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Parlanno 'e poesia   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 settembre 1871 - Milano, 13 agosto 1958). Poeta e giornalista, visse a Napoli...
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 I teatri dei bisnonni   di Antonio La Gala     Come si divertivano a teatro i nostri nonni e bisnonni napoletani? Sappiamo molto sui teatri più...
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Cambiare oggi il futuro   di Mariacarla Rubinacci   Il compagno della vita non c’è più. Nulla sarà come prima. Devo affrontare il futuro. Devo...
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Dottore… caffè?   GIOVEDÍ 03 NOVEMBRE, alle ore 19, da NONSOLOCAFFÈ, Corso Vittorio Emanuele III, 321, Torre Annunziata (NA), Presentazione del libro...
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I Paesaggi Culturali della Basilicata   Martedì 28 novembre 2017 ore 17.00, all’ASSOCIAZIONE LUCANA GIUSTINO FORTUNATO (PRESSO SUG - VIA CAPPELLA...
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LE NAVI DELLA TIRRENIA     (Maggio 2019)
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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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Antichi giardini di ville campane   di Antonio La Gala   Spesso nel visitare qualche antica villa napoletana o campana restiamo colpiti dal...
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 SPIGOLATURE   di Luciano Scateni   I “no” degli omofobi   Il becero ribellismo della Lega Nord carica Salvini di odio sociale e non ci vuole il...
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Il CAM, il museo anticamorra, dedica una sala a Roberto Saviano a cura di Antonio Manfredi   Nei giorni scorsi, si è svolta, presso il CAM, la...
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CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO

ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI

 


Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali di Roma e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali e, dopo il grosso successo di critica e di pubblico per la nostra al Palazzo delle Arti (PAN) di via Dei Mille,  i due artisti, che da decenni lavorano insieme, oggi propongono, sia al Museo Archeologico di Napoli  che alla Certosa di San Giacomo a Capri, in una collaborazione tra il Museo Archeologico di Napoli, il Polo Museale della Campania,  con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Il catalogo contiene testi di Paolo Giulierini, (direttore del Museo Archeologico), Anna Imponente, (Polo museale Campania), Marco De Gemmis, (Sopraintendenza Archeologica della Campania), Patrizia Di Maggio, (Direttore di villa Tiberio e villa Jones – Capri),  un intervento poetico di Eugenio Lucrezi, (giornalista, scrittore, poeta) e il  “Trialogo” di Achille Bonito Oliva, (critico d’arte, accademico, saggista, curatore e scrittore)  con Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino.

Nel Giardino delle Camelie del Museo Archeologico di Napoli (dal 20 ottobre al 7 gennaio 2017) e nel Chiostro della Certosa di Capri (dal 10 dicembre al 29 gennaio 2017) Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino propongono i loro nuovi “pronti interventi estetici”, che condividono ancora una volta mettendo a dialogare, come da lungo tempo avviene, le proprie voci soliste, le quali possono essere in contrasto per sonorità ed espressione, ma accomunate dai colori vibranti, dal gusto del gioco e dell’ironia e da una fantasia capace di produrre immagini sorprendenti. Va in scena, dunque, tra archi, chiostri e aiuole, il loro ennesimo “duello” senza un vinto né un vincitore, che questa volta,  per ora unico caso, ha luogo anche in una stessa opera, firmata a quattro mani. Fulcro della mostra, in entrambe le sedi, è l’arco, forma canonica e familiare, solida e leggera a un tempo, che delimita in alto uno spazio che la linea curva rende accogliente e armonioso: gli archi diventano il luogo poetico e l’aereo supporto su cui si inscrivono le citazioni classiche, le allusioni al mito, le lettere d’alfabeto o i fantastici animali del “sintetico” Rezzuti e dell’ “analitico” Scolavino.

