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AL PAN DI NAPOLI LE “OMBRE” DI ARMANDO DE STEFANO   Dal 19 maggio al 25 giugno, una mostra curata da Mimma Sardella. Armando De Stefano omaggia Jorge...
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Andiamo a Teatro a cura di Marisa Pumpo Pica   Al TEATRO DIANA, DA MERCOLEDI’ 9 NOVEMBRE, ore 21, AGIDI e ENFITEATROpresentano ANGELA FINOCCHIARO e...
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Discutibili sentenze arbitrali   di Luigi Rezzuti   Ad appena otto giorni dal termine del campionato, il Napoli subisce una sonora sconfitta da...
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Parlanno ’e poesia 6   di Romano Rizzo   Giuseppe Capaldo Nacque a Napoli il 21 marzo del  1874 da genitori di modeste origini, che gestivano un’...
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Parlanno ’e Poesia 9 Ferdinando Russo   di Romano Rizzo   Conoscere alcuni aneddoti sulla vita di un grande della poesia napoletana può...
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Galleria Salotto Cerino - Pozzuoli “Il golfo di Napoli  tra storia, natura e degrado”   Giovedì, 2 marzo, alle ore 19,  è stata inaugurata la mostra...
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Parlanno 'e poesia   di Romano Rizzo   Antonino Alonge (Palermo, 20 settembre 1871 - Milano, 13 agosto 1958). Poeta e giornalista, visse a Napoli...
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LA SAGRA DELLA CASTAGNA   di Luigi Rezzuti   Ottobre e novembre sono i mesi delle castagne e la nostra Regione offre l’imbarazzo della scelta per...
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La caduta del Forte di Vigliena   di Antonio La Gala     Uno degli episodi militari che portarono alla caduta della Repubblica Partenopea del 1799,...
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CONVERSAZIONI DA "ETHOS E NOMOS"     (Dicembre 2019)
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 Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

 Mutaverso Teatro

Al Giullare "Nella gioia e nel dolore"

 


Al teatro “Il Giullare” (via Vernieri, traversa Incagliati), ancora una prima assoluta per la Campania nell’ambito della stagione Mutaverso Teatro, ideata e diretta da Vincenzo Albano, che ha  portato a Salerno uno spettacolo della  Compagnia “Contromano Teatro”, “Nella gioia e nel dolore”. Regia e interpretazione di Elio Colasanto e Alessia Garofalo. Scene di Riccardo Mastrapasqua.

Un lavoro di grande attualità ed interesse per le tematiche affrontate, che si intrecciano e si intersecano nel gioco teatrale: la coppia, il matrimonio, le convenzioni, l’amore. Lo spettacolo ha riscosso ampio consenso di critica e di pubblico ed aveva già visto le prime affermazioni: ha vinto, infatti, la VII edizione del Premio nazionale “Giovani Realtà del Teatro” (Udine – 2014) “per aver costruito con coerenza e decisione stilistica una tessitura drammatica e comica che solleva tematiche relazionali riconoscibili con immediatezza non senza provocare momenti di divertente surrealtà”. Successivamente vince anche la XIII edizione del Festival “Le Voci dell’Anima” (Rimini – 2015) “per l’originale e dinamica rivisitazione di un tema profondamente italico ma allo stesso tempo deliziosamente regionalizzato. Capacità attoriali di rilievo che dialogano utilizzando tutti i registri possibili con il palco, il pubblico e sopratutto con la scena”. Tra le altre segnalazioni: spettacolo finalista Festival Inventaria, Teatro dell’Orologio, Roma 2015; menzione Speciale VdA C-Dap,CRT Milano 2015

