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MACCHINE DA SCRIVERE DALL’800 AD OGGI

 

a cura di  Luigi Rezzuti

 


Nell’epoca del digitale e dei computer la scrittura si è evoluta e continua ad evolversi per essere sempre più immediata ed accessibile a tutti.

Ma molto prima del Pc ci furono le macchine da scrivere.

Sono diversi gli inventori ai quali la macchina da scrivere viene attribuita, spesso anche di diversa nazionalità.

La contesa è ancora aperta sulla sua paternità, attribuita talvolta a stranieri, ma sappiamo di certo di una primordiale macchina da scrivere funzionante nei primi anni del XIX secolo.

Alcune testimonianze datano al 1802 l’invenzione di una “preziosa stamperia”, una macchina da scrivere, realizzata dal Conte Agostino Fantoni.

Successivamente altri due italiani reclamarono l’invenzione, Piero Conti nel 1823  e Giuseppe Ravizza che, nel 1846, brevettò la macchina come “cembalo scrivano”.

Ma fu nel nuovo mondo che ebbe inizio la produzione industriale di macchine da scrivere ad opera di Philo ed Eliphalet Remington, fondatori della società per azioni E. Remington and sons e, grazie all’aiuto del meccanico Carlos S. Glidden e dell’inventore Cristopher Sholea, fu prodotta la Remington  n.1, la prima macchina da scrivere lanciata sul mercato.

Da allora il percorso  delle macchine da scrivere fu in ascesa e raggiunse l’apice negli anni ’50, grazie alla ditta italiana Olivetti.

E’ proprio grazie  alla Olivetti, nata come fabbrica di elettrodomestici dall’iniziativa di Camillo Olivetti, che saranno introdotte novità, come la “Lettera 22”, la prima macchina da scrivere portatile, uno dei prodotti di maggior successo della Olivetti negli anni Cinquanta. Con la macchina da scrivere nacque una nuova disciplina, la Dattilografia, rientrata, poi, in tutti i lavori di ufficio.

Oltre ad essere una grande innovazione, all’interno di importanti o piccole aziende, la dattilografia fu uno strumento di emancipazione per le donne che sempre più frequentemente venivano scelte per lavori di battitura a macchina negli uffici.

La storia della macchina da scrivere si arresta quando subentrano le prime tastiere moderne negli anni ’60, circa un decennio dopo l’invenzione dei grandi successi della Olivetti, e fu così che, man mano, andarono in disuso le macchine da scrivere, rimanendo come cimeli per moltissimi scrittori.

Oggi sono numerosi i musei dedicati a questi oggetti dal fascino  vintage. A Milano esiste un Museo della Macchina da scrivere, attivo dal 2006, un’altra esposizione si trova a Trani, all’interno del Polo Museale.

(Gennaio 2019)

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