NEWS

Chiesa della Madonna Assunta in via San Giacomo dei Capri    di Antonio La Gala   Nel 1962 le suore Passioniste che erano allocate nelle stanzette...
continua...
Salute e società   Il paradosso dell’età degli italiani Vecchi a 30 anni giovani a 70   di Annamaria Riccio    C'è un'età in cui gli italiani,...
continua...
SOTTO AL TAPPETO   di Sergio Zazzera   “Città segreta”, nell’immaginario di Corrado Augias, Napoli ha costituito il tema della trasmissione...
continua...
Una passeggiata nel quartiere Sanità   di Luigi Rezzuti   Napoli ha tanto da offrire. Ogni volta scopro qualcosa di nuovo, che magari era lì da...
continua...
I Gesuiti a Napoli   di Antonio La Gala   I Gesuiti dopo il 1767 ebbero una vita difficile in Europa, dopo che molti stati europei iniziarono a...
continua...
La sindrome post vacanze Consigli in pillole dopo il rientro...   di Osvaldo Vico   Finite le vacanze, molti sperimentano la sindrome da rientro, con...
continua...
Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Festival di Sanremo 2026 Parole al vento   Le parole volano. Le canzoni restano. E vorremmo fermarci...
continua...
Parlanno ’e poesia   di Romano Rizzo   Ernesto Ascione. Ernesto Ascione, apprezzato ed affermato nell’arte della fotografia, solo in tarda età si...
continua...
Un rinnovato equilibrio   di Gilda Rezzuti   Sulla terra il cielo era terso, in una tiepida mattina dell’anno 3789. I mandorli iniziavano a fiorire,...
continua...
“La mappa non è il territorio”   di Gilda Rezzuti   L’essere umano, per sua natura, non può vivere in solitudine, ma deve, lungo il corso della sua...
continua...

Spigolature

 

di Luciano Scateni

 

Voglia di tregua

Scoppia la pace. L’Italia, il mondo intero, nelle piazze dei cinque continenti, si veste di arcobaleno. Si astengono dallo “stop Putin, stop war”, la Cina, perché motivata dalla crescente incompatibilità con gli Stati Uniti e pronta a replicare l’espansionismo neocolonialista della Russia con l’annessione di Taiwan, delle sue ricchezze naturali. Si associano l’India, economicamente dipendente dalla Russia, dalla Cina e la Corea del Nord, succursale di Putin, ma anche alcune oasi territoriali africane.  Votano contro, virtualmente, esplicitamente, frange italiche di filo putinismo. La straordinaria mobilitazione di questi giorni è, insieme, tardiva e incalzante. Si fa strada la consapevolezza di retroscena che poco o nulla hanno a che fare con la follia della guerra fratricida, spacciata per rivendicazioni nazionaliste da Putin e Zelensky. L’obiettivo dei due belligeranti è palese: appropriarsi di territori gratificati dalla natura con preziose risorse naturali. Su questa disputa hanno rapidamente speculato i ‘signori delle armi’, i despoti che monopolizzano le risorse energetiche, la politica.

L’incontestabile presupposto dell’aggressione russa a un Paese sovrano ha spento, sul nascere, le istanze del pacifismo, l’impegno alla neutralità attiva, dettata in Italia, e purtroppo non altrove, dalla Costituzione per scongiurare una nuova tragedia, dopo settantacinque anni di quiete mondiale, con alcune eccezioni.  A tappe, tutt’altro che forzate, l’idea di una guerra dissennata, non dichiarata, tra Stati Uniti, Europa e grandi potenze dell’Est ha provato a irrobustirsi per contrapporre motivazioni umanitarie alla ignominia di vittime innocenti, città rase al suolo, milioni di Ucraini in fuga dalla loro terra, di vite brutalmente spezzate.  Il mondo ha finto di mediare, di collocare Putin e Zelensky uno di fronte all’altro per un risolutivo regolamento di conti. Altrettanti bluff.

A imbavagliare le speranze hanno concorso l’evidente timidezza dei movimenti pacifisti, le indecisioni onnicomprensive di pro Zelensky e pro Putin, il pensiero unico a difesa dell’indipendenza ucraina senza se o ma e, sul fronte opposto, il diritto ad annettere l’Ucraina per impedire l’espansione dell’Europa e della Nato ai confini diretti con la Russia.

Se il mondo si mobilita, se l’Italia fa altrettanto, dopo un anno intero di accettazione quasi passiva della guerra, di forte disagio sociale, di contrapposizioni politiche sterili e ora risponde “presente” alle manifestazioni per la pace, sollecitate dall’accorato appello di Papa Francesco, è forse meno impossibile la missione di far tacere le armi, di sanare il vulnus di un conflitto crudele, di porre fine ai crimini contro l’umanità.

Conforta che Wellington (Nuova Zelanda), New York (Stati Uniti) e, in Europa, Roma, Milano, Napoli, città dove risiedono cittadini russi e profughi ucraini sensibilizzino il mondo sulla tragedia della guerra.

(Marzo 2023)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen