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MONICA VITTI COMPIE 90 ANNI   dI Luigi Rezzuti   Maria Luisa Cecinella, in arte Monica Vitti, l’attrice, che è un mito del cinema nazionale ed...
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"UFFA"       (Ottobre 2023)
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LA FRITTATA   di Luigi Rezzuti   Da ragazzo Arturo abitava in una traversa del Corso Garibaldi che congiungeva il corso con il Borgo di Sant’Antonio...
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Sul Covid 19 - Una brutta storia - L’attacco a Paolo Ascierto   di Marisa Pumpo Pica   Avevamo deciso di non parlare del Covid 19 su questa pagina...
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"FREEDOM"   Santa Lucia  San Gennaro in stato di riposo dopo il recente replay del miracolo di settembre sembra l’allenatore celeste che opera i...
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Chi vincerà lo scudetto? di Luigi Rezzuti A nove giornate dalla fine del campionato, quale domanda inizia a farsi largo tra i tifosi? Chi vincerà lo...
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AMERICA’S CUP - LUNA ROSSA IN FINALE   di Luigi Rezzuti   Che Luna Rossa sia stata osteggiata dalle rivali anglosassoni non è un mistero....
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TEMPO DI ESAMI   di Annamaria Riccio   Quelli scolastici ovviamente, perché gli altri…non finiscono mai. E’ l’anno del rientro, quello che profuma di...
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AL BAR, MA SENZA CELLULARE

 

di Peppe Iannicelli

 

Il Comune di Udine ha varato la silenziosa iniziativa “Cell free” per preservare la salute acustica dei residenti e dei visitatori. I gestori dei pubblici aderenti all’iniziativa s’impegnano a decellularizzare bar e ristoranti, creando una vera e propria oasi  di silenzio.

In questi silenziosi locali si potrà gustare un caffè, mangiare una pizza, scambiare due parole senza l’assillo martellante delle suonerie squillanti e, soprattutto, senza doversi sorbire le altrui conversazioni a telefono.

Siamo un popolo strano! Siamo gelosi della nostra privacy ed inivitiamo calorosamente il prossimo a farsi i … casi suoi!

Nessuno si azzarda a dichiarare il suo stipendio, né qualcuno sarebbe disponibile a parlare apertamente di una malattia o di una tresca extraconiugale. Eppure, quando ci  attacchiamo al cellulare, queste remore crollano miseramente. L’apparecchio telefonico mette a nudo vizi privati e pubbliche virtù italiche.

Senza neanche mettermi deliberatamente in ascolto, mi sono imbattuto solo nell’ultimo fine settimana in : due tradimenti, un affare losco, una tremenda ed incomprensibile litigata sull’asse Bologna-Senegal, tre analisi minuziose di cartelle cliniche. Il tutto avvenuto in locali pubblici, al cospetto di decine altri avventori, sommersi dai decibel di conversazioni più simili ad un comizio che ad una comunicazione telefonica.

E’ ora di finirla con questa dilagante maleducazione! Ben vengano le aree “Cell free”.

Gli urlatori telefonici sono come i fumatori in luogo pubblico. Dite loro di smettere poiché avvelenano anche te!

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