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IN VIAGGIO CON UN RAGAZZO NIGERIANO

 

di Luigi Rezzuti

 


Era un ragazzo di sedici anni, lo sguardo vispo, un sorriso sempre stampato sul volto.

La pelle scura, una folta capigliatura riccia spiccava sul suo capo.

Aveva un sogno, o meglio, ne aveva due: riabbracciare suo fratello più grande, che viveva ad Udine da due anni e, un giorno, fare un lungo viaggio in treno.

Il ragazzo amava i treni. Ne era affascinato e sulle locomotive sapeva tutto.

Ancora non credeva che il lungo viaggio in treno da sempre desiderato, lo stesse davvero compiendo.

Partenza da Palermo, destinazione Udine, per riabbracciare il fratello.

Da dove vieni?” chiese una signora.

Dalla Nigeria

E cosa fai tutto solo su questo treno?”

“Vado da mio fratello, lui vive ad Udine” rispose inorgoglito, consapevole dell’impresa che stava compiendo.

I tuoi genitori dove sono?”

“A casa, non avevano i soldi per pagare il viaggio”.

“Capisco, vuoi della cioccolata? – chiese la signora, mentre rovistava nella borsa.

Il ragazzo aveva provato la cioccolata una sola volta nella sua vita, ma il sapore lo rammentava bene.

La donna tirò fuori una tavoletta e, quando il ragazzo l’addentò, gli sembrò la cosa più buona che avesse mai provato in vita sua: cioccolato al latte, tempestato di nocciole.

Con la bocca piena di cioccolato, chiese alla signora: “A lei piacciono i treni?”

Certo. E a te?”

Tantissimo, so tutto sui treni e un giorno mi piacerebbe guidarne uno

La donna, sorridendo, ascoltava con attenzione e interesse le parole del giovane ragazzo nigeriano, che proseguì “Questa è la prima volta che salgo su un  treno in vita mia, è tutto così incredibile, sto realizzando due sogni in un colpo solo, non vedo l’ora di riabbracciare mio fratello, lui sì che ne ha visti di treni. Viaggia molto, si sposta in tutta Italia per lavorare. Fa poca differenza se sia nei campi o come muratore o per qualsiasi altra cosa. A lui importa solo che sia un lavoro onesto. Ha messo da parte i soldi per pagarmi il viaggio”.

Una voce annunciò l’arrivo alla stazione di Reggio Calabria.

La signora raccolse le sue cose e, guardando amorevolmente il ragazzo, disse: “Tuo fratello deve essere davvero un bravo ragazzo, io scendo qui. Ciao e… buon viaggio”.

Buona giornata”:

il treno fece una sosta di alcuni minuti, il ragazzo guardava incuriosito fuori dal finestrino, osservava la gente passare, qualcuno correre e affannare per salire sul treno, che stava per partire.

Vide un uomo in difficoltà, con una grossa valigia. A aveva la pelle scottata dal sole, i capelli grigi e sul volto rughe che sembravano solchi, mani tipiche di chi le ha usate tutta la vita per lavori pesanti e, probabilmente, mostrava più della sua reale età.

Aspetti che l’aiuti” disse il ragazzo.

Grazie, sei molto gentile” rispose l’uomo.

Si figuri. Mio fratello dice che bisogna sempre aiutare chi ha bisogno”.

L’uomo ebbe una smorfia di dolore “Ah. La mia povera schiena!

“Cosa c’è? Sta male?”

“Nulla di grave, sono gli acciacchi che, con l’età, si fanno sentire”

“Lei dove va di  bello?”

A Roma, mi hanno chiamato per qualche giorno di lavoro

Che genere di lavoro?” chiese il ragazzo con la sua sincera ingenuità.

“Faccio il muratore e, quando serve personale extra, mi chiamano. È una vita dura. I soldi non bastano mai: guadagno poco, ma onestamente, con dignità”

Sì, mio fratello è come lei, fa qualsiasi lavoro purchè onesto. Egli  ora è ad Udine ed io sto andando da lui”.

Si ricordò di avere ancora della cioccolata e ne offrì all’uomo.

 “Prenda, è davvero molto buona, me l’ha regalata una signora gentilissima. Era seduta proprio li’, dove adesso c’è lei”.

L’uomo staccò un pezzo dalla tavoletta e lo mangiò con gusto.

Era tanto tempo che non ne mangiavo e questa è la migliore che abbia mai assaggiato”.

“Sono contento che le piaccia, anch’io non ne mangiavo da molto tempo”.

“Biglietti, prego.” Il controllore si affacciò nello scompartimento, dove erano seduti il ragazzo e l’uomo.

Tenga – disse il ragazzo – vuole anche un po’ di cioccolata? È buonissima, sa?”

Il controllore sorrise sotto i lunghi baffi e accettò di buon grado l’offerta del ragazzo.

Grazie, e buon viaggio”.

Dall’altoparlante una voce annunciò: “Stazione di Roma Termini”.

“Il mio viaggio finisce qui – disse l’uomo – ma tu hai ancora una lunga strada da fare fino ad Udine. Ti vedo stanco, perché non provi a dormire un po’?”

Posò la mano tra i folti capelli del ragazzo, con una carezza.

Sì, sono stanco, sento le palpebre pesanti … è così faticoso restare svegli”.

“Allora dormi, ti sveglierai quando sarai ad Udine da tuo fratello”.

Il ragazzo si lasciò andare e gli occhi si chiusero: il suo lungo viaggio proseguiva e la gente continuava a salire sul treno.

Erano in tanti, sempre di più su quel treno, affollato all’inverosimile.

Sembrava non esserci più spazio, come se quel treno stesse per esplodere, tanto era pieno.

Il ragazzo nigeriano aprì gli occhi e vide la mano di un uomo protesa verso di lui.

Indossava una pettorina con su scritto: “Guardia Costiera” e lo stava portando via in salvo dal barcone, su cui era salito, insieme ad un centinaio di migranti, per raggiungere l’Italia.

(Marzo 2019)

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