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Riceviamo e volentieri pubblichiamo Quando a Napoli cadevano le bombe   Lo spettacolo “Quando a Napoli cadevano le bombe”, ideato, scritto e diretto...
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L'ARTICOLO 21 DELLA COSTITUZIONE     (Marzo 2019)
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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Miti napoletani di oggi.52 IL “CUOPPO”   di Sergio Zazzera   In senso proprio, a Napoli il cuóppo è il cartoccio a forma di cono capovolto; in...
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ULTIMISSIME NOTIZIE SUL CALCIO NAPOLI   di Luigi Rezzuti   Quando l’allenatore Sarri lasciò il Calcio Napoli, per andare ad allenare il Chelsea, il...
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(Novembre 2017)
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"Donne e dintorni" a Cetara il 6 marzo   di Claudia Bonasi   Cetara anticipa la festa delle donne e presenta domenica 6 marzo, alle ore 18, presso...
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Miti napoletani di oggi.50 LO SCRITTORE   di Sergio Zazzera   Raccolgo la “provocazione” che mi ha indirizzato, da queste stesse (web-)pagine il...
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IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC   di Luigi Rezzuti   Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta...
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LA JUVE VINCE LO SCUDETTO IL NAPOLI VINCE LO SCUDETTO DELL’ONESTA’   di Luigi Rezzuti   Pensavamo che calciopoli fosse davvero finita, invece sotto...
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Nuovo Scempio. Quando lo sport diventa crimine

 

di Gabriella Pagnotta

 

Lo scontro avviene prima che i giocatori inizino a “giocare”: un uomo investito perde la vita, risse e lesioni, tifosi accoltellati, pulmini assaliti, spranghe di ferro e bastoni, passamontagna, asce, fumogeni, attacchi organizzati, azioni squadriste…

Ma si può morire ancora per una partita di calcio? Si può creare un clima da guerra civile per spaventare e punire dei tifosi, che hanno l’unica colpa di essere avversari? Questo è quanto è accaduto ieri a Milano ancor prima del fischio d’inizio della partita.

All’ora prestabilita le squadre scendono in campo- Ad accogliere i partenopei insulti, offese, ingiurie. L’aria carica di voci becere è attraversata da ciò che in molti definiscono “goliardate che fanno parte del gioco”; Koulibaly, calciatore rispettoso, esempio di correttezza ed “orgoglioso del colore della sua pelle” è l’oggetto dei cori razzisti. Già, il razzismo sembra che in Italia faccia sempre meno scalpore, ci si sta abituando alle discriminazioni e al disprezzo verso la differenza; e le partite di calcio sono ciò che siamo diventati: l’esternazione di un’anima intollerante, che trova sfogo sugli spalti e che da lontano dirige i suoi insulti violenti. Le parole sprezzanti hanno il sopravvento, il calciatore ammonito applaude come a voler ironicamente complimentarsi con coloro che hanno condizionato il corso della gara con le parole ignobili e indegne. “Lo specchio mostra il fango e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto la strada in cui è il pantano, e più ancora l'ispettore stradale che lascia ristagnar l'acqua e il formarsi di pozze”.

Tanto tra poche ore quanto è accaduto sarà, come sempre, velocemente dimenticato e aspetteremo, inermi, l’imminente nuovo episodio, che terrà per qualche ora nuovamente impegnati i media.

Che amarezza e quanta tristezza!...

(Dicembre 2018)

LUNA ROSSA TORNA IN COPPA AMERICA

 

di Luigi Rezzuti

 

Alla 35a edizione dell’America’s Cup, disputatasi alle Bermuda, non gareggiò il team Luna Rossa che rinunciò per problematiche relativa al cambiamento dei regolamenti a favore dei detentori di Oracle.

Dopo la sconfitta ad opera del team New Zeland per la 36a America’s Cup le carte in tavola si sono state rimescolate per ridiscutere il regolamento senza favoritismi.

Il team di Patrizio Bertelli ha annunciato la partecipazione di Luna Rossa sottoscrivendo un accordo con Pirelli e Prada, sponsor dell’imbarcazione italiana.

La partecipazione covava da tempo e Patrizio Bertelli, con l’aiuto di Tronchetti  Provera e Pirelli, si è iscritto alla 36a America’s Cup.

Il progetto prevede, nel quadriennio 2018-2021, una serie di regate.

Nel 2019 si terranno nel Mediterraneo, le prime due regate dell’America’s Cup, mentre nel 2020 si svolgeranno altre tre regate tra Europa, Stati Uniti e Asia, che si concluderanno nel  dicembre del 2020.

Il team di Luna Rossa sarà composto, oltre che da Max Sirena, da Vasco Vascotto, Francesco Bruni, James Spithili, Gilberto Nobili, Shannan Falcone.

Una buona dose di giovani che vanta anche talenti olimpici.

Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa ha spiegato che Pirelli e Prada rappresentano due partner ideali per affrontare la nuova sfida di Coppa America.

Con la sua esperienza, di oltre mezzo secolo, ai massimi livelli mondiali negli sport ad alta tecnologia, Pirelli rappresenta un assist di rilievo in  seno al progetto.

Tronchetti Provera ha dichiarato: “La Coppa America è una manifestazione che esalterà la  tecnologia e Pirelli la porterà in tutto il mondo”.

La Coppa America, come la Formula 1, è il trofeo veliero più prestigioso, con una grande storia e tradizione.

Incarna valori e si rivolge a un pubblico di appassionati che coincidono con  quelli di Pirelli, che avrà modo di alimentare il proprio marchio, rafforzando il suo posizionamento nelle alte tecnologie con clienti in tutto il mondo, attraverso una fitta relazione con i consumatori, su tutte le nuove piattaforme digitali.

Una storia, quella della Coppa America, che dura da anni, fin  dal 1851,  quando tutto ha inizio per la conquista della Coppa delle cento ghinee, che prevedeva la circonvallazione dell’isola di Wight, con lunghe sfide che da sempre sono state trainate da uomini di grande passione e rilevante spessore economico.

Testimone eccellente, alla prima sfida, fu la regina Vittoria.

(Dicembre 2018)

CLAMOROSA INCHIESTA SULLA JUVENTUS

 

a cura di Luigi Rezzuti

 

Quando dai social si è saputo che il 22 ottobre 2018 la famosissima trasmissione “REPORT” di Rai 3, condotta da Sigfrido Ranucci, si sarebbe interessata ad una avvincente inchiesta sulla Juventus, la notizia si è sparsa a macchia d’olio.

Finalmente si sarebbero scoperti gli intrecci tra ultrà, spie, mafia, ‘ndrangheta e dirigenza Juventina, con documenti inediti e intercettazioni che pare abbiano coinvolto tutti i dirigenti della Juve e alcuni calciatori.

C’è stata grande attesa per la trasmissione e la notizia ha fatto molto scalpore. Ranucci ha rilasciato un’intervista ad una radio libera romana, che riportiamo quì di seguito: “Partiamo da una premessa, quello che emerge dall’inchiesta è un contatto diretto tra i manager bianconeri e i Dominiello, famiglia accusata di avere dei legami con la ‘ndrangheta. La questione del bagarinaggio e degli affari con i biglietti dello stadio presenta un connubio chiaro tra certi personaggi, tra persone indagate, dirigenti e anche calciatori della Juve. Da dove parte l’inchiesta? Secondo la Procura la data fondamentale è il 21 aprile del 2013: quel giorno si gioca Juve - Milan.  Nella curva juventina spunta uno striscione “I gobbi”.   dietro ci sono Saverio e Rocco Dominiello, padre e figlio. È il giorno in cui la ‘ndrangheta entra nella curva bianconera. Vi posso assicurare che da questa storia emerge un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con una parte di tifosi, un connubio spaventoso tra la società e una parte di supporter bianconeri. La vittima di questa storia è il calcio. Sono vittime anche i tifosi per bene. Non si tratta di un’inchiesta contro il calcio ma di un atto d’amore per questo fantastico sport e per i veri tifosi. Quello che emerge è un problema etico della gestione del calcio, al di là dell’aspetto giudiziario. Fa impressione il quadro complessivo che riguarda una società come la Juventus e che, dopo la messa in onda del 22 ottobre, potrebbe interessare la giustizia sportiva. Se le dimissioni di Marotta dipendono da questa storia? Non sono in grado di dire se siano legate alla vicenda. L’anomalia è il modo in cui sono arrivate queste dimissioni. Non è nello stile Juventus chiudere con un  dirigente così importante che ha contribuito a tanti successi. Nessuna conferenza e, a parte il diretto interessato, nessuno ha detto nulla in merito alla separazione dopo tante stagioni di vittorie. E’ strano che Marotta è andato via. Non è nello stile della Juve”.

L’inchiesta, portata avanti da Report, sul mondo ultras vicino alla Juventus e sulla vendita dei biglietti nelle mani di gruppi malavitosi organizzati, continua a far rumore.

Intanto, sul profilo twitter della trasmissione di Rai 3, è stato pubblicato un video con nuove anticipazioni della puntata del 22 ottobre.

A parlarne è Andrea Puntorno, leader del gruppo “Bravi ragazzi” e vicino anche al clan calabrese dei Macrì: “il business sui biglietti c’è, mi sono comprato due case e un panificio. Non lo nego perché non è un reato ciò che ho fatto, siamo un gruppo di 600-700 persone e non tutte di Torino. Forniamo noi i biglietti. Personalmente non ho mai fatto bagarinaggio, ma c’era chi lavorava per me per questo. I biglietti  li dava la Juventus, è normale. È  sempre stato così”.

Nel mirino del programma d’inchiesta condotto da Sigfrido Ranucci c’è anche la morte misteriosa di Raffaello Bucci, tifoso ultras e consulente della società di Agnelli, avvenuta il 7 luglio del 2016.

Al centro i rapporti tra la Juve e i gruppi ultras e alcuni esponenti contigui al mondo della ‘ndrangheta, come emerso nei mesi  scorsi in un’inchiesta (Alto Piemonte) condotta dalla procura di Torino sulle infiltrazioni della criminalità calabrese nella curva bianconera e un’altra parallela, portata avanti dalla procura della Figc che il 25 settembre, di un anno fa. ha portato all’inibizione di Andrea Agnelli (12 mesi poi ridotti  a tre in cambio di una multa di 100mila euro) e di altri dirigenti del club per aver violato gli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi) del codice di giustizia sportiva, dopo l’accertamento di rapporti della società con i gruppi ultras, vendendo loro biglietti “oltre il limite normativo”, cioè di quattro a persona. Nell’ordinanza “Alto Piemonte” un’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Torino, coordinata dalla procura locale, sono emersi gli interessi della ‘ndrangheta nel bagarinaggio dei biglietti delle partite “casalinghe” della Juve.

I protagonisi assoluti sono Rocco e Saverio Dominiello di 42 e 63 anni, condannati in primo grado a 7 anni e nove mesi e 12 anni, un mese e dieci giorni per tentato omicidio, associazione  mafiosa ed estorsione, reati commessi per conto del clan Pesce di Rosarno (Reggio Calabria).

Report, oltre a tutte queste notizie, racconta, dunque, anche del suicidio misterioso di Raffaello Bucci, anello di congiunzione tra società, tifosi e forze dell’ordine.

Nelle ore precedenti al suicidio ci sono state dinamiche impressionanti che Report ha raccolto tramite testimonianze, mostrando documenti e intercettazioni che riguardavano i dirigenti della Juventus.

Bucci lavorava in una società che forniva consulenze alla Juve ma allo stesso tempo, usufruiva di alcuni vantaggi come quello di avere a disposizione un Suv della Juve.

Non si spiega perché ad un certo punto uno dei legali dello studio Chiusano, che rappresenta la Juve, va in ospedale, a poche ore dalla morte di Bucci, chiedendo di entrare in possesso del suo telefono e di altri effetti personali. E’ un particolare non trascurabile.

Dal telefonino del Bucci sono emerse cose molto interessanti: sms e foto riguardano il club e la curva, ma c’è anche una chat con un’utenza intestata alla presidenza del Consiglio e riferita ad un agente dei servizi di sicurezza.

Bucci era un informatore dei servizi? “Sono nella merda” e poi “la mia posizione è bruciata” sono alcuni messaggi dove manifestava la preoccupazione di andare a testimoniare in Procura, dopo la convocazione. Aveva avvisato anche la Juventus.

Report mostra  alcune foto tali da creare dubbi sulla vicenda. Bucci è morto per la caduta, ma in base a foto e a perizie sorge il sospetto che prima di lanciarsi nel vuoto sia stato vittima di un pestaggio.

Bucci era intercettato, ma il server in uso alla Procura tre ore prima del suicidio ha avuto un blackout.

Secondo gli atti quello sarebbe stato il momento in cui comunica con l’agente dei servizi segreti, e chissà con chi altro. Non si sa cosa sia avvenuto in quelle ore precedenti la morte.

Da questa storia emerge, come si è già detto, un quadro impressionante di rapporti della dirigenza con i tifosi, un connubio spaventoso tra società e una parte di supporter bianconeri.

,Nei due video-promo lanciati da Report in queste settimane sono coinvolti prima Beppe Marotta, l’amministratore delegato dimissionario lo scorso 29 settembre, e Andrea Puntorno leader da 20 anni dei “Bravi ragazzi”, uno dei principali gruppi ultras della curva della Juventus, considerato dagli inquirenti vicino al clan mafioso Li Vecchi e uomo di fiducia della famiglia ‘ndranghetista dei Macrì.

Di Marotta vengono pubblicati alcuni messaggi via Whatsapp con intermediario di Rocco Dominiello per alcuni biglietti della gara di Champions del 2013 con il Real Madrid, poi sempre con Dominiello concorda il provino di un ragazzo figlio di Umberto Bellocco, esponente di spicco del clan di Rosarno.

La trasmissione è stata seguita da tutti gli sportivi italiani, e non, e in particolar modo dai tifosi napoletani che sperano di ottenere giustizia per il Campionato di calcio della scorsa stagione 2017-2018 dove si videro “scippati” dello scudetto a favore della Juve.