Contromano Teatro è una giovane Compagnia, che nasce a Molfetta, in Puglia, nel 2014, da un’idea di Elio Colasanto e Alessia Garofalo autori e interpreti della prima produzione, “Nella gioia e nel dolore”. Da gennaio ad  aprile del 2015, Contromano Teatro organizza “Ostinati Visionari”, la prima rassegna di teatro under 30, che si snoda tra Molfetta, Barletta e Bari e che vede alternarsi giovani compagnie provenienti dall’intero territorio nazionale. A Contromano Teatro è stata affidata, dal Conservatorio di Bari “Niccolò Piccinni”, la messa in scena dello spettacolo Histoire du soldat di Stravinskij, in collaborazione con Circobotero e Marluna teatro. Da gennaio 2016, in collaborazione con l'associazione culturale MADIMÚ, organizza laboratori teatrali e ludo-motori per tutte le età. ll  nucleo fondatore della Compagnia accoglie, dal 2016, un terzo elemento, Giulia Sangiorgio. Attualmente lavora su due nuovi progetti, Pop Corn ed Eva.


Qui di seguito un commento allo spettacolo a cura di Claudia Bonasi
Una enorme torta nuziale, da scenografia, da palco, da luogo/non luogo dove tutto si svolge. Gli sposini alla sommità della torta che vivono gli attimi del loro matrimonio, i riti, le usanze e le tradizioni, gli sfarzi e gli imprevisti, gli eccessi e gli scleri. Sabino e Nunzia sono due tipici sposini pugliesi, immersi nella loro quotidianità, nel loro mondo, piccolo e gretto, fatto di convenzioni. Anche l’amore è una convenzione, ci si sposa per non restare soli, perché così fanno tutti, per mettere su famiglia, “perché poi la gente che deve pensare?”. Ci si sposa perché lui appartiene ad una buona famiglia e lei è una brava ragazza, tranquilla senza pretese. Ci si sposa per diventare grandi senza però mai crescere. E poi c’è un segreto svelato, una confidenza, una promessa, una raccomandazione. Un amore vero che non ha mai conosciuto la convenzione, che non si è mai potuto cibare della luce del sole, che non ha mai potuto indossare l’abito bianco. Un amore fatto di sguardi, di appuntamenti mai presi e di frasi mai ascoltate. I protagonisti di questo amore sono Tonio e Lina, genitori degli sposi che, nella frivolezza del matrimonio dei loro rispettivi figli, provano a parlarsi, scoprono se l’altro ha tenuto fede alla promessa, se si è rimasti soli ad amare o si è ancora in due.

(Maggio 2016)

Un libro a Teatro

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Il giorno 20 maggio alle ore 19.30 Francesco Pinto, Direttore del Centro di produzione della Rai, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, “I giorni dell’Oro” (Mondadori), racconterà le Olimpiadi di Roma e di Napoli del 1960, fra testimonianze, foto, oggetti, filmati dell’epoca   e musica. Maurizio de Giovanni lo accompagnerà in questo viaggio nel tempo del miracolo economico. Interverranno Francesco Cicchella e Alessandro Bolide. Ingresso gratuito.

(Maggio 2016)

Andiamo a teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

"Io e Napoli"

 


Al TEATRO DIANA, da giovedì 5 maggio, GINO RIVIECCIO in "Io e Napoli" di Gino Rivieccio e Gustavo Verde, con Fiorenza Calogero; al pianoforte Antonello Cascone; regia di Giancarlo Drillo.

È possibile provare a cambiare quelle realtà sconsolanti ed amare che spesso offuscano lo splendore di una città e di una regione fra le più belle ed affascinanti del mondo? Quanti di noi ce lo chiediamo, dinanzi alle brutture e alle storture del quotidiano?  Forse in tanti  ci poniamo questi ed altrettanti interrogativi, che turbano le nostre coscienze.

