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Miti napoletani di oggi.88

IL CARRO-ATTREZZI

 

di Sergio Zazzera

 

Nato per gl’interventi di soccorso stradale (anche chi scrive queste righe ha dovuto farvi ricorso in più di qualche occasione), il carro-attrezzi fu adottato, già nella seconda metà del secolo scorso, da diversi Comuni, come mezzo per la rimozione di veicoli che causavano intralcio alla circolazione (leggi, in maniera particolare: sosta in seconda o, magari, anche terza fila).

Tra i Comuni che se ne dotarono vi fu anche Napoli e i proventi degl’interventi incrementarono le entrate della cassa comunale. Poi, a un bel momento, i carri sparirono e si disse che il loro invecchiamento li aveva resi inutilizzabili.

Ora, da alcuni giorni, il servizio è stato ripristinato dal Comune di Napoli, con l’impiego di un parco di venticinque veicoli, tre dei quali sostano in piazza degli Artisti: e a dare l’idea del mito è proprio il verbo (“sostano”) che ho adoperato. Tutt’intorno alla piazza, quando sono passato io, c’erano auto in sosta selvaggia, proprio sotto agli occhi dei conducenti dei carri-attrezzi, i quali se ne stavano, beati, a discutere fra loro, in attesa di non si capisce che cosa. Ditemi, dunque, se non è falso linguaggio affermare – come fa il Comune di Napoli sul suo sito Internet (https://www.comune.napoli.it/verificarimozione) – che «sono operativi i carri attrezzi pronti a intervenire in tutte le zone di Napoli per contrastare i fenomeni delle doppie file e della sosta selvaggia (corsivi miei), per impedire i parcheggi nelle aree pedonali o su posteggi e scivoli per le persone con disabilità».

(Giugno 2021)

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