Chissà se l’inchiesta andrà avanti con la giustizia sportiva attraverso la Procura della Repubblica oppure, come tutti gli illeciti, veri o presunti tali, tutto finirà a “Tarallucci e vino”.

(Ottobre 2018)

CAMPIONATO DI CALCIO DI SERIE A

 

di Luigi Rezzuti

 

Anche quest’anno il campionato di calcio di Serie A, come in quelli precedenti, lo vincerà ancora una volta la Juventus, sia perché si è rinforzata con l’acquisto di Christiano Ronaldo sia perché sarà aiutata per vincerlo.

Ai tifosi napoletani non resta che sognare o di accontentarsi di essere l’anti - Juve.

All’allenatore Sarri (quello della grande bellezza), in questa stagione è subentrato Carlo Ancelotti, un allenatore che nella sua carriera ha sempre vinto tanto anche se ha allenato squadre di grandi campioni.

Ancelotti a Napoli sta facendo il rivoluzionario: cambia, inventa, sostituisce, stringe, allarga, allunga, accorcia, cambia modulo in corso di partita, spiazzando, così, quelli che erano abituati al tiki-takei che imponeva Sarri.

Oggi col gioco di Ancelotti non ci sono più titolari e riserve, tutti giocano a rotazione.

“Se hai piedi buoni puoi esaltare qualunque modulo di gioco” è la trovata di Carlo Ancelotti, che  sfruttando i piedi buoni dei “piccoletti” Insigne, Mertens e Calleyon, e a centrocampo calciatori come: Hamsik, Zielinski e Allan e una difesa collaudata negli anni  come: Hysai, Albiol, Koulibaly e Mario Rui, in questo inizio di campionato, ha vinto cinque incontri su sei, impiegando tra gli altri giocatori come Luperto, Makimovic, Malcut, Milik, Rog , Ounas, Diawarà, Fabian Ruiz e Simone Verdi.

L’inizio sembra più che buono tenendo presente che si gioca ogni tre giorni tra campionato e Champions League e non sarà una passeggiata contro la Juve in campionato e il Liverpool in Champions League, in ogni caso sono partite da vincere per ben sperare.

Come andranno le cose lo vedremo dalle prossime battute col colesterolo a mille.

(Settembre 2018)

CHAMPIONS LEAGUE 2018 - 2019

 

di Luigi Rezzuti

 


Poteva mai capitare,, una volta tanto, un girone meno impegnativo per la squadra del Napoli di Ancelotti?

Ad ogni sorteggio di Champions League, contro il Napoli capitano sempre super potenze calcistiche.

Anche per questa competizione il Napoli trova il Psg di Cavani, Neymar, Maappè e l’u ltimo acquisto, l’ex Juventino Buffon, poi il Liverpool di Salah, Keita e dell’ex portiere della Roma Alisson, allenati dall’allenatore Klopp e infine la Stella Rossa Belgrado di Savic e dell’ex Sampdoriano Kristicic.

Il Psg come il Liverpool sono due squadre attrezzate per vincere la Champions, i loro valori sono elevatissimi.

Ancelotti subito dopo lo sfavorevole sorteggio ha dichiarato che il girone del Napoli è sicuramente durissimo ma poi ha aggiunto che anche per i Psg e il Liverpool sarà difficile giocare contro il Napoli.

Per le altre tre squadre italiane (Juve, Inter e Roma) come al solito la Dea bendata ha favorito la Juventus che quest’anno ha acquistato Cristian Ronaldo per vincere la Champions e dovrà giocare contri il Mncester United, Valencia e Yong Bois.

L’Inter dovrà incontrare il Barcellona, Tottenam e Psv Endover.

Forse, dopo il Napoli à l’Inter la squadra italiana più sfortunata nel sorteggio, mentre è più semplice il girone della Roma perché l’unico ostacolo per il passaggio agli ottavi è rappresentato dall’incontro con il Real Madrid, poi tutto diventa più semplice contro il Cska Mosca e il Viktoria Piezen.

L’inizio della Champios League è per il 18 settembre 2018, il Napoli incontrerà in trasferta, la Stella Rossa Belgrado, il 3 ottobre  Napoli-Liverpool, il 24 ottobre il Psg-Napoli e infine l’11 dicembre Liverpool –Napoli.

(Settembre 2018)

MONDIALI DI CALCIO 2018

 

di Luigi Rezzuti

 


Dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue giorni di sfida tra 32 squadre nazionali di ogni continente, sessantaquattro partite disputate in 11 città e in 12 stadi, Mosca è l’unica città in cui sono presenti due impianti, lo stadio Luzniki di Mosca e l’Otkrytic Arena di Mosca, poi tutti gli altri sparsi in Russia.

