia per il mercato, sia per lo stress della ricerca di una nuova sistemazione, del rione cittadino. E poi mi sembrerebbe di cancellare, con un drastico colpo di spugna, il profumo che fino a ieri inondava la vita.

Spostare i mobili? No, troppo faticoso, misurare, immaginare un nuovo angolo. Forse anche restaurare? No, mi è sempre piaciuto l’arredo, che però è lì, come sempre, ad accompagnare lo sguardo di chi oggi non lo vede più.

Ridipingere le pareti? Non sia mai. Significa fare prove su prove per scegliere i nuovi toni di colore, adeguarsi alla luce, alle stagioni, anche perché non è molto che il rinnovo è stato affrontato.

Le tende? Un dettaglio futile, sono state carine fino ad oggi, continueranno ad adempiere al loro essere adatte all’arredamento.

Rimango io. Devo cambiare.

I capelli? Solitamente si dice che sia la prima parte di sé che una donna prende in consegna quando si affaccia l’esigenza di sentirsi diverse. Quante volte fra amiche è girata la frase “ un nuovo taglio, c’è qualcosa che devo sapere?” e io oggi sono diversa per esigenza, magari prendo in considerazione di….

E sì, ho cambiato, dunque, la tinta dei capelli. Una decisione presa quasi in trans, come fossi un robot pilotato dal parrucchiere, quale attento osservatore delle esigenze anche tacite delle sue clienti.

Il carattere? No, assolutamente, quello è, e quello rimane Non è facile, il carattere non lo forzi, sarebbe come rinnegare il proprio percorso, come affondarre la vanga sul terreno dove sono cresciute le certezze, che ormai sono la facciata della propria vita.

Il look? Altro dettaglio futile, quando sono sempre stata sobria nella scelta dei capi, sia per gusto personale che per stile di colori e forme. L’armadio trabocca del necessario per essere in ordine. Forse uno sguardo alle vetrine….

Cosa rimane? Rimango io. Ma io non ho voglia di cambiare per far cambiare il futuro. Il nuovo tempo ha la sua immagine, scritta da una mano che non si fa mai pilotare. perciò rimanere come sono è il miglior cambiamento che possa mettere in calendario, è il miglior rispetto verso il modo in cui mi sono sempre presentata al mondo e agli occhi di colui che mi ha accompagnata fino a ieri.

L’ieri è diventato l’oggi.

E l’oggi è già il futuro.

(Aprile 2017)

MARISA  PAPA  RUGGIERO, JOCHANAAN

 

Martedì, 11 aprile, alle ore 17, presentazione del poemetto "Jochanaan",  di Marisa  Papa  Ruggiero, edito da Ladolfi (Pagg. 52 – Euro 10, disponibile su richiesta a:  www.ladolfieditore.it). L'evento, presieduto da Aldo Masullo e da Ugo Piscopo, e coordinato da Antonio Filippetti, avrà luogo in Napoli nella Biblioteca “ B. Croce”, in via F. De Mura 2/bis.


Il libro

Mi sono affidata a piani scenici modellati sulle necessità dell’immaginazione, tutti eccentrici rispetto all’asse narrativo. Ho lasciato tuttavia, in vista alcuni riferimenti riconducibili alla tristemente famosa reggia giudaica sul mar Rosso, teatro di un evento biblico ben collocato nella casella mnemonica del sapere storico, sul cui fondale si proiettano delle stilizzazioni drammatiche allucinate che ostinatamente cercano di sgrovigliarsi dagli stereotipi di una iconografia fin troppo abusata in sede drammaturgica e filmica. Le due Presenze sulla scena, reali o riflesse, sono interiorizzazioni figurali di due sistemi  fortemente antagonisti e attrattivi a un tempo - logosed eros – espressioni, in questo mio lavoro, di una drammatica opposizione di sguardo nel penetrare la sfera dell’esperienza sensibile dell’esistenza. Inevitabile la scissione, definitiva, tra il mondo dei riti misterici della fecondità e dell’amore legati al culto della babilonese Ishtar incorporati nella figura della Danzatrice sacra (è questa la mia personale visione della principessa giudaica che ho voluto attirare in una zona densa di inquietudine e di pathos) e la potente autosufficienza del Pensiero Nuovo, interprete di una Dottrina saldamente strutturata sull’ideologia patriarcale, e destinata a durare...

 Il resto (quasi tutto) è fantasia onirica che appartiene solo alla scrittura.

(Marisa Papa Ruggiero)

(Aprile 2017)

Gianfranco PECCHINENDA, Come se niente fosse

 

di Luigi Alviggi

 


Undici racconti aprono lo sguardo su una serie di scenari ove le differenze tra realtà, eventualità, immaginazione, caso, perdono valore - avviluppando in un complesso piano narrativo ricco di invenzione e voluto disordine del reale -, e mirati a dissestare convinzioni personali che, poste sotto esame, finiscono col perdere ogni univocità. Il “sospeso” caratterizza l’esposizione, aprendo la mente al non detto o a quanto può essere intuito tra le righe, in una sorta di liberazione proiettiva del proprio essere nascosto. Le metafore narrative sono metamorfosi di sentimenti abitudinari, restrizione a un’esistenza più gratificante.

E può essere l’incerta sveglia del mattiniero sognatore, perduto in una giravolta dello spazio-tempo che rappresenta una nuova dimensione di vita. O l’odissea perenne dell’”homo scrivens”, ripercorsa in tutte le tappe del rapporto tra autore ed editore dense di sogni e illusioni sul futuro del primo, che - succede anche questo - qualche rara volta può anche andare in porto, ma anche in questo caso un discolo girotondo ingannatore sembra ricacciare ogni cosa nell’onnipresente sospeso.

Gianfranco Pecchinenda - di origini sudamericane, e un sapore definito di tale eredità letteraria affiora tra le sue pagine -, già Preside di Facoltà è oggi docente di Sociologia presso la Federico II di Napoli. La singolarità dei soggetti trattati rappresenta la diversità dell’individuo che a volte può giungere al surreale. Lo stile è influenzato dai balzi in questo dominio, a metà tra irrazionale e onirico. La pagina è sempre piana e scorrevole, fornendo l’ancoraggio a quanto narrato che può schizzare verso l’alto senza disorientare il lettore.

Racconto emblematico dell’insieme è “kafta-kafka”, nel quale già la commistione del titolo tra pietanza mediorientale e grande scrittore praghese fornisce un indizio sulla sostanza del narrato. Un uomo di mezz’età è seduto in un bar e gusta un grog mentre fuori nevica. Fuori dalle vetrate, la facciata del palazzo di fronte si anima funzionando da schermo per visioni: della sua vita, di quella d’altri, poco importa. Un uomo attende qualcosa e l’attesa si prolunga. Il tuffo nel passato prende vita e le immagini sono poca cosa rispetto alle sensazioni e sentimenti che si portano dietro. Poi, come spesso accade nella mente anziana, una stessa immagine diviene sintesi di eventi da epoche diverse che sgranano l’uno nell’altro. E se qualcosa nasce dall’assonanza tra Kafka e kafta, il cibo ha rilievo perché introduce l’atmosfera d’indefinita attesa di qualcosa che ben caratterizza le pagine del grande scrittore. Nella visione ora c’è un bambino di otto anni che attende il padre per essere accompagnato a scuola. Lui è in forte ritardo. Sotto l’ansia, l’uomo è spinto a uscire dal bar ma, appena fuori, avverte l’esigenza di rientrarvi per abbandonarsi di nuovo alla sottile malia delle immagini viste. Trova però la porta sbarrata e a nulla serve sbattervi contro. Dentro nessuno se ne accorge. Impossibile rientrare nel passato! L’incantesimo è tale che non sa più rinunciarvi, e il raggiungimento diventa necessità da soddisfare a qualunque costo. Tutto il suo essere resta sovvertito.

Un mondo di esistenze squassate da problemi che toccano ogni essere umano. Individui che non sanno lottare in maniera appropriata contro e restano annientati dall’incapacità di saper trovare in sé strumenti sufficienti ad averne ragione. Un’umanità travolta e perdente che si dibatte in una gabbia senz’uscita e tollera che le ombre dell’oggi, subite a volte in maniera incolpevole, si allunghino fino a condizionare in maniera irreparabile il domani.

Gianfranco PECCHINENDA, Come se niente fosse, Ad est dell’equatore, 2015 – pp. 128 – € 10,00.

(Marzo 2017)

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