La risposta ci perviene, non da un ampolloso e tronfio “tavolo” di presidenza di uno dei tanti convegni che, ora più che mai, attireranno la nostra attenzione, prossimi come siamo ad elezioni, amministrative, ma dalle “tavole” di un palcoscenico, quelle di un teatro vomerese doc. E a provare a rispondere, con noi e per noi, sarà proprio un attore che più vomerese non si può, per nascita, studi e frequentazioni. Chi scrive ha avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne, in diverse circostanze,  la sottile ironia e la verve interpretativa. Sono trascorsi diversi anni, infatti,  da quando egli frequentava la Parrocchia di Santa Maria della Rotonda, al Vomero, e il gruppo dei giovani dell’ormai storico Padre Dini e da quando, ex allievo del Liceo Pansini, si esibì, quale ospite del Centro culturale Cosmopolis in una indimenticabile imitazione dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, in una sala gremita di giovani, presso il Teatro della Cattedra Francescana, in Piazza Immacolata. Da allora le sue imitazioni di uomini politici, e non solo,  sono diventate un classico del teatro napoletano.


Anche qui, in questo personalissimo recital, Gino Rivieccio ripercorre la sua storia, umana ed artistica, attraverso quel  legame viscerale e particolare con Napoli, un legame che non si è mai spezzato e che dà ai  suoi spettacoli la forma di una celebrazione della città e, al tempo stesso,   di una  denuncia del malessere, che troppo spesso la caratterizza. Come in altri suoi spettacoli, anche in questo, sprazzi di poesia si coniugano con un’ironia sferzante ed una riflessione calda di amore e di comprensione per i Napoletani, sempre disponibili alla rassegnazione, ma anche alla speranza e alla fiduciosa attesa che qualcosa o qualcuno possa dare luogo al cambiamento. Un piacevole viaggio tra monologhi, personaggi, tradizioni, aneddoti e canzoni, interpretate con sensibilità ed indiscussa padronanza da una delle più belle voci del panorama musicale partenopeo, Fiorenza Calogero, diretta al piano dal grande maestro Antonello Cascone, arrangiatore di Andrea Bocelli.

Calendario spettacoli: Giovedì 5 maggio ore 21.00 Turno M3; Venerdì 6 maggio ore 21.00 Turno V3; Sabato 7 maggio ore 21.00 Turno S3; Domenica 8 maggio ore 18.00 Turno D3; Giovedì 12 maggio ore 21.00 turno GS3; Sabato 14 maggio ore 21.00; Domenica 15 Maggio ore 18.00.

Info e prenotazioni 081/ 5567527; vendita biglietti on line su www.teatrodiana.it

(Maggio 2016)

Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

Gli Ipocriti AL TEATRO DIANA

 

 

Al teatro Diana, da mercoledì 27 aprile, “Gli Ipocriti” presenta Signori in carrozza!, di Andrej Longo, con Giovanni Esposito, Ernesto Lama, Paolo Sassanelli, Margherita Vicario, Marit Nissen, Ivano Schiavi, Sergio Del Prete;  piano Salvatore Cardone, violino Ruben Chaviano, chitarra Luca Giacomelli, percussioni Emanuele Pellegrini, chitarra e banjo Luca Pirozzi, contrabbasso Raffaele Toninelli. Elaborazioni musicali “Musica da Ripostiglio” – Salvatore Cardone; scene Luigi Ferrigno; costumi Moris Verdiani; coreografie Carlotta Bruni; regia Paolo Sassanelli.

Debutta al teatro Diana mercoledì 27 aprile  Signori in carrozza! di Andrej Longo. Uno straordinario viaggio musicale nel dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50.Un’occasione straordinaria! Siamo nel dopoguerra, tra la fine degli anni ’40 e gli inizi degli anni ’50. Un gruppo di attori meridionali viene a conoscenza del  fatto che si sta decidendo di ripristinare la linea ferroviaria denominata “La Valigia delle Indie” (India Mail), attiva tra il 1870 e il 1914.

Questo treno, postale-merci-passeggeri, partiva dalla Gran Bretagna e, attraverso Francia e Italia,  giungeva a Brindisi. Dopo 42 h e 30’, i passeggeri lasciavano il treno e si imbarcavano sul Piroscafo postale inglese, diretto a Porto Said e, dopo 17 giorni di viaggio, approdavano a Bombay.

