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 Su e giù con la morte   Sabato 9 aprile ore 18, presentazione del nuovo romanzo di Luciano Scateni - libreria “Io ci sto”, piazza Fuga (accanto...
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SANITA’ Eppur si muove…   di Loredana Pica   Eppur si muove… qualcosa a Napoli, una città spesso in bilico tra lentezze burocratiche e una tendenziale...
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Metropolitane napoletane abortite   di Antonio La Gala     Forse non tutti sanno che Napoli stava per dotarsi di metropolitana già a fine Ottocento...
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“L’ULTIMO SCUGNIZZO”   di Luigi Rezzuti   “L’ultimo scugnizzo” è una commedia in tre atti, rappresentata da Viviani per la prima volta nel 1932 al...
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“PROCIDA ‘900”   Martedì 15 maggio 2018, alle ore 17.30, nell’aula “Massimo Della Campa” (4° piano) della Fondazione Humaniter (piazza Vanvitelli, 15 –...
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L’intervista   di Marisa Pumpo Pica   Enjoy the Void e il suo album d’esordio “Our Garden”     Si fa strada, nel panorama musicale di questi...
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NATALE IN CASA CUPIELLO   di Luigi Rezzuti   Si avvicina il Natale e quale migliore occasione per riproporre “Natale in casa Cupiello”? La commedia...
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Georges Bataille. Vita, personalità e formazione culturale   di Gabriella Pagnotta   Georges Bataille nasce a Billom nel Puy–de–Dôme il 10 settembre...
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LUIGI NECCO MUORE ALL’ETA’ DI 83 ANNI   di Luigi Rezzuti   E’ morto Luigi Necco all’ospedale Cardarelli di Napoli per insufficienza respiratoria. I...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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MOSTRA  “PARADISO E RITORNO”  DI CLARA REZZUTI

AL PAN DAL 4 AL 21 MAGGIO 2017

 

Giovedì 4 maggio nel Loft del Pan (Palazzo delle Arti di Napoli) alle ore 17,30 sarà inaugurata la mostra PARADISO E RITORNO di Clara Rezzuti in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Napoli. Sarà visitabile dal 4 maggio al 21 maggio 2017. Cura e allestimento di Iole De Mari e Francesco Maria Stazio.

L’artista insicura dell’esistenza del Paradiso, cerca di immaginarselo: spinta da questo desiderio lo esprime in un percorso non senza ritorno, per cui il visitatore dell’installazione è obbligatoriamente costretto ad uscirne. Un angelo in sagoma di legno, con cappello da vigile e freccia d’argento, indica l’ingresso dove bande di plastica trasparente mostrano disegni di fiori, frutta, uccelli e farfalle. Al termine della Trinità circondata da nuvole e puttini alati. In basso tutti fiori bianchi, mentre a destra un altro angelo indica l’uscita.

(Maggio 2017)

Luca Postiglione. La vita come un sogno dorato

 

di Antonio La Gala

 


Luca Postiglione (1876-1936) fu un artista - pittore e poeta - attivo nei primi decenni del Novecento, noto ai Vomeresi per aver egli abitato a lungo in Villa Majo, e noto in particolare per la singolarità del suo personaggio.

In questo  articolo ci soffermiamo su Luca pittore, più che poeta.

L'arte, e in specie la pittura, nella famiglia Postiglione, era una tradizione che si tramandava da padre in figlio, da zii a nipoti. Il più antico degli artisti Postiglione, di cui abbiamo notizia, è Raffaele, professore di disegno e di figura presso l'Istituto delle Belle Arti, zio dei fratelli pittori, Salvatore e Luca. Un nipote di Luca, Giovanni Panza, fu anche egli poeta e pittore.

Luca Postiglione, chiamato in famiglia "Luchino", iniziò a dipingere seguendo stilisticamente suo fratello Salvatore, senza studi e lontano da ogni teoria o accademia, per il desiderio di raffigurare, da sognatore pigro, le cose attorno a lui care, ciò che lo affascinava e divertiva, le sensazioni poetiche ed immediate, i sogni, l'amore, le donne, scene di vita campestre e domestica, adattando lo stile del fratello al suo carattere di pigro ed estroso gaudente. La sua pennellata, a seconda del momento, a volte era calma e carezzante, a volte frenetica, fluida e pastosa.

La sua produzione pittorica, alimentata più di intuito e di talento personale che di studio e di mestiere, era quella spicciola di una pittura piacevole. Un soggetto ricorrente era la rappresentazione di se stesso, come vediamo nella figura che accompagna questo articolo.

Aveva  scelto un modo di dipingere poco impegnativo perché voleva vivere senza problemi, preferiva vestir bene, disporre di una carrozzella con un buon cavallo, con cui raggiungere altri artisti, letterati, poeti e giornalisti nei caffé, principalmente il Gambrinus, il "Bar Cioccolata" in via Pessina, allora chiamata Salita Museo, il Corfinio, con i commedianti del teatro Nuovo.

Aveva delineato la sua scelta esistenziale e d'artista fin da giovanissimo: guadagnare ciò che gli consentiva di mantenere la madre ed uno stile di vita, di cui la dovizia di panciotti e di ricche cravatte sgargianti erano simbolo.

In una rievocazione giornalistica dell’epoca Luca così ci viene descritto: "(…)personaggio prestigioso, ricco d’ingegno e di trovate, pittore e poeta, prodigo e bohémienne, fastoso e incapace di annodare una cravatta, sperperò nelle strade e nei caffé un talento capriccioso, originale e sfolgorante. Non dipinse mai una foglia ma abitò in un bosco (Villa Majo n.d.r.). Dal bosco passava la mattina al Bar cioccolata in via Pessina e la sera al caffé San Ferdinando, festoso, esplosivo, esuberante".

