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E’ tornata (il seguito)

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Chi? Lei, tanto bramata, sparata, con il suo palcoscenico su quale recitare le nostre vite. Chi? Due anni difficili da recitare secondo un copione scritto da un certo signor Covid, un nuovo sceneggiatore che ha distribuito a tutti noi parti uguali, alcune anche molto forti e tristi, ma tutte con le stesse battute: “vaccinatevi, mettete la mascherine, lavatevi bene le mani…” Per due anni…ma lo sapete, è inutile rivangare ciò che ormai è passato. Abbiamo tutti voltato pagina, stiamo tutti mandando a memoria, da bravi attori, le battute nuove del nuovo copione che ci sta distribuendo la realtà.

Beh!, è tornata la Normalità. Ha bussato finalmente alle nostre porte, è tornata per renderci liberi di recitare come prima. Prima …

E allora eccola lì, sugli schermi del televisore, sulle colonne dei quotidiani, sui servizi giornalistici preparati in fretta per rincorrere la velocità con cui corrono gli eventi. Proviamo a farne un elenco?

I bombardamenti devastanti che stanno annientando l’Ucraina, le morti di campioni dello sport, dello spettacolo, del giornalismo, la fine della mente più eccelsa del Cattolicesimo, il ripetersi di palinsesti triti e ritriti della RAI, la triste testimonianza della mancanza d’amore verso la propria donna di chi invece non sa amare, ma che sa brancare un coltello e spargere sulla tela della vita il colore rosso del sangue. Lo stesso che sta imbrattando le strade quando frastornanti scontri automobilistici falciano la vita di giovani mentre rientrano dalle feste, gioiosi, troppo ridanciani, forse vestiti da troppa mancanza di responsabilità. Tutto fa male, ma specialmente se ci fermiamo un attimo e ci accorgiamo che siamo solo all’inizio dell’Anno Nuovo… (quanti Buon Anno 2023 abbiamo detto…). Sono passati soli pochi giorni dal fragore dei botti che dovevano portare via il brutto che già siamo lì nuovamente ad affrontare quel brutto che non se n’è andato. Dire Nuovo all’anno che si è appena affacciato è un anacronismo. Chiamiamolo con il solito aggettivo, “Vecchio”. Vecchio di parole, vecchio di scenari, vecchio come vecchia poi è la stessa normalità.

Ho la strana sensazione che il vestito sia sempre lo stesso, ormai liso, ricucito qua e là per rattoppare alla meglio gli strappi procurati dagli urti violenti della realtà.

Allora esco, approfitto dei Saldi. Troverò qualcosa che mi permetta di cambiar… Boh! Cosa?

(Gennaio 2023)

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