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Festival di Sanremo 2019 Quattro passi fra le nuvole   di Marisa Pumpo Pica   E di nuvole se ne sono addensate parecchie sul cielo di Sanremo....
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CHIUSO IL CALCIO MERCATO INVERNALE   di Luigi Rezzuti   Si è concluso il calcio mercato invernale 2017. Quest’anno, a differenza delle passate...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Revisionare Dante?      Sul filo dei nostri “Pensieri ad alta voce”,  questa volta è di scena Dante....
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Buongiorno mezzanotte, torno a casa   Il tempo del vino e delle rose - Caffè letterario - piazza Dante 44/45, Napoli - Info 081 014 5940 Mercoledì 18...
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Gli studenti ignoranti   di Annamaria Riccio   Una lettera, firmata da 600 docenti universitari e indirizzata al governo, ha suscitato non poco...
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Parlanno ’e poesia 12 – Varie   di Romano Rizzo   Ragionando di poeti e poesia, mi sono tornate in mente alcune semplici considerazioni, che spesso ho...
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All’asilo dalle suore   di Luigi Rezzuti   Ogni volta che Enrico si trovava davanti a quel muro scrostato, non poteva fare a meno di fermarsi e...
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Ecco i tre vincitori del premio Trivio     di Claudia Bonasi   Ecco i vincitori del premio letterario Trivio 2016. Per la sezione prosa edita vince...
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L'AMMORE A 'O TIEMPO D’’O CURONAVIRUSS   di Sergio Zazzera  Quanno Berta filava e l’auciello arava, a ‘nu paese luntano ‘nce stevano ‘nu rré e ‘na...
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LUCI D’ARTISTA A NATALE

 

di Luigi Rezzuti

 


Benvenuti all’evento più atteso dell’anno: “Luci d’artista”, la più spettacolare e suggestiva esposizione luminosa di opere d’arte.

La manifestazione culturale fu avviata dal Comune di Torino nel lontano 1998 e successivamente anche dal Comune di Salerno, in occasione del periodo natalizio e va oltre le consuete luminarie di fino anno.

È rappresentata da opere concepite da artisti contemporanei, selezionati attraverso un concorso.

L’evento riscosse grande successo e attirò numerosi turisti, italiani e stranieri.

Dall’anno 2006 la stessa iniziativa è stata adottata anche dalla città di Salerno.

Nel 2009 – 2010  avvenne un gemellaggio ideale tra le due città di Torino e Salerno. Infatti, nel periodo della manifestazione, parte delle luci adottate l’anno precedente dal capoluogo piemontese fu esposta a Salerno, oltre ad altre opere inedite, appositamente commissionate.

Nel 2009  la città di Torino adottò diverse opere del comune campano, iniziando così un “gemellaggio” vero e proprio con scambio di  opere da entrambe le città.

La manifestazione salernitana ogni anno attira migliaia di turisti da tutta Italia, ma anche dal resto d’Europa.

Di particolare successo il giardino incantato, che avvolge di luci variopinte e, sempre diverse, il centro storico cittadino, rendendo la villa comunale di Salerno un autentico giardino fiabesco, con maghi, stregoni, tunnel luminosi e figure d’incanto. Peraltro, la medesima ditta dall’anno scorso cura anche l’illuminazione natalizia del centro di San Lorenzello (Alta Valle Telesina), con modalità identiche a quelle di Salerno.

L’anno scorso anche al Vomero, quartiere collinare di Napoli, furono esposte con grande successo le luci d’artista, quest’anno si ripete l’evento con luci che faranno da cornice alle due strade più affollate e preferite per lo shopping, via Luca Giordano e via Scarlatti, volute dal progetto a cura di Simona Perchiazzi, promosso dall’associazione “Vomero commercio e cultura”, luci progettate  da Riccardo Dalisi e Sergio Fermariello, realizzate con un sistema di illuminazione a risparmio energetico.

Non si tratta di luminarie sparse semplicemente per arricchire le strade in prossimità del Natale, ma di un dialogo tra l’arte e i passanti, con maschere  ed effetti di luce.

Da sabato 5 novembre 2016 al 16 gennaio 2017 si illumina anche Gaeta con Favole di luce.

La calda atmosfera di Natale accompagnerà cittadini e visitatori in un percorso

tra sogno e realtà, attraverso i luoghi, la storia, la cultura e l’arte di Gaeta.

Dall’albero delle meraviglie in piazza XIX Maggio ai fiocchi di neve in via della Indipendenza; in Piazza Vincenzo Capodanno un villaggio polare con igloo, eschimesi, pinguini, foche e orsi polari ed ancora la Gaeta medievale fra scintille dorate in una passeggiata tra storia, tradizione e palazzi antichi.