Questi sono i numeri dei Mondiali 2018 della 21esima edizione della Coppa del Mondo di calcio, la Fifa World Cup, la manifestazione sportiva più attesa dell’anno che si svolge in Russia.

A chiudere il torneo sarà la finale, programmata per il 15 luglio; la finale del 3* posto si disputerà allo stadio San Pietroburgo mentre le due semifinali del 10 e 11 luglio si giocheranno allo stadio Luzniki.

Ai mondiali di Calcio le 32 nazionali che partecipano hanno superato la fase di qualificazione alla quale, dopo 60 anni, non ha partecipato, l’Italia, sconfitta nello spareggio contro la Svezia.


Purtroppo  ci sono stati errori di scelta e del tecnico, che a sua volta non riusciva a dare un gioco, uno schema degno per tale competizione, sbagliando anche le scelte dei calciatori da mandare in campo.

Sconfitta nella sconfitta, e pensare che si sono qualificate squadre come: Egitto, Arabia Saudita, Marocco, Australia, Costa Rica e Panama che sulla carta erano notevolmente inferiori all’Italia.

Insieme all’Italia, però, non si sono qualificate squadre blasonate come l’Olanda e il Cile.

A partire favorite sono Brasile, Argentina, Francia e i vincitori delle ultime due edizioni, Spagna e Germania, e la Russia, paese che ospita il torneo.

Come nelle precedenti edizioni dei Mondiali anche questa volta le nazionali sono state raggruppate in 8 gironi da quattro squadre, capitanate dalle teste di serie: Gruppo A: Russia; Gruppo B: Portogallo; Gruppo C: Francia; Gruppo D: Argentina; Gruppo E: Brasile; Gruppo F: Germania; Gruppo G: Belgio; Gruppo H: Polonia.

Le partite dei mondiali di Russia 2018 sono trasmesse in TV in Italia solo sui canali Mediaset e, più precisamente, sui tre canali dedicati ai Mondiali: Canale 5, Italia Uno e Canale 20.

Adesso per vedere di nuovo un mondiale dobbiamo aspettare quattro anni e questa volta speriamo nella partecipazione della nazionale italiana.

(Luglio 2018)

BOMBE DI MERCATO

 

di Luigi Rezzuti

 

E’ da poco terminato il Campionato italiano di calcio di Serie A e già gli addetti ai lavori sono impegnati in decine e decine di trattative, fra acquisti e cessioni di calciatori.

Questo è il periodo delle “Bombe” ad acqua e “Bombe” a polvere da sparo con il botto finale.

Sulla panchina del Napoli si sono succeduti Sarri, l’allenatore del bel gioco e candidato a sedere sulla panchina del Chelsea,  Carlo Ancelotti, l’allenatore che ha vinto scudetti coppe, dovunque è andato ad allenare.

Ancelotti è sicuramente un uomo vincente, ma ha allenato sempre squadre, piene di top player.

De Laurentiis comprerà campioni o farà la solita campagna acquisti di giovani calciatori di prospettiva?

Intanto sembra che Ancelotti abbia messo il veto sulle cessioni di Milik, Koulibaly, Albiol, Insigne e Callejon e abbia già fatto i nomi di Belzema (bomba ad acqua, vista la clausola rescissoria del Real Madrid, assolutamente inarrivabile. Ma potrebbe essere anche una bomba con il botto finale per i buoni rapporti tra il calciatore e Ancelotti), poi a seguire, Ceballos e Vidal.

Quest’anno ci sono molte novità per la Serie A 2018-2019: il calcio mercato si concluderà prima dell’inizio del campionato e cioè il 18 agosto.

I contratti potranno essere depositati dal 3 luglio. Il 30 giugno si svincoleranno i giocatori che non hanno rinnovato l’accordo con la propria squadra entro tale data.

La Supercoppa italiana si giocherà il 12 agosto, novità anche per la finestra di gennaio. Si parte, come al solito, il primo giorno del mese ma la sessione invernale si chiuderà addirittura il 19 dello stesso mese e non il 31 gennaio o il primo giorno di febbraio, come di consueto.

Sono diversi i nomi che sono stati fatti e Giuntoli avrà le prime indicazioni sul come muoversi per il calciomercato.

Il budget a disposizione del club varierà anche in base alle cessioni.

Sono tanti i giocatori ad avere una clausola rescissoria nel contratto, Hamsik è valutato 30 milioni di euro, Jorgigno 60 milioni, infine Koulibaly, quello che fa più gola ai top club europei, è valutato intorno agli 80 milioni di euro.

La priorità del Napoli è quella di trovare un nuovo portiere titolare, il nome più caldo è quello di Rui Patricio, ma le perplessità derivano dall’età del giocatore.

