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LA CITTA’ DI TRANI   di Luigi Rezzuti   L’Italia non finisce mai di stupirci. Durante l’estate eravamo in Puglia e abbiamo deciso di andare a...
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Miti napoletani di oggi.86 IN TEMPO DI COVID-19   di Sergio Zazzera     La premessa è sempre quella della reiterazione del rito che produce il...
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Lutto nel mondo del calcio   di Luigi Rezzuti   E’ morto, all’età di 82 anni, l’ex allenatore e manager Gianni Di Marzio. A darne l’annuncio è...
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Lasciamo che i bambini si annoino ogni tanto di Maria Rosa Lanza     È già estate e la maggior parte dei bambini che frequenta la scuola primaria,...
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Spigolature   di Luciano Scateni   “Soy Giorgia, soy mujer…alalà”   La Treccani, Corte Suprema che tutela la ricchezza della lingua italiana, a...
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LUCIA CASSINI   di Luigi Rezzuti   Lucia Cassini è nata il 4 maggio del 1951. Ha avuto un grande successo negli anni ’70. Molte le sue popolari...
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Si dimette il Presidente della FIGC di Luigi Rezzuti   Dopo le parole del ministro Abodi e il plebiscito del popolo calcistico, che chiedeva...
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Parlanno ‘e poesia Vincenzo De Bernardo   di Romano Rizzo   Quando frequentavo con assiduità nei vari salotti gli incontri periodici di poesia ho...
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Consigli in pillole Dolore cervicale  A cura di Osvaldo Vico   “Ho la cervicale” è l’espressione tipica di chi lamenta il classico dolore al collo....
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DE STEFANO IN MOSTRA AL MADRE   Giovedì 12 alle 17,30 al Museo Madre si inaugura una mostra di disegni inediti, realizzati da Armando De Stefano già...
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Livia Carandente, Quanti figli hai? Quando l’attesa di un bebè dura più di nove mesi (Tau Editrice)

 

di Luciana Alboreto

 


A come Amore. Amore come filo conduttore di una narrazione di sottile introspezione psicologica che motiva la giovane giornalista napoletana, Livia Carandente, a coinvolgere, attraverso la protagonista del testo, la platea dei lettori sui sentimenti più intimi e delicati, vissuti nella ricerca della maternità. Maternità sospirata e attesa, quella complessa da concretizzarsi per ostacoli di salute fisica, anche se non sempre insormontabili, ai quali sopraggiungono momenti amari e imbarazzanti, per la sgradevole e urticante invadenza di coloro che, con scarsa intelligenza e sensibilità, interagiscono con chi è già provato dall’insuccesso di una gravidanza naturale. Come gestire il disagio fisico, causato dalla diagnostica medica, con lo scoramento per gli esiti destabilizzanti, insieme alle inevitabili manifestazioni psicosomatiche, che si esprimono nelle sequele di questo iter? La risposta che, con coraggio, fornisce l’autrice conduce verso una direzione di senso invincibile, nella misura in cui l’Amore diventa il fine ultimo da perseguire in queste comuni e frequenti vicende umane. Emergerà il temperamento forte della protagonista, ironico nella sua capacità di sdrammatizzare e ridimensionare i toni, mentre si farà strada, imperiosa, la sua volontà di abbandonarsi ad un atto di Fede che, solo, può rischiarare la strada che ricondurrà all’equilibrio e alla serenità. Sarà caldeggiare, con amore incondizionato, la prospettiva di un’adozione, sarà credere fortemente nella sacralità del legame con il compagno di vita, sarà l’essersi resa feconda della Grazia di Dio Padre nell’accettarsi come tassello di un Disegno imperscrutabile, compiendo in esso una Volontà prestabilita, che le daranno forza di intraprendere un cammino nuovo. E questo è l’atto di Amore che matura, elevandosi nell’animo di una donna, attraverso il dolore. È questo il momento in cui si riesce a perdonare per le invadenze inopportune subite. È questo lo spiraglio di luce che ti fa andare avanti, senza volgerti mai indietro. La maternità, quella vera, sarà così davvero realizzata e gratificata nella sua pienezza.

(Ottobre 2019)

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