Inoltre le luminarie di Natale saranno accompagnate da una serie di eventi ed iniziative a partire dal 12 novembre 2016 fino al 15 gennaio 2017. Nel corso di tutti i week end, alle ore 18,30, in Piazza della Libertà, si potrà ammirare l’incanto dello spettacolo della Fontana artistica con i suoi giochi d’acqua, luci e suoni.

(Dicembre 2016)

CARMINE REZZUTI E QUINTINO SCOLAVINO

ESPONGONO  AL MUSEO ARCHEOLOGICO DI NAPOLI

 


Dopo aver partecipato alle Biennali di Venezia, alle Quadriennali di Roma e ad altre manifestazioni nazionali ed internazionali e, dopo il grosso successo di critica e di pubblico per la nostra al Palazzo delle Arti (PAN) di via Dei Mille,  i due artisti, che da decenni lavorano insieme, oggi propongono, sia al Museo Archeologico di Napoli  che alla Certosa di San Giacomo a Capri, in una collaborazione tra il Museo Archeologico di Napoli, il Polo Museale della Campania,  con il patrocinio della Regione Campania, del Comune di Napoli e il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Il catalogo contiene testi di Paolo Giulierini, (direttore del Museo Archeologico), Anna Imponente, (Polo museale Campania), Marco De Gemmis, (Sopraintendenza Archeologica della Campania), Patrizia Di Maggio, (Direttore di villa Tiberio e villa Jones – Capri),  un intervento poetico di Eugenio Lucrezi, (giornalista, scrittore, poeta) e il  “Trialogo” di Achille Bonito Oliva, (critico d’arte, accademico, saggista, curatore e scrittore)  con Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino.

Nel Giardino delle Camelie del Museo Archeologico di Napoli (dal 20 ottobre al 7 gennaio 2017) e nel Chiostro della Certosa di Capri (dal 10 dicembre al 29 gennaio 2017) Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino propongono i loro nuovi “pronti interventi estetici”, che condividono ancora una volta mettendo a dialogare, come da lungo tempo avviene, le proprie voci soliste, le quali possono essere in contrasto per sonorità ed espressione, ma accomunate dai colori vibranti, dal gusto del gioco e dell’ironia e da una fantasia capace di produrre immagini sorprendenti. Va in scena, dunque, tra archi, chiostri e aiuole, il loro ennesimo “duello” senza un vinto né un vincitore, che questa volta,  per ora unico caso, ha luogo anche in una stessa opera, firmata a quattro mani. Fulcro della mostra, in entrambe le sedi, è l’arco, forma canonica e familiare, solida e leggera a un tempo, che delimita in alto uno spazio che la linea curva rende accogliente e armonioso: gli archi diventano il luogo poetico e l’aereo supporto su cui si inscrivono le citazioni classiche, le allusioni al mito, le lettere d’alfabeto o i fantastici animali del “sintetico” Rezzuti e dell’ “analitico” Scolavino.

Carmine Rezzuti è nato a Napoli nel 1944. E’  tra i fondatori dell’Asocial-Group e del gruppo Orologio ad Acqua. Le sue prime ricerche artistiche e tecniche risalgono agli anni Sessanta. Partecipa a numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2006, su invito di Achille Bonito Oliva, gli viene commissionato un mosaico (“Guardiano del fuoco”) per la metropolitana dell’Arte di Napoli (Linea 6, Stazione Augusto). Nel 2007 viene invitato a partecipare agli Incontri Internazionali d’Arte di Roma, alla mostra Arte Contemporanea  a Capodimonte e realizza un’installazione permanente di grandi dimensioni.

Quintino Scolavino è nato a Bagnoli Irpino nel 1945. E’ tra i fondatori del Gruppo Studio P:66 e del gruppo Orologio ad Acqua, è produttore versatile di oggetti in “forma d’arte”, tra cui macchine per giocare, servomeccanismi, falsi antichi. Protagonista della Nuova Scultura Internazionale, è tra gli artisti invitati da Achille Bonito Oliva a realizzare opere per le “Stazioni dell’Arte” della metropolitana di Napoli (Linea 1, stazione Salvator Rosa), per la quale progetta l’opera “Strabico” (2001). Ha partecipato, tra le altre mostre,  a Beelden-Sculpture 1993, Rotterdam, Raj Hughes Gallery 1995, Brisbane, e ha esposto al Museo d’Arte Contemporaneo di Caracas (Venezuela), al Museo Carrillo di Città del Messico, al Japan National Committee di Tokio (Giappone).

All’inaugurazione erano presenti, oltre a vari giornalisti, personaggi della cultura e dell’arte,  il critico d’arte Achille Bonito Oliva, i pittori Armando De Stefano, lo scultore Gerardo Di Fiore e tanti altri.