La notizia pervenuta al gruppo di artisti è che su questo treno e sul piroscafo, i passeggeri sarebbero stati allietati da uno spettacolo di varietà. Decidono, quindi, di recarsi a Brindisi, dove sanno di poter trovare rifugio in un teatro semidistrutto dalla guerra. Giunti sul posto tentano di sistemarsi alla meglio in palcoscenico in modo da poter provare il piccolo spettacolo che avrebbero sottoposto alla compagnia ferroviaria. Grande sorpresa! Incontrano in palcoscenico quattro musicisti ed una famosa cantante-attrice che, avendo appreso la stessa notizia, erano giunti lì con il medesimo scopo. Iniziano le rivalità: ciascun gruppo è intenzionato a sfoggiare il suo repertorio, provando pezzi famosi di artisti di varietà, macchiette, canzoni, ecc… con l’intento di affermare la superiorità degli uni sugli altri. La convivenza forzata fa, però, nascere dei sentimenti e dei legami importanti e, alla fine, tutti comprendono che le differenze sono così poche e tali da poter preparare e proporre un unico spettacolo.

A tirare le fila delle loro azioni, sarà uno strano personaggio, che vive e ama quel teatro.

Parte importante dello spettacolo è la musica dal vivo, eseguita dal gruppo Musica da Ripostiglio, reduce dai grandi successi con lo spettacolo dell’anno “Servo per Due”.

Tra storia e musica

Lo spettacolo nasce dalla storia di questo treno:  “La Valigia delle Indie”

Per raggiungere le sue colonie indiane via mare, la Gran Bretagna doveva far percorrere alle proprie navi il periplo dell’Africa, doppiando il Capo di Buona Speranza, con un viaggio che durava cento giorni. Questo collegamento, noto come La Valigia delle Indie, era in principio un servizio postale. Nel 1829 le cose cambiarono allorché Thomas Waghorn, un ex ufficiale della Royal Navy, propose di passare attraverso l’Egitto ed il Mar Rosso; in tal modo per raggiungere Bombay il viaggio si sarebbe ridotto a 60 giorni.

Poiché il Canale di Suez sarà aperto solo nel 1869, questo nuovo percorso prevedeva che le navi provenienti dall’India giungessero a Suez dove merci e passeggeri trasbordavano, quindi pervenivano ad Alessandria d’Egitto, a dorso di cammello, attraverso il deserto. Qui i piroscafi della Peninsular and Oriental (P&O) salpavano, dirigendosi verso lo stretto di Gibilterra e, attraversatolo, costeggiando la penisola iberica fino allo stretto della Manica, raggiungevano Dover e si era finalmente in patria.

Dal 1839 avvenne un'ulteriore modifica del percorso: il collegamento navale fu limitato da Alessandria al porto di Marsiglia e da qui, via terra, merci e passeggeri giungevano a Boulogne. Non restava che traversare la Manica per essere in Gran Bretagna.

Con lo sviluppo ed il progresso della rete ferroviaria francese, dopo lo scalo di Malta, i piroscafi della P&O, provenienti da Alessandria d'Egitto, terminavano il loro viaggio a Marsiglia; da qui si proseguiva in treno fino a Calais, passando per Lione e Parigi.

Dopo l’Unità d’Italia, a seguito dei lavori di scavo del Canale di Suez, iniziati nel 1859, il neonato governo propose alle autorità britanniche di utilizzare per La Valigia delle Indie il percorso italiano in alternativa a quello francese, pur sapendo che la rete ferroviaria e lo stato dei porti non permettevano un utilizzo immediato delle strutture. Tuttavia, proprio nel 1862, fu comunque attivato un primo collegamento marittimo tra Ancona ed Alessandria con scalo a Brindisi, utilizzando quattro piroscafi della Società Italiana Adriatico-Orientale.