Ancelotti ha proposto anche una seconda opzione che è quella di Alphonse  Areola, portiere classe 1993, di proprietà del Paris Saint-Germain, che, con l’arrivo di Gigi Buffon, potrebbe trovare molto meno spazio.

Il che lo renderebbe ben disposto dinanzi all’offerta di una maglia da titolare, in un club di vertice del campionato italiano.

Per quanto riguarda il reparto arretrato, il Napoli cerca un esterno destro: Sime Vrsaliko o, in alternativa, potrebbe esserci Thomas Meunier.

In uscita dal PSG una tentazione proibitiva è costituita da Jerome Boateng, centrale del Bayern Monaco, che Ancelotti ha allenato per poco più di una stagione.

Attenzione anche alla pista David Luiz e a quella di Arturo Vidal del Bayern Monaco, giocatore dal valore indiscusso.

In alternativa Renato Sanches, classe 1997, in forza al Swansea.

La ricerca di un esterno prosegue con tre giocatori preferiti dalla dirigenza azzurra:  Simone Verdi, Federico Chiesa e, infine, Suso del Milan.

Dopo i contatti con lo Zenit per Leandro Paredes, la società azzurra ha effettuato un sondaggio con il Betis per Fabian Ruiz, il centrocampista classe 1996, che però ha una clausola rescissoria di 30 milioni di euro.

Nomi, idee, strategie e profili valutati, il Napoli è al lavoro per regalare i primi rinforzi a Carlo Ancelotti.

(Giugno 2018)

LA JUVE VINCE LO SCUDETTO

 

di Luigi Rezzuti

 

Nel Campionato di calcio italiano non si può andare oltre il secondo posto perché prima di iniziare la stagione agonistica si sa già che lo vincerà  la Juventus.

Bene, bravi dieci e lode. Vergognatevi non avete vinto niente, lo scudetto, ancora una volta, ve lo hanno fatto vincere e fin quando gli arbitri vengono sponsorizzati dalla Juve non ci potrà mai essere un’altra squadra a poterlo vincere.

Anche questa stagione 2017-2019 calciopoli è continuata, vedi tutti gli errori arbitrali a favore della Juve.

Ultimi in termine di tempo lo scandaloso arbitraggio del sig. Orsato in Inter-Juve e ancora in Bologna –Juve dove l’arbitro riesce ad avere il coraggio… di assegnare un rigore sacrosante al Bologna ma dimentica di espellere per fallo da ultimo uomo il giocatore Juventino.

In questa stagione agonistica solo il bel gioco del Napoli ha contrastato il potere  della Juve ma contro la quale non bastava la bravura dei calciatori napoletani e la bravura  dell’allenatore Sarri.

Un poco alla volta la supremazia del “Potere” ha distrutto tutte le speranze del Napoli in favore della Juve.

Bravi, bene, dieci e lode. Vergognatevi tutti.

Non sono valse le interpellanze parlamentari, i ricorsi alla Procura della Repubblica, che il “Palazzo” ha vergognosamente ignorato.

Avete dimostrato che siete più forti e più potenti di tutti e di tutto.

Nel momento in cui la squadra del Napoli stava insediando lo scudetto alla Juve sono accaduti fatti a dir poco molto strani come espulsioni, ammonizioni ingiuste e quant’altro.

Guarda caso dopo la partita Napoli-Juve vinta dal Napoli con un gol di Kulibaly questi, nella successiva partita veniva espulso con cartellino rosso per un fallo che poteva essere solo di ammonizione.

Ingiustizia su ingiustizia, arroganza su arroganza tanto il calcio italiano è comandato dal potere forte della Juve che comanda nel “Palazzo”.

Bene, bravi, dieci e lode, ma non vi vergognate di vincere immeritatamente?.

Non vi vergognate perché vi siete venduti la coscienza morale e comprato tutto il resto.

Il Napoli avrebbe meritato lo scudetto ma ora è il momento di pensare al futuro.

Iniziamo a sfogliare la margherita e cominciamo con Sarri  che non ha ancora detto si o no alla permanenza a Napoli.

Certo Sarri in questi tre anni di permanenza sulla panchina del Napoli non ha vinto niente ma ha assicurato un divertimento, il godimento della grande bellezza  e poi con il suo gioco ha fatto valorizzare giocatori come Kulibaly, Mario Rui, Jorgigno, Zieliski, Mertens ed Insigne, solo per citarne alcuni.

Oltre alla permanenza a Napoli di Sarri bisogna decidere quali giocatori trattenere per la prossima stagione, quali vendere, quali dare in prestito e quali, cosa più importante acquistare per un salto di qualità, che vuol dire puntare allo scudetto.