(Novembre 2016)

"CONCERTO PER ARCHI E FILI D'ERBA"

 


“SWINGING”: ENZA MONETTI AL PAN

 

di Sergio Zazzera

 

In principio era l’albero. Che sia quello “della conoscenza del bene e del male” della tradizione giudaico-cristiana, o quello che, insieme con una miriade di suoi simili, popola il Paradiso dell’Islām, o ancora quello “della vita” delle religioni orientali, a esso è sempre associato il mito dell’origine. E intorno all’albero ruota il ciclo artistico che, sotto il titolo “Swinging”, Enza Monetti propone ora al PAN.

Peraltro, anche in questo ciclo “in principio era l’albero”, nel senso che tutte le opere esposte prendono l’avvio da un prototipo arboreo, pure presente in mostra, che l’artista mi dice di avere disegnato alcuni anni fa. E questo disegno (più propriamente, di-segno) costituisce il prototipo di tutte le opere esposte, che lo riproducono nei più diversi materiali, dal legno (talora con evanescenti inserti di garza), alla carta (anche con un suggestivo effetto di addizione-sottrazione), alla ceramica, allo specchio, ai materiali plastici (pvc, plexiglas).

A sua volta, anche l’allestimento dell’esposizione riporta la mente a una forma di simbolismo religioso, con la parte inferiore della sala principale divisa dagli alberelli di legno in due navate, che arieggiano la struttura del fiorentino Orsanmichele, mentre nella parte alta l’albero-specchio funge da monumentale pala d’altare.

La mostra, allestita al piano terra del PAN (via dei Mille, 60), è visitabile fino al 23 maggio prossimo, nei giorni feriali (escluso il martedì), dalle ore 9.30 alle 19.30, e la domenica, dalle ore 9.30 alle 14.30.

(Maggio 2016)

Tra arte e natura. Sabato a Castel Gandolfo

 

di Luigi Rezzuti

 

Anche se con notevole ritardo, ho saputo di poter visitare Castel Gandolfo, partendo dal cuore della Città del Vaticano. Quindi non mi sono fatto scappare questa splendida occasione.

Ogni sabato mattina si parte dall’antica Stazione Vaticana, all’interno dello Stato Pontificio e, dopo circa un’ora di viaggio, si arriva a Castel Gandolfo, ad Albano Laziale.

Il collegamento consente, una volta a destinazione, di visitare il Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo e i giardini delle Ville Pontificie.

Un servizio innovativo pure per le modalità di acquisto: il biglietto del treno, per l’ingresso al Museo del Palazzo Apostolico e per la visita ai giardini delle Ville si può comprare on-line dal sito ufficiale dei Musei Vaticani.

L’ingresso a Castel Gandolfo è stato voluto da Papa Francesco allo scopo di aprire le porte della Chiesa,  per avvicinarla alla gente.

Una volta dentro Castel Gandolfo si viaggia a bordo di un trenino su gomma, con audio guida disponibile in italiano, inglese e spagnolo.

Il giro è di quelli mozzafiato. Si parte da Villa Barberini e le emozioni si susseguono senza sosta: la strada romana con nicchie e statue, il viale Pan di Zucchero con lo stemma di Papa Francesco e quello delle Siepi con stemma di Benedetto XVI, la Fontana del Rondò e il viale dei Pini Marittimi.

Vegetazione e flora fanno a gara con opere d’arte, in un’ ideale competizione estetica cui è impossibile resistere.

Si prosegue verso l’area delle fattorie, la cui attività agricola è gestita con criteri estetici di giardino rustico, con mucche, asini e galline, un oliveto, un vigneto e gli orti.

Dopo aver doppiato la Fontana dell’Orfeo, il trenino attraversa il Bosco delle Querce e la Galleria dei Lecci, autentici monumenti naturali.

Superato il piazzale Quadrato, si possono ammirare le fontane di Domiziano, ed ecco i giardini all’italiana e quelli del Belvedere, le cui geometrie si apprezzano da una spettacolare terrazza, la cui veduta arriva fino al litorale laziale, sul Tirreno.

Poco prima della fine del giro, si giunge al Teatro di Domiziano, altra meraviglia tra le meraviglie.

Nell’anno del Giubileo della Misericordia, la visita del Palazzo Apostolico e dei giardini delle Ville Pontificie promette di essere un’opportunità in più per i fedeli e per ogni tipo di turista perché, secondo l’idea di condivisione dell’arte, così cara al Santo Padre, giardini e Palazzo sono beni di tutti e, dunque, devono essere aperti a tutti.

(Aprile 2016)

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