Nel 1869 la validità del percorso alternativo italiano, studiato con attenzione dagli Inglesi, mostrò i suoi vantaggi a seguito di una Valigia delle Indie supplementare che la P&O aveva messo in essere attraverso il territorio italiano, con imbarco nel porto di Brindisi ed arrivo ad Alessandria con l'impiego di una compagnia di navigazione italiana.

Fu il 25 ottobre del 1870 che la Valigia transitò ufficialmente per la prima volta attraverso la penisola con imbarco a Brindisi sul piroscafo Delta, il primo della P&O ad approdare in città. Tuttavia, anche se il Canale di Suez era stato inaugurato l’anno precedente, la Valigia faceva scalo ancora nel porto di Alessandria. Da qui, con il treno, i viaggiatori e le merci venivano trasportati a Suez, per continuare il viaggio attraverso il Mar Rosso fino a raggiungere Bombay.

Questo treno di lusso, inaugurato venerdì 18 luglio 1890, fu denominato Peninsular Express e, partito da Calais, toccava Parigi, Digione, Torino, Piacenza, Bologna, Ancona, Foggia, Bari e infine Brindisi. In realtà la cosa era nata nel 1879 quando al centro del treno postale per l’India fu attaccato un vagone letto della CIWL limitatamente alla tratta Calais - Bologna. Nel 1886 il servizio fu esteso fino a Brindisi.

Tornando al Peninsular Express, esso si inseriva nel collegamento Londra - Bombay, viaggio che veniva effettuato per treno da Londra a Dover, per battello da qui a Calais, nuovamente per treno fino a Brindisi ed infine per nave, attraverso il Canale di Suez, fino a Bombay.

Il tragitto Londra - Brindisi, secondo le pubblicità dell’epoca, era coperto in appena 45 ore. Cosa strana è che il viaggio era programmato solo per l’andata in India. La partenza era settimanale ed avveniva da Londra alle ore 3,15 del pomeriggio; alle 11 di sera si era a Parigi per poi viaggiare l’intera notte, tutto il sabato, ancora una notte per giungere alle 4 del pomeriggio della domenica a Brindisi. Dopo una sosta di sei ore ci si imbarcava per Bombay che veniva raggiunta dopo alcuni giorni di viaggio.

Nel 1897 la compagnia di navigazione P&O destinò al porto di Marsiglia i suoi grossi piroscafi, lasciando in esercizio a Brindisi solo Iris ed Osiris, due battelli più piccoli e più veloci diretti a Port Said. Nonostante il rinnovo delle convenzioni, lo scalo brindisino assumeva sempre meno importanza per la compagnia britannica, tanto che gli approdi furono ridotti da quindicinali a mensili.

Questa situazione di precarietà si protrasse fino al 1914, quando, allo scoppio della prima guerra mondiale, dopo circa 40 anni, la Valigia delle Indie fu soppressa definitivamente.

(Aprile 2016)

Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

"Homologia" - Prima assoluta per la Campania

 

Questa volta è nostro intento segnalare al lettore gli sviluppi della stagione teatrale “Mutaverso Teatro”, di cui già ci siamo occupati in precedenza. A Salerno una nuova prima assoluta per la Campania, giovedì, 17 marzo, alle ore 21, presso l’Auditorium del Centro sociale di Pastena (via Cantarella, 22) (lo spettacolo è stato anticipato di un giorno rispetto al calendario iniziale). La compagnia parmense “DispensaBarzotti” presenta “Homologia”. Testi di Rocco Manfredi, Riccardo Reina, Alessandra Ventrella, con Rocco Manfredi, Riccardo Reina. Regia di Alessandra Ventrella.   

Alessandra Ventrella e Rocco Manfredi si incontrano alla Scuola Paolo Grassi di Milano. Al nucleo artistico di aggiunge, poi, Riccardo Reina. Nasce così, a Parma, nel 2014, la compagnia DispensaBarzotti, con un'idea di teatro che sia soprattutto immaginazione e inatteso e che esplori, in tali direzioni, i meccanismi della magia teatrale. Una ricerca che si interroga su come funzioni l’attività percettiva e su cosa essa sia: illusione e incanto, meraviglia e inganno.