Intanto a fine campionato andrà via il portiere Reina che passerà al Milan, quindi per prima cosa bisogna individuare il successore.

Le trattative vedono impegnato Giuntoli per l’acquisto di Rui Patricio, portiere del Lisbona e in alternativa Leno, portiere del Bayer  Leverkusen; Perin, portiere del Genoa e poi i giocatori: Inglese, attaccante del Chievo; Grimaldo, difensore del Benfica; Torreira, centrocampista della Sampdoria; Chiesa, attaccante della Fiorentina; Verde,centrocampista del Bologna e tanti altri ancora.

Insomma fino a fine luglio 2018 tutti i giorni la stampa sportiva riempirà pagine e pagine di trattative possibili e impossibili quindi per saperne di più bisogna attendere.

(Maggio 2018)

CHI VINCERA’ LO SCUDETTO?

 

di Luigi Rezzuti

 

Certo è un momento di sofferenza quello del Calcio Napoli. Ci sono da recuperare i punti persi in campionato, punti importanti, vedi quelli contro l’Inter e i due punti perduti contro il Sassuolo. C’è il problema di trattenere Sarri, anche se il club partenopeo si stà guardando intorno per cautelarsi, nell’ipotesi in cui l’allenatore non dovesse rinnovare.

Nella lista ci sarebbe Marco Gianpaolo. In alternativa, Marcellino Garsia del Valencia o Paulo Fonseca dello Shakhtar.

L’incontro tra De Laurentiis e Sarri, per il rinnovo del contratto, dovrà avvenire prima di fine maggio per evitare rischi. Possibile, quindi, un appuntamento al rientro del patron azzurro dagli Usa, prima della trasferta contro il Milano.

Non sono, poi, da trascurare l’esigenza di un nuovo stadio di proprietà del Calcio Napoli, il problema della sostituzione di Reina con un altro portiere di valore ed ancora il rafforzamento della squadra per la prossima stagione.

Il sostituto potrebbe essere Perin: mettere un italiano in squadra è sempre importante anche se in lista c’è anche Meret dell’Udinese.

Ma andiamo con ordine. L’obiettivo più importante è recuperare i punti perduti sulla Juventus, la quale ne ha profittato staccandosi di quattro punti e rendendo il prosieguo del campionato verso lo scudetto sempre più difficile per il Napoli.

E’ pur vero che la matematica non ci condanna. Infatti mancano ancora sette partite alla fine e Sarri ed i giocatori hanno stilato una nuova tabella: conquistare 21 punti, il che significherebbe vincere tutte le partite, compresa quella all’Allianz Stadium contro la Juve.

Bisogna dire, con rammarico, che forse non viene riconosciuto da tutti ciò che, a nostro avviso, è la cosa più importante e cioè  che il Napoli è la squadra con il miglior rendimento, rispetto alla passata stagione, e che sta facendo qualcosa di straordinario.

Intanto, però, il trio d’attacco (Insigne, Mertens, Callejon) si è momentaneamente fermato e in difesa Koulibaly non sta attraversando il migliore momento della  stagione, ma il Napoli ha disputato le sue partite fino alla fine.

Il campionato non è chiuso e i conti si fanno alla fine. La squadra ci crede ancora, anche perché quattro punti di distacco rappresentano una distanza che si può recuperare. Inoltre la Juve deve affrontare ancora l’Inter e la Roma.

Fortunatamente Milik inizia ad avere una buona ripresa, c’è solo da riportarlo ad un minutaggio maggiore e potrebbe essere l’arma in più non per giocare al posto di Mertens ma per dare un aiuto in attacco.

Pierpaolo Marino, ex direttore sportivo del Napoli, ha dichiarato: “Il Napoli dovrà riprendersi subito per non chiudere la stagione a zero titoli. Lo scontro diretto sarà decisivo ma la squadra dovrà gestire bene lo scontro diretto, solo così le speranze della conquista dello scudetto aumenteranno notevolmente”.

Infine la questione nuovo stadio di proprietà del Calcio Napoli: sembra ci sia un interessamento di De Laurentiis, che ha individuato un’area a Melito, il sindaco ha dichiarato: “Aspetto De Laurentiis tra dieci giorni per il definitivo sopralluogo, noi siamo pronti a partire per la realizzazione della nuova casa del Napoli, che realizzeremo entro il 2021. Un’Academy azzurra stile Manchester City nella zona nord di Napoli, a ridosso della circonvallazione.”.

Si recupereranno i punti persi? Si  tratterrà Sarri? Arriverà un portiere, forte come Reina? Si rafforzerà la squadra? Si costruirà il nuovo stadio? Si vincerà lo scudetto?

