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Libri da leggere   di Luigi Alviggi     I BATTENTI DI MADONNA DELL’ARCO (fujenti) di Raffaele Calafiore     Battenti sono chiamati i devoti...
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MI SENTO OSSERVATO   di Luigi Rezzuti   E’ sabato pomeriggio, la prossima settimana è l’Epifania, devo comprare ancora tanti regali: per mia moglie, i...
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Ogni promessa è debito All’Arena Flegrea la commedia di Vincenzo Salemme   di Ilaria Rezzuti   Il 20 e il 21 settembre 2025 alle ore 21, Vincenzo...
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Miti napoletani contemporanei.81 LETTERE AL DIRETTORE   di Sergio Zazzera   Una rubrica di “Lettere al direttore” è presente in ogni quotidiano e/o...
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Da Nicola Garofano Riceviamo e pubblichiamo   Cardinal Cafè & Champagne apre le porte al pubblico con sapori internazionali Il Cardinal non...
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Leggiamo sempre meno   di Giuseppe Esposito   Stando ad una interessante indagine, negli ultimi venti anni lo spazio dedicato alla lettura sarebbe...
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 SEGNALIBRO   LIBRI Da leggere   Parole. Estranee al linguaggio corrente, definite con dotta competenza dalla Treccani: ‘Ipotiposi’, ‘persiflage’,...
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GLI ILLECITI DELLA “SIGNORA”   di Luigi Rezzuti   A partire dal processo di calciopoli dove la Juventus se la cavò con una retrocessione in Serie B,...
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Edoardo Dalbono: poesia e disordine.   di Antonio La Gala     Il pittore Edoardo Dalbono nacque a Napoli nel 1841 in una famiglia di artisti e...
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Positano in prosa   di Antonio La Gala   Le cronache estive si soffermano volentieri su località turistiche, evidenziandone il movimento turistico, le...
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E’ TORNATA LA NORMALITA’

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Ben tornata Normalità. Sono due anni che non ci vediamo. Cosa hai fatto? Dove sei stata?

Ah, io? Ho ben poco da raccontare. Casa…Chiesa… (come si dice), dove la chiesa erano i supermercati e la farmacia, tutti coperti da una mascherina FFp2 per non capire se nascondevamo un ghigno o un sorriso. In casa, avanti e indietro tra il tinello, la televisione, il divano, il letto. Un viavai di…assenze, soli sul balcone a fare un ciao striminzito alla famiglia affacciata sul balcone di fronte, soli senza poter abbracciare i nostri figli e nipoti. Soli aggrappati con frenesia allo smartphone che ci metteva in una comunicazione silenziosa, fatta di faccine ora ridanciane, ora rosse di rabbia, fatta di parole scritte. Chiusi in casa comunicavamo in modo virtuale, facevamo ginnastica in una palestra virtuale, cucinavamo scambiandoci ricette sempre virtuali. Ora possiamo stare vicini, vicini, fare una passeggiata tra la gente, andare a pranzo in un ristorante, andare al teatro, al cinema, allo stadio, finalmente ci assembliamo sugli autobus, in metropolitana e pensiamo; “E’ tornata la Normalità”.

(Giugno 2022)

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