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La “maledizione” della Floridiana

 

di Antonio  La Gala

 

 

Come tutte le ville importanti ed antiche che si rispettano, anche la Floridiana al Vomero godeva di fama sinistra, di “villa maledetta” per i suoi proprietari.

Il primo proprietario, Antonio Saliceti, un potente ministro di Murat, che si era impadronito del primitivo parco e dei terreni circostanti nel 1808, “scippandoli” con prepotenza ed intrallazzi ai loro possessori, morì l’anno dopo, inaugurando la serie dei proprietari della villa, morti poco dopo la sua acquisizione.

Di lì a qualche anno, i suoi eredi videro cadere il regime murattiano, a loro amico. Non fu quindi difficile al restaurato Re Ferdinando subentrare nella proprietà della villa. L’acquistò nel 1817, per donarla alla seconda moglie, Donna Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia (da cui il nome Floridiana). Donna Lucia poté godere la villa solo pochi anni, prima di morire, appena a 56 anni, dopo lunga e penosa malattia.

La sua giovane figlia Marianna, (sposa di un Serra, principe di Gerace), che aveva ereditato la Floridiana nel 1826, morì nel 1831, lasciandola all’unico figlio, Pasquale, che vi trascinerà una vita miserabile.

C’era chi diceva di averlo visto camminare con le mani a terra.

Fra i successivi proprietari, il principe Francesco Gerace aveva sposato una bellissima peruviana che, per confermare la maledizione che incombeva sulla villa, fuggì dalla Floridiana, impazzita, con un figlioletto fra le braccia.

Esaurita la serie di eredi diretti ed indiretti di Donna Lucia, la villa venne venduta, nel 1893, per 365.000 lire (180 euro), ad un americano, Alexander Henry Davis, che lasciò erede l’unica figlia Ethel.

Anche lei fu colpita dalla maledizione.

Infatti Ethel, già vedova, perse nel 1916 anche il secondo marito, e morì lei stessa pochi mesi dopo. Convinta che la Floridiana portasse sfortuna ai suoi proprietari, (come darle torto?), per sottrarre alla “maledizione” il figlio che doveva ereditarla, nominò tre esecutori testamentari ai quali ordinò di vendere tutta la Floridiana, tutto, alberi, aiuole, edifici, mobili compresi.

La maledizione ormai era diventata internazionale, perché andò male pure al successivo acquirente, il germanico comm. Robert Wenner, che nel clima bellico antigermanico di quegli anni, si vide opporre il diritto di prelazione da parte del Ministero della Pubblica Istruzione.

Nel 1919 la Floridiana passò al Demanio.

L’esclusiva alcova di Re Ferdinando passava al godimento di tutti i cittadini.

Non avendo più proprietari ben precisi da colpire, il funesto incantesimo si allontanò dalla villa.

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