Lo spettacolo, selezione speciale Premio Scenario 2015, vuole essere uno studio sull’uomo e su ciò che si ripete identico, una visione telescopica che procede dall’uomo in direzione dell’uomo. Cifra particolare, un eterno silenzio, scandito dall’abitudine.

In scena un anziano, solo, in un perenne dormiveglia. Procede come per inerzia, in un congegno meccanico che sembra non potersi arrestare. L’uomo si trascina nei corridoi della sua casa vuota, per ritornare sempre sulla stessa poltrona. Gli unici contatti con il mondo esterno sono le parole della televisione e gli inserti dei giornali.

Oggi però non è un giorno come tutti gli altri, ma l’uomo non se ne ricorda nemmeno. Un’altra immagine di se stesso sembra prendere vita e risvegliare questo corpo intorpidito. Irrompe la luce, le ombre si moltiplicano, i confini tra realtà e immaginazione si fanno sempre più labili.

Il congegno meccanico di questa esistenza senza fine inizia a perdere pezzi, rivelandosi per quello che è. Si può rompere questo meccanismo?

La stagione “Mutaverso Teatro”, ideata e diretta da Vincenzo Albano, come ci informa l’addetto stampa di Erre Teatro, Claudia Bonasi, ha il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Salerno, la collaborazione di Puracultura come media partner e il supporto di Scene contemporanee. Sperimenta e utilizza una campagna di crowdfounding (www.derev.com/mutaverso-teatro-la-prima-stagione), grazie alla quale è possibile fare donazioni per un “biglietto sospeso” o  acquistare carnet di biglietti a prezzo scontato.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  - 348 0741007

Per accrediti e interviste: addetto stampa Claudia Bonasi - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. - 340 8677002

(Marzo 2016)

Un libro a Teatro

 

a cura di Marisa Pumpo Pica

 


Sabato, 5 marzo, alle ore 11.30, nella sala del Teatro Diana, nell’ambito della rassegna letteraria  "L’incontri al Diana”,  il Cavalier Gian  Luigi Rondi  presenterà il suo ultimo libro: “Le mie vite allo specchio. Diari dal 47 al 97”. Parteciperanno molti ospiti della cultura e dello spettacolo napoletano. Relatore Valerio Caprara, storico e critico cinematografico. Ingresso libero.

“In questo libro - prenda nota il lettore - Gian Luigi Rondi, uno dei protagonisti della critica cinematografica e della politica culturale del Novecento, svela i retroscena de lla sua vita e della sua attività professionale. Cinquant’anni di diari, annotazioni e analisi di quella che certamente è una esperienza personale e intima, che, tuttavia, attraverso il racconto e la storia, diventa la narrazione privilegiata della società, della politica, della cultura e del cinema, dal dopoguerra agli ultimi anni del secolo scorso.

Gli artisti e i politici, le dive e i sacerdoti, i premi e i festival in cinquant’anni di storia italiana.”

Edizioni Sabinae - Pagg. 1312, volume cartonato - Euro 50,00.


Gian Luigi Rondi è nato in Valtellina nel 1921. Critico cinematografico dal 1947 e operatore culturale dagli anni '60 in poi. Ha presieduto la Biennale di Venezia. Ha diretto la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, sempre a Venezia. Ha fondato gli Incontri Internazionali del Cinema a Sorrento, il Festival delle Nazioni a Taormina, il Festival dei Cinque Continenti a Ischia ed è stato tra i fondatori di Spoleto Cinema, con Visconti, Suso Cecchi D'Amico, Zeffirelli, Bogianckino, Fellini, Luchetti, Menotti. Ha rivestito il ruolo di Segretario per le Comunicazioni del Sovrano Militare Ordine di Malta,  di Commissario Straordinario della SIAE. Presidente del Festival di Roma, attualmente è Presidente dell'Accademia del Cinema Italiano Premi David di Donatello, Fondatore e Presidente dei Premi Vittorio De Sica per il Cinema e le altre Arti. Autore di numerose pubblicazioni sul cinema, ha anche diretto molti documentari, tra cui uno, Van Gogh, premiato con il Leone di Bronzo alla Mostra di Venezia. Fra gli altri premi, il Saint Vincent per il giornalismo, la Medaglia d’oro dei Benemeriti della Cultura e dell'Arti, la Stella al Merito del Lavoro, la Medaglia della Liberazione per i settant’anni  del 25 aprile. Dello stesso Autore: Rondi visto da vicino, a cura di Simone Casavecchia, 2008; Immagini del cinema viste da Gian Luigi Rondi, 2013; Tutto il cinema in 100 (e più) lettere [in coedizione con il Centro Sperimentale di Cinematografia], 2015.

(Marzo 2016)

Andiamo aTeatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

AL TEATRO DIANA “STORIE DI CLAUDIA”

 


Da mercoledì 24 febbraio fino al 6 marzo, Claudia Gerini in: “Storie di Claudia”, di Giampiero Solari, Claudia Gerini,  Paola Galassi e Michela Andreozzi. Arrangiamenti e direzione musicale: Leonardo De Amicis; regia: Giampiero Solari.

Un mix di momenti e personaggi della vita dell’attrice, che si intrecciano con narrazioni di pura fantasia. Il tutto arricchito da un corpo di ballo e da un gruppo musicale che eseguirà musiche dal vivo. L’incontro tra Claudia e la Signorina Maria, anziana vicina di casa, donna dall’età indefinibile, amante della musica e dell’arte, di cui Claudia ha subito il fascino sin da bambina; offre un input al racconto e all’intero spettacolo. In esso significativo appare il ricordo di grandi personaggi femminili, divenuti ormai miti della nostra epoca e del nostro mondo (da Carmen Miranda a Marlene Dietrich, da Frida Kahlo a Monica Vitti... ), personaggi  che hanno rappresentato un momento di rottura e di innovazione sono, rispetto a schemi precostituiti, per anni consolidatisi nel mondo delle arti, dello spettacolo  e della vita quotidiana. Si tratta, indubbiamente, di figure femminili che hanno avuto un peso rilevante nella sua formazione, contribuendo allo sviluppo di quella sensibilità che caratterizza  Claudia Gerini come donna e come attrice. Uno spettacolo leggero e coinvolgente, non privo di poesia, che ha il ritmo tenue di un sogno in cui, per alcuni aspetti, molti spettatori potranno riconoscersi.

Info e prenotazioni 0815567527.

(Febbraio 2016)

Andiamo a Teatro

a cura di Marisa Pumpo Pica

 

DONNAMORE

Uno spettacolo che parla di e alle donne, il cui ricavato sarà destinato ai figli delle vittime di violenza. Ospite della Prima: Barbara De Rossi

 


Sarà prossimamente in scena (martedì, 16 febbraio, alle ore 20.30, al Teatro di Costanzo Mattiello di Pompei) "Donnamore", uno spettacolo su un progetto di Liberato Santarpino e Giovanna Iovine, dedicato all'universo femminile, attraverso i più importanti personaggi della storia.

Madrina d'eccezione, da tempo impegnata nella lotta alla terribile piaga della violenza di genere: Barbara De Rossi. La prima serata sarà una presentazione del progetto ad inviti. Il ricavato delle repliche successive, invece, sarà destinato, attraverso il comitato delle pari opportunità presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati del Tribunale di Torre Annunziata, all’istituzione di borse di studio, da destinarsi ai figli delle donne che hanno subito maltrattamenti o abusi.

Con tale meritoria iniziativa, i ragazzi avranno la possibilità di essere avviati allo studio della musica o della recitazione in strutture convenzionate.

Un circolo virtuoso, che passa attraverso la cultura, lo spettacolo e la musica, che mira a sensibilizzare l’opinione  pubblica sul tema della violenza sulle donne e, soprattutto, mettere in atto le opportune strategie per porvi termine.