Se son rose fioriranno…

(Aprile 2018)

LUIGI NECCO MUORE ALL’ETA’ DI 83 ANNI

 

di Luigi Rezzuti

 

E’ morto Luigi Necco all’ospedale Cardarelli di Napoli per insufficienza respiratoria.

I funerali si sono svolti nella chiesa degli Artisti di Napoli.

Muore un maestro del giornalismo napoletano, giornalista d’inchiesta, libero pensatore, non risparmiava critiche.

Per 15 anni è stato il volto storico della RAI con la trasmissione televisiva  “90° minuto”.

Ci resterà il ricordo della sua arguzia della sua ironia e della grande competenza sportiva.

Sono rimasti famosi i suoi collegamenti dallo stadio San Paolo, ha coniato espressioni come “Milano chiama, Napoli risponde” e ancora “La mano de Dios o la cabeza de Maradona”.

Una vita intensa e non priva di pericolo. Nell’ottobre del 1980, Necco a “90° minuto” raccontò che l’allora presidente dell’Avellino, Antonio Sibilia, era andato, accompagnato dall’allora calciatore brasiliano Juary, a una delle tante udienze del processo in cui era imputato Raffaele Cutolo, capo della Nuova Camorra Organizzata e che durante una pausa Sibilia aveva salutato il boss con tre baci sulla guancia e gli aveva consegnato, tramite Juary, una medaglia d’oro con dedica “A Raffaele Cutolo dall’Avellino calcio”.

Pochi giorni dopo, il 29 novembre 1981 il giornalista venne gambizzato in un ristorante di Avellino per mano di tre uomini inviati da Vincenzo Casillo detto “ ‘O Nirone, luogotenente di Cutolo fuori carcere”.

Hanno detto di Necco: Giampiero Galeazzi ha rilasciato alcune dichiarazioni a “Si gonfia la rete” su Radio Crc: "Necco? Era un grande giornalista, poteva parlare di tutto, ricordo il giorno dello scudetto del Napoli, ciò che accadde nello spogliatoio fu incredibile. La gente non deve ricordare Necco solo come giornalista di “ 90° minuto” era molto di più”:

Ciro Venerato, giornalista RAI dedica un pensiero a Luigi Necco : “Sei volato via ma resti tra noi. Cronista in prima linea pronto a sfidare anche la camorra. Ti saluto inarrivabile maestro”.

Il presidente Aurelio de Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la morte del giornalista Luigi Necco: ha raccontato la nostra storia, fino a diventarne parte, sempre con passione e stile inconfondibile.

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca ha detto : “Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Luigi Necco interprete dell’impegno civile per il sud attraverso la sua grande cultura”.

Luigi Necco oltre ad essere un valente giornalista sportivo era anche un esperto di archeologia: un programma che ha seguito per anni e amava molto, era “L’occhio del Faraone”.

(Marzo 2018)

IL CALCIO NAPOLI INGAGGIA HRVOJE  MILIC

 

di Luigi Rezzuti

 


Dopo il mercato di riparazione di gennaio, dove tutte, o quasi, le squadre, sulla carta si sono rafforzate, solo il Napoli non era riuscito a concretizzare giusto quei due, al massimo tre, acquisti necessari per il prosieguo, in  tranquillità, del campionato e in Europa League. Adesso si  potevano trattare ed acquistare solo giocatori svincolati.

Maurizio Sarri aveva espresso la necessità di trovare un terzino sinistro dopo il secondo ko subito da Ghoulam in questa stagione.

Cristiano Giuntoli ha trovato il profilo più adatto tra gli svincolati su piazza, un giocatore che già conosceva il campionato italiano per aver militato, nella scorsa stagione, con la maglia della Fiorentina, collezionando 47 presenze tra campionato e coppe e quattro assist, a dimostrazione che, oltre alle capacità di corsa, dispone anche di un buon piede con il quale mettere al servizio dei compagni palloni buoni in fase realizzativa.

Dopo le visite mediche, non a Roma, come di prassi, ma direttamente a Castel Volturno presso la clinica Pineta Grande, si è spianata la strada per il contratto del giocatore ex Fiorentina: Hrvoje Milic.

La firma del contratto, con un ingaggio di circa 200mila euro, legherà il calciatore al club azzurro fino alla fine della stagione, ma potrebbe giocarsi le carte per una possibile riconferma.

Il percorso calcistico di Milic inizia l’8 marzo del 2008, quando esordisce nel campionato croato.

Nel 2009 passa, a titolo definitivo, alla squadra svedese del Djurgarden, segnando quattro gol.

Nel 2011 ritorna in Croazia giocando con la squadra di Pola, nel 2013 si trasferisce in Russia al Rostov.

Il 16 agosto del 2016 approda alla massima serie del campionato italiano, con la Fiorentina, per poi passare, nel luglio del 2017, ai greci dell’Olympiakos.

(Marzo 2018)

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