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NAPOLETANI TENDENTI AL CIBO SANO MA GOLOSO   CAMPANI E NAPOLETANI SEMPRE PIÙ ATTENTI A UNO STILE DI VITA HEALTHY, MA NON MANCANO MOMENTI DI COCCOLE...
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Calcio mercato invernale del Napoli 2024   di Luigi Rezzuti                           Si è concluso il calcio mercato invernale del Napoli. La...
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CURIOSITÀ   di Alfredo Imperatore   La dea Maia La dea Maia, nella mitologia greca, era la più bella di tutte le Pleiadi, figlia di Atlante e di...
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Vomero, la Montmartre di Napoli   di Antonio La Gala   Nella storia della pittura napoletana della fine dell'Ottocento e della prima metà del...
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QUANTO GUADAGNA CHI VINCE LO SCUDETTO   di Luigi Rezzuti   Oltre al prestigio del trofeo, vincere la Serie A vale svariati milioni. Anche dal secondo...
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L’Arte per la pubblicità di un santo   di Antonio La Gala   Fra i figli del secondo re angioino di Napoli, Carlo II, c’era Ludovico, che non divenne...
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Tutto il calciomercato minuto per minuto di Luigi Rezzuti   Finisce il campionato di calcio di serie A e subito scatta in automatico il calciomercato...
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IL PASSAGGIO SEGRETO   di Luigi Rezzuti   E se dietro la libreria di casa dei nonni si nascondesse un passaggio segreto? Non è l’incipit di una...
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Benedetta primavera

Benedetta primavera

 

di Luciano Scateni

 

Ironia? Satira? L’una e l’altra: m’incammino sulla retta via dell’empatia quasi affettuosa per l’ex testata che in oltre 10 lustri ha raccontato l’Italia e il mondo con il linguaggio della democrazia di sinistra, mai inciampata nel rischio dell’estremismo, ma saldamente ancorata alla linea editoriale progressista: con la primavera è sbocciato un impeto di riconoscenza amorosa per l’inversione a ‘U’ del quotidiano la Repubblica, ‘comprato’ dalla Fiat e affidato alle cure di Molinari direttore, collaudato interprete dell’Elkann pensiero, ovvero de  vertici della Confindustria guidata da un presidente molto ‘padre padrone’. Finalmente è chiara la transizione in ambito politico lontano dalle origini. Ieri il giornale fondato da Scalfari, si è superato, ha prefigurato il ruolo opportunista di un chiaro ‘sto dalla parte del potere’, perché finito nelle mani della destra, fino ad azzardare consenso al finto liberismo della Meloni che prova a mascherare la connivenza con il fascismo della destra estrema. La cosiddetta ‘convention’ milanese, messa in scena da Fratelli d’Italia come prova generale della macabra, paventata aggressione all’Italia democratica. La ‘borgatara io sono Giorgia’, convinta di governare una volta occupato con la fiamma tricolore palazzo Chigi, ha messo a nudo il pigro buonismo del Paese, che sorvola sul dettato costituzionale e la legge disconosciuti, per colpevole tolleranza dell’esplicita nostalgia del Ventennio e di recente sulle saluto fascista dei fans della Meloni ai piedi del palco, che ha ospitato la diffusione del suo programma destrofilo di governo e perfino indiscrezioni sui candidati all’esecutivo di destra. Fatti loro? Purtroppo no, dal momento che a prescindere da lodi e gaudio della stampa ‘amica’, ieri anche la Repubblica ha regalato alla Meloni due pagine e mezzo, un’accurata elencazione delle sue intenzioni ‘governative’, senza un rigo, un aggettivo, un ‘nota bene’ critico su punti programmatici. Attuati omologherebbero l’Italia ai Paesi sovranisti, che inquinano la democrazia di mezzo mondo. Con spiccata intraprendenza, la Repubblica affida l’endorsement per la Meloni premier al saltellante Orsini (lunga intervista), ospite televisivo seriale di ogni strumento dell’informazione. Al professorino non par vero di recitare il ruolo di ‘Pierino il terribile’, ospite ambito, anche di talk show per nulla destrorsi di La7 (‘Il martedì’, di Floris, ‘Piazza pulita’ di Formigli’) intervistato con l’obiettivo di creare ressa mediatica a favore degli ascolti, citato nel format dell’inguardabile Giletti di ‘Non è l’arena, che ieri sera ha fatto l’en plein di sconcezze on le ridondanti presenze di Salvini, del fuori di testa Santoro.

In poche parole: vuoi vedere che il the end della guerra in Ucraina se lo aggiudica il dictator turco Erdogan, ben visto dal dictator Putin?

Israele non ci sta e censura il ministro degli esteri russo Lavrov, autore di queste ingiuriose castronerie: “Zelensky è ebreo e non può essere nazista? Anche Hitler aveva origini ebree, i maggiori antisemiti sono proprio gli ebrei”.

Lavrov bis: “Dichiarazioni di politici e media italiani vanno oltre le buone norme diplomatiche e giornalistiche. L'Italia è in prima fila tra coloro che adottano e promuovono le sanzioni anti-russe. Pensavamo che l'Italia, grazie alla sua storia, sapesse distinguere il bianco dal nero”. Errore, l’Italia distingue tra aggressori e aggrediti. “Chi importa gas russo, come l’Italia, deve pagare in rubli perché ha rubato a Mosca le riserve in dollari e in euro”.  

Nasce una polemica largamente condivisa: ospitare in Tv, o no, personaggi che mistificano la realtà, che mentono spudoratamente e negano l’evidenza (Ucraina: “false le stragi di civili, le fosse comuni, le violenze disumane documentate da immagini inequivocabili)”, peggio se in assenza di contradditorio? Se la risposta fosse ‘no’, configurerebbe la limitazione della libertà di opinione? Con il ‘sì’ avrebbe ragione la scelta di evitare conseguenze nefaste della mancata comprensione della verità, pericolo corso in questi due anni dando voce ai No Vax.

(Maggio 2022)

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