Il filo conduttore dello spettacolo, ambientato in una clinica psichiatrica femminile, è il sentimento dell'amore delle donne, in tutte le sue forme, per portarle a vivere il sentimento dell'amore fino in fondo.

In "Donnamore", le cantanti, le ballerine e le attrici in scena interpretano il cambiamento del ruolo femminile, avvenuto nel tempo, attraverso figure della storia, come Hatshepsut (la prima donna Faraone del grande Egitto), Agape (la donna greca, usata solo per procreare e badare ai figli), Didone (regina di Cartagine, immolatasi sul rogo per il dolore dell’abbandono), la Madonna (e il suo dolore di madre per la morte di un figlio), Ipazia (la prima donna matematica della storia, uccisa dagli uomini per il suo sapere), Francesca da Rimini (uccisa per l’amore dimostrato), Giovanna D'Arco (guerriera per la sua terra e per il suo popolo), Anna Frank (vita spezzata dalle ideologie folli di un uomo), Madre Teresa di Calcutta (e il suo amore per i più deboli della terra).

Un interessante progetto, che guarda, con particolare attenzione, all’evolversi della relazione tra i sessi e all’atteggiamento degli uomini nei confronti delle donne.

Attraverso un testo dal linguaggio accessibile ad ogni fascia di pubblico, lo spettacolo tocca, con semplicità e leggerezza, temi difficili, legati dal filo conduttore della musica e della danza.

Il progetto “Donnamore”, nell’ intenzione dei suoi promotori, mira a sensibilizzare la platea scolastica, e non solo, alla “cultura del rispetto”, affiancando, in quest’ambito di riflessione sociale e comportamentale, il sistema scolastico attraverso un’esperienza visiva ed emotiva – quale uno spettacolo teatrale riesce ad essere – agendo da collettore di più interessi e da luogo di incontro e di scambio tra diversi contesti (famiglia, lavoro, tessuto socio-culturale, territorio).

“È possibile immaginare una convivenza tra generi che non degeneri in violenza?”. Una domanda apparentemente banale, che rappresenta anche il sottotitolo di “Donnamore”, con una risposta che parrebbe scontata. Purtroppo le cronache sovvertono senza pietà questa convinzione, raccontando quotidianamente di soprusi, uccisioni, angherie e violenze di ogni sorta, molto spesso, se non sempre, ai danni delle donne.

È per questo motivo che "Donnamore" porta in scena la vita di alcune donne, che hanno segnato la storia, attraverso una voce narrante che, di volta in volta, assume i tratti di un nuovo personaggio.

“Donnamore” è il tentativo di andare oltre il preconcetto della diversità e della differenza di genere, costruendo, tramite le forme dell’arte, una nuova e sana consapevolezza nel rapporto tra uomini e donne.

“Donnamore”

Testi, canzoni e musiche di Santarpino Liberato

con Francesca Accietto, Emanuela Amoroso, Angela Rosa D'Auria, Fiammetta Drammatico, Teresa Barbara Oliva, Laura Pagliara, Sara Robustelli.

Scenografie: Mario Paolucci

Coreografie: Enzo Padulano

Costumi: Gina Oliva

Fonica e Luci: Antonio Maria Florio

Regia: Enzo Varone

Prima: 16 febbraio 2016 ore 20.30. Serata di gala con Barbara De Rossi -

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei, Via Sacra Pompei

Successivamente:

17 febbraio 2016 Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

18 febbraio 2016 Teatro Supercinema di Castellammare

08 marzo 2016 Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

11 marzo 2016 Teatro Supercinema di Castellammare

11 e 14 aprile 2016 Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

La serata del 16 febbraio è una presentazione a inviti.

Per le date successive, costo del biglietto € 10,00 (il ricavato sarà destinato ai figli delle vittime di violenza)

Per informazioni: 3351277521 – 3423107406 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

(Febbraio 2016)

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