Carmine Rezzuti è nato a Napoli nel 1944. E’  tra i fondatori dell’Asocial-Group e del gruppo Orologio ad Acqua. Le sue prime ricerche artistiche e tecniche risalgono agli anni Sessanta. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2006, su invito di Achille Bonito Oliva, gli viene commissionato un mosaico (“Guardiano del fuoco”) per la metropolitana dell’Arte di Napoli (Linea 6, Stazione Augusto). Nel 2007 viene invitato a partecipare agli Incontri Internazionali d’Arte di Roma, alla mostra Arte Contemporanea  a Capodimonte e realizza un’installazione permanente di grandi dimensioni.

Quintino Scolavino è nato a Bagnoli Irpino nel 1945. E’ tra i fondatori del Gruppo Studio P:66 e del gruppo Orologio ad Acqua, è produttore versatile di oggetti in “forma d’arte”, tra cui macchine per giocare, servomeccanismi, falsi antichi. Protagonista della Nuova Scultura Internazionale, è tra gli artisti invitati da Achille Bonito Oliva a realizzare opere per le “Stazioni dell’Arte” della metropolitana di Napoli (Linea 1, stazione Salvator Rosa), per la quale progetta l’opera “Strabico” (2001). Ha partecipato, tra le altre mostre,  a Beelden-Sculpture 1993, Rotterdam, Raj Hughes Gallery 1995, Brisbane, e ha esposto al Museo d’Arte Contemporaneo di Caracas (Venezuela), al Museo Carrillo di Città del Messico, al Japan National Committee di Tokio (Giappone).

All’inaugurazione erano presenti, oltre a vari giornalisti, personaggi della cultura e dell’arte,  il critico d’arte Achille Bonito Oliva, i pittori Armando De Stefano, lo scultore Gerardo Di Fiore e tanti altri.

(Novembre 2016)

"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"

 


“SWINGING”: ENZA MONETTI AL PAN

 

di Sergio Zazzera

 

In principio era l’albero. Che sia quello “della conoscenza del bene e del male” della tradizione giudaico-cristiana, o quello che, insieme con una miriade di suoi simili, popola il Paradiso dell’Islām, o ancora quello “della vita” delle religioni orientali, a esso è sempre associato il mito dell’origine. E intorno all’albero ruota il ciclo artistico che, sotto il titolo “Swinging”, Enza Monetti propone ora al PAN.

Peraltro, anche in questo ciclo “in principio era l’albero”, nel senso che tutte le opere esposte prendono l’avvio da un prototipo arboreo, pure presente in mostra, che l’artista mi dice di avere disegnato alcuni anni fa. E questo disegno (più propriamente, di-segno) costituisce il prototipo di tutte le opere esposte, che lo riproducono nei più diversi materiali, dal legno (talora con evanescenti inserti di garza), alla carta (anche con un suggestivo effetto di addizione-sottrazione), alla ceramica, allo specchio, ai materiali plastici (pvc, plexiglas).

A sua volta, anche l’allestimento dell’esposizione riporta la mente a una forma di simbolismo religioso, con la parte inferiore della sala principale divisa dagli alberelli di legno in due navate, che arieggiano la struttura del fiorentino Orsanmichele, mentre nella parte alta l’albero-specchio funge da monumentale pala d’altare.

La mostra, allestita al piano terra del PAN (via dei Mille, 60), è visitabile fino al 23 maggio prossimo, nei giorni feriali (escluso il martedì), dalle ore 9.30 alle 19.30, e la domenica, dalle ore 9.30 alle 14.30.

(Maggio 2016)

Tra arte e natura. Sabato a Castel Gandolfo

 

di Luigi Rezzuti

 

Anche se con notevole ritardo, ho saputo di poter visitare Castel Gandolfo, partendo dal cuore della Città del Vaticano. Quindi non mi sono fatto scappare questa splendida occasione.

Ogni sabato mattina si parte dall’antica Stazione Vaticana, all’interno dello Stato Pontificio e, dopo circa un’ora di viaggio, si arriva a Castel Gandolfo, ad Albano Laziale.

Il collegamento consente, una volta a destinazione, di visitare il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e i giardini delle Ville Pontificie.

Un servizio innovativo pure per le modalità di acquisto: il biglietto del treno, per l’ingresso al Museo del Palazzo Apostolico e per la visita ai giardini delle Ville si può comprare on-line dal sito ufficiale dei Musei Vaticani.

L’ingresso a Castel Gandolfo è stato voluto da Papa Francesco allo scopo di aprire le porte della Chiesa,  per avvicinarla alla gente.

Una volta dentro Castel Gandolfo si viaggia a bordo di un trenino su gomma, con audio guida disponibile in italiano, inglese e spagnolo.

Il giro è di quelli mozzafiato. Si parte da Villa Barberini e le emozioni si susseguono senza sosta: la strada romana con nicchie e statue, il viale Pan di Zucchero con lo stemma di Papa Francesco e quello delle Siepi con stemma di Benedetto XVI, la Fontana del Rondò e il viale dei Pini Marittimi.

Vegetazione e flora fanno a gara con opere d’arte, in un’ ideale competizione estetica cui è impossibile resistere.

Si prosegue verso l’area delle fattorie, la cui attività agricola è gestita con criteri estetici di giardino rustico, con mucche, asini e galline, un oliveto, un vigneto e gli orti.

Dopo aver doppiato la Fontana dell’Orfeo, il trenino attraversa il Bosco delle Querce e la Galleria dei Lecci, autentici monumenti naturali.

Superato il piazzale Quadrato, si possono ammirare le fontane di Domiziano, ed ecco i giardini all’italiana e quelli del Belvedere, le cui geometrie si apprezzano da una spettacolare terrazza, la cui veduta arriva fino al litorale laziale, sul Tirreno.

Poco prima della fine del giro, si giunge al Teatro di Domiziano, altra meraviglia tra le meraviglie.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la visita del Palazzo Apostolico e dei giardini delle Ville Pontificie promette di essere un’opportunità in più per i fedeli e per ogni tipo di turista perché, secondo l’idea di condivisione dell’arte, così cara al Santo Padre, giardini e Palazzo sono beni di tutti e, dunque, devono essere aperti a tutti.

(Aprile 2016)

La Fundación Escuela Museo Abierto Para El Mundo a “Il ramo d’oro”

 


Per i 25 anni della propria attività la Fundación Escuela Museo Abierto Para El Mundo, istituzione venezuelana che ha spesso collaborato con “Il ramo d’oro” (Centro d’arte e cultura - via Omodeo, 124 - 80128 Napoli – tel. 081.5792526, e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ), propone una collettiva a cura di Orlando Campos. Opere di Anna Teresa Pesce, Amaría (María Angélica Farrera), David Acosta, Daniel Sanseviero, Hugo Rivero, Inés De Veer, Jorge Contreras, Lidoska Pirela,  Liliana Benítez, Orlando Campos, María Emilia Madrid, Miguel MarSán, Miguel Rivero,  Norka Armand. Inaugurazione il 5 marzo 2016, alle ore 18,  con presentazione di Yvonne Carbonaro. La mostra sarà visitabile fino al 13 marzo 2016, dalle 16 alle 20, tutti i giorni, tranne il giovedì.

Domenica, 13 marzo 2016, dalle ore 17, finissage con la partecipazione dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez Díaz.

La Fundación Escuela Museo Abierto Para El Mundo compie cinque lustri. Il museo è costituito da un gruppo di professionisti, artisti e poeti. Tra le sue finalità, l'insegnamento, la promozione e la diffusione delle arti, in campo nazionale ed internazionale. In oltre 25 anni di esperienza sono state realizzate, con grande risonanza in Venezuela e all’estero, mostre in musei e luoghi prestigiosi, con opere bidimensionali e tridimensionali, soprattutto nei settore della pittura, della fotografia e della scultura. Oltre alle mostre e, in parallelo con esse,  si sono svolti, nel tempo, anche concerti, conferenze, corsi e seminari. (marisa pumpo pica)

(Marzo 2016)

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