Per un certo periodo si trasferì con lo studio in vico Trone alla Salute, in un ex convento francescano, occupato in gran parte da lavandaie allegre e rumorose che gli ispirarono molte delle sue poesie. Ma gli anni più felici li visse a Villa Majo assistito dal grande affetto della madre, della moglie e delle figlie, quasi in un sonno beato, fra liete brigate di artisti e intellettuali. Erano i tempi in cui nella grande Villa le carrozze entravano da via Salvator Rosa, allora percorsa dal tram n. 7, attraverso un ingresso situato fra le attuali due stazioni della metropolitana, prima che Villa Majo fosse spacchettata per far posto agli attuali vasti complessi immobiliari che costeggiano la salita di via Girolamo Santacroce .

Un certo giorno iniziò il declino: la famiglia, sgombrata da Villa Majo, si sparpagliò qua e là presso parenti ed amici; Luca fu ospitato dal nipote, anch'egli poeta e pittore, Giovanni Panza.

Una notte, ammalato, cadde dal letto, chiudendo una vita in cui aveva cercato di volare alto con i sogni e la fantasia.

(Aprile 2017)

 YOU NO SPEAK AMERICANO ORIGINAL

 

ARMY CALL TO ARTISTS. ALL ARTISTS ARE INVITED. 

CHIAMATA ALLE ARMI PER GLI ARTISTI. TUTTI GLI ARTISTI SONO INVITATI.

YOU NO SPEAK AMERICANO ORIGINAL

 


#integration #discrimination #racism
FREE PARTICIPATION/PARTECIPAZIONE GRATUITA

The biggest exhibition ever realized about the integration.

La più grande mostra mai realizzata sull’integrazione.

Curated by/a cura di: Antonio Manfredi

Opening/inaugurazione: Friday/venerdì 21 April 2017 at 19.00

All artists, of any nationality, race, religion, age, sexual orientation.

Free participation. 

Invito a tutti gli artisti, di qualsiasi nazionalità, razza, religione, età, orientamento sessuale.

Partecipazione gratuita.

Seleziona o realizza una tua opera d’arte (pittura, scultura, fotografia) sul tema della discriminazione, razzismo e integrazione, fai una foto dell’opera, falla stampare su un manifesto cm. 70×100 (stampa digitale o offset), apponi la tua firma originale sul manifesto anche scrivendo qualsiasi altra cosa vuoi e invialo al Museo CAM in un tubo senza spese per il museo entro il 14 aprile 2017.

Indirizzo: Dir. Antonio Manfredi CAM Museum Via 2 Trav. Aldo Moro 11 80026 Casoria, Napoli, Italia Tel. +39 0817576167 (oppure a mano in Via Calore snc, Casoria Napoli nei giorni di martedì, mercoledì giovedì, domenica dalle ore 10 alle 13, sabato dalle ore 17 alle 20).
Leggi di più in: http://www.casoriacontemporaryartmuseum.com/…/you-no-speak…/

(Aprile 2012)

Convegno dell’Hortus Magnus ai Canottieri di Salerno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza ed etica”

 


 Quest’anno il consueto appuntamento con la “Mostra della Minerva”, organizzata a cura dell’associazione Hortus Magnus, presieduta da Clotilde Baccari Cioffi (foto in alto), che si svolgerà dal 7 al 9 aprile nella Villa comunale di Salerno, viene preceduto da un incontro che si terrà mercoledì 5 aprile, al Circolo Canottieri Irno di Salerno, alle ore 17,30: “In attesa della Mostra della Minerva” - Convegno: “La natura nell’arte pittorica tra scienza e etica”.


Intervengono: il Maestro Virginio Quarta (nella foto a sinistra) "I fiori nell'arte pittorica"; la professoressa Giulia Caneva - Università 3 Roma "Studiare ed interpretare la natura nell'arte: un excursus dal Mondo antico al Rinascimento"; il professor Gianni Aliotta - Università di Napoli "Ambiente urbano, indicatori ecologici e comunicazione scientifica".

(Aprile 2017)

IL FURTO DEL “CAPPELLO” DI KOUNELLIS

 

di Sergio Zazzera

 

E’ del 4 marzo la notizia del furto del “Cappello”, elemento dell’installazione realizzata da Yannis Kounellis, scomparso il mese scorso, nella stazione Dante della linea 1 della Metropolitana di Napoli.

Il mio auspicio è che autore del furto possa essere stato un individuo indigente, colpito dal freddo che ci sta affliggendo in questi giorni, piuttosto che un collezionista di opere d’arte, e mi accingo a spiegarne il motivo.

Premetto (e chi mi conosce lo sa), che sono particolarmente critico nei confronti dell’arte contemporanea, relativamente alla quale condivido pienamente il punto di vista di Jean Clair, filosofo, Accademico di Francia, del quale invito a leggere la Breve storia dell’arte moderna. Ciò posto, credo che quel cappello possa essere considerato “opera d’arte”, soltanto se non è idoneo a difendere dal freddo; altrimenti, è un cappello, e basta, dal momento che della natura l’arte è soltanto imitazione.

Se, poi, quel cappello dovesse costituire per qualcuno una vera e propria opera d’arte, credo che esso sarebbe tale, soltanto se inserito nel contesto dell’installazione realizzata da Kounellis, della quale esso costituisce (meglio, costituiva) un mero elemento: preso da solo, continua a essere soltanto un copricapo. Dunque, “cornuto e mazziato” – come si dice a Helsinki – il committente del furto, qualora avesse pagato un compenso all’esecutore: a recarsi da un cappellaio, avrebbe sicuramente risparmiato parecchio.

(Marzo 2017)

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