NEWS

VITA DA CONTADINI   di Luigi Rezzuti   All’alba, prima che sorgesse il sole, Aurelio e Assunta facevano colazione con il latte e del pane raffermo,...
continua...
PROCIDA MARINARA   (Aprile 2022)
continua...
Il Vomero, il salotto di Napoli   di Luigi Rezzuti   Il Vomero, a fine 800, nel corso del risanamento, fu trasformato in una zona residenziale,...
continua...
La tradizione del culto francescano in Campania   di Antonio La Gala   San Francesco, durante i suoi viaggi, passò anche per la Campania, dove...
continua...
PROCESSO JUVENTUS: SENTENZA BLANDA   A cura di Luigi Rezzuti   Sono trascorsi ben 17 anni dallo scandalo Calciopoli (LUGLIO 2006) con la sentenza...
continua...
ZIO PAPERONE PARLA ‘O NNAPULITANO   di Sergio Zazzera   Finalmente, l’Italia intera sta venendo fuori dalla dialettofobia, diffusa all’indomani...
continua...
Miti napoletani di oggi.87 COVID-19: UN RITO DI PASSAGGIO   di Sergio Zazzera   Arnold Van Gennep teorizzò i riti di passaggio, definendoli...
continua...
Giardini di antiche ville in Campania   di Antonio La Gala     Spesso, nel visitare qualche antica villa napoletana o campana, restiamo colpiti dalla...
continua...
E' ARRIVATA L’ESTATE   di Luigi  Rezzuti   Finita la scuola, è arrivata l’estate ed anche il giorno in cui Elsa e Lina rivedono il mare. Finalmente,...
continua...
RICORDI DI GIOVENTU’   di Luigi Rezzuti   Trovo curioso come un semplice odore ti faccia rivivere dei momenti della vita ormai sepolti nella memoria,...
continua...

Gonsalvo Carelli

da Ferdinando II a Margherita di Savoia

 

di Antonio La Gala

 

   Nei primi decenni dell'Ottocento fiorirono a Napoli i pittori della "Scuola di Posillipo", sulla quale non ci dilungheremo, trattandosi di una fase della pittura napoletana molto nota su cui esiste già una doviziosa letteratura. Diremo solo che fu uno straniero, l'olandese Antonio Van Pitloo (1790 - 1837), titolare della cattedra di paesaggio all'Istituto delle Belle Arti di Napoli, a dare una scrollata alla pittura tardo settecentesca meridionale, liberandola dalle convenzioni del paesaggio scenografico e classicheggiante e indirizzando gli artisti a dipingere dal vero, all'aria aperta. Con i discepoli che lo seguirono, Pitloo fondò la "Scuola di Posillipo" di cui il maggior esponente è ritenuto Giacinto Gigante che riversò nei paesaggi la sua fluida vena pittorica.

Un altro rappresentante di primo piano di detta "scuola" fu Consalvo (o Gonsalvo)Carelli (Napoli, 1818 – Napoli, 1900).

Gonsalvo Carelli nacque il 24 marzo del 1818, all'Arenella, dove, nel Seicento, era nato un altro pittore, Salvator Rosa. Alcuni addirittura sostengono che Gonsalvo nacque proprio nella casa di Salvator Rosa, ma questa supposizione è da considerare una forzatura degli storici dell'Arte per accreditare una continuità fra i due artisti.

Gonsalvo era figlio di Raffaele Carelli (1795-1864), uno fra i migliori paesaggisti napoletani dell'Ottocento, e fratello di Gabriele, anch'egli pittore. Gonsalvo fu iniziato alla pittura dal padre, poi fu allievo dell'inglese William Leicht, con cui s'impadronì della tecnica dell'acquerello.

A soli 12 anni, nel 1830, esordì in una esposizione borbonica e a 15 anni vinse il primo premio ad un'altra mostra borbonica. Un suo acquerello, "Piazza della Vicaria", oltre ad ottenere una medaglia d'argento, fu acquistato dalla regina Isabella. Nel 1837 Ferdinando II acquistò due suoi dipinti: una "Veduta di Napoli con la Torre della polveriera" e una "Veduta di Cava". Diventato un beniamino dell'aristocrazia locale dell'epoca, grazie ad una borsa governativa, nello stesso 1837 poté recarsi, assieme al fratello Gabriele a Roma, dove rimase fino al 1840, per dipingere dal vero le bellezze della campagna romana, arricchendosi artisticamente dell'esperienza dei paesisti, allora attivi a Roma, fra i quali Bartolomeo Pinelli con cui strinse amicizia. Nel 1841 iniziò un fortunato soggiorno a Parigi; nel 1845 dipinse due paesaggi napoletani, su commissione dello Zar, che oggi si trovano all'Ermitage. Il buon ricordo che Gonsalvo aveva lasciato in Francia gli fece ottenere, nel 1860, l'incarico di comporre un album con 120 disegni per Napoleone III.

Nello stesso 1860 Gonsalvo Carelli, che era anche un ardente patriota e che aveva partecipato alle Cinque Giornate di Milano, prese parte alla battaglia del Volturno con l’esercito di Garibaldi. Fu il periodo in cui conobbe Massimo D'Azeglio e Alessandro Dumas.

Nel 1869 il pittore, che aveva iniziato la sua attività artistica con l'aiuto di Ferdinando II, venne scelto per i suoi meriti sia patriottici che pittorici, come maestro di pittura di Margherita di Savoia.

Morì ad 83 anni e fu sepolto nella cappella degli artisti a Poggioreale.

Gonsalvo Carelli produsse una gran quantità di lavori, alcuni ad olio, ma i più ad acquerello e disegni, aventi per soggetto prevalente il paesaggio napoletano e quello dei suoi dintorni: i luoghi flegrei, le costiere sorrentina ed amalfitana.

La sua cifra stilistica, come abbiamo detto e come si ricava dall'immagine che accompagna questo articolo (una veduta di Casamicciola), si collega alla scuola di Posillipo. In particolare il suo stile si caratterizza per l'esattezza con cui egli configurava i vari piani prospettici e con cui graduava i valori tonali.

Gonsalvo Carelli spesso faceva riprodurre a colori su cartoline le vedute che aveva dipinto su tavolette, come qualche decennio dopo faranno altri pittori paesisti napoletani.

(Giugno 2021)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen