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S…come settembre, S…come scuola

 

di Mariacarla Rubinacci

 

Sotto l’ombrellone oppure in seggiovia, mentre i ragazzi si divertono a sguazzare tra le onde, mentre lo sguardo cavalca il crinale della cima bianca di neve, il pensiero infaticabile delle mamme sempre attente al domani, corre avanti.

E’ già rivolto alla campanella d’inizio della scuola.

Magari il bimbo dovrà affrontare la prima esperienza della classe elementare, con tutti gli inevitabili momenti di smarrimento che comporta la prima volta di sentirsi sciolti dalla stretta confortante della mano materna.

C’è poi il ragazzo che dovrà passare alle medie, dove quell’autonomia coltivata per cinque anni si è trasformata in spavalderia, mentre per coloro che passeranno alle superiori si sentiranno vestiti di sicurezza.

L’impegno della famiglia tuttavia non cambia quando è chiamata al fatidico appuntamento.

L’arrivo a settembre è già dietro l’angolo con tutte le sue sfaccettature.

La scelta dell’astuccio, la forma dello zaino, il numero dei quaderni, il laptop più abbordabile di spesa, dato che ormai tecnologia e traduzione vanno a braccetto, si mescolano ai pensieri che ancora odorano di vacanza.

Il rito dei riti di stagione è pronto per essere officiato, già molte vetrine hanno in mostra l’occorrente per adempiere al meglio la procedura d’acquisto.

E allora perché non anticiparla per trasformarla addirittura in una bella giornata da spendere insieme, per darle l’importanza di una fattiva condivisione tra genitori e figli, in cui piacere e creatività placano le inevitabili ansie?

E’ vero anche che molti istituti consigliano di aspettare i primi giorni di scuola per assecondare le indicazioni degli insegnanti sul materiale didattico necessario, ma è pur vero che gli scaffali ben riforniti invogliano a scegliere quella gomma piuttosto che quell’astuccio, quella cartella così divertente in aggiunta al diario che racconta la storia dell’ultimo cartoon visto in TV.

C’è dunque un momento delle ferie che si può trasformare in uno shopping fatto insieme, dove si approfitta per parlare di budget dal quale è meglio non debordare, di confronto di scelte con il proprio figlio, di condivisione che si dimentica dell’imposizione, mentre si gode del profumo delle matite e ci si entusiasma con la stessa gaiezza dei ragazzi per ritornare, almeno per un’oretta, a tempi forse neanche troppo lontani ricchi della stessa spensieratezza.

Raccontare ai figli i propri ricordi di scuola, quelli più belli e persino più buffi, parlare degli insegnanti che hanno collaborato a farli diventare adulti e che magari all’inizio avevano intimorito un po’ il magico momento di doversi sentire affidati al loro indiscutibile giudizio, farà crescere la nuova generazione che ancora dipende dalle nostre scelte, ma che ha già il naso appiccicato alla vetrina dove la miriade dei colori dei pastelli assomiglia a un prato fiorito, il cui profumo però assomiglia tanto a quello del libro nuovo, lì pronto che una mano lo sfogli con cura e con interesse, lo stesso che accompagna ogni settembre che inizia per S…come Scuola.

 

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