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I 40 ANNI DEL MELARANCIO, UN RICORDO CHE FA PENSARE (26/04/1983 – 26/04/2023)   di Annamaria Riccio   Tanto è il tempo trascorso da quel tragico...
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LA FESTA DI CARNEVALE   di Luigi Rezzuti   La festa di Carnevale è una festa dalle radici profonde, di liberazione e spensieratezza, che attraversa...
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Napoli in festa Uno spettacolo indimenticabile di Vittorio Ferrara Nel mese di maggio, diversi funzionari del Comune di Napoli, della prefettura e...
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LA LUNGA STORIA DEL PONTE SULLO STRETTO    a cura di Luigi Rezzuti   Il Ponte sullo Stretto ancora non c’è ma è già costato 300 milioni di euro. Sono...
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E’ MORTO GIGI PROIETTI   di Luigi Rezzuti   Nel cordoglio di tanti, si è spento, per problemi cardiaci, Gigi Proietti, all’età di 80 anni, proprio...
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HADDA  FERNI’  STA  PANDEMIA   di Luigi Rezzuti   Appena potrò, metterò le scarpe più comode che ho e farò tanti di quei chilometri a piedi che...
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A NAPOLI UN NATALE SENZA LUMINARIE   di Luigi Rezzuti   A Napoli il Natale ha un’atmosfera magica. I vicoli, le strade, i presepi, gli odori, le...
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IN CRISI DI PANICO   di Luciano Scateni     ...è giunta mezzanotte, si spengono i rumori..." sì ma in silenzio assordante anche l'urlo potente, tipo...
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Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   Una favola moderna La zeppola di San Giuseppe e i migranti   Il giorno di San Giuseppe, festa del Papà,...
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Sebastiano Conca, pittore smagliante e decorativo

 

di Antonio La Gala

 

Una strada molto nota, che incontriamo nella fascia di collegamento fra i quartieri Vomero e Arenella, è intitolata al pittore Sebastiano Conca. Conosciamolo più da vicino.

Sebastiano Conca, maggiore di dieci fratelli, nacque a Gaeta attorno al 1680 e studiò a Napoli, dove fu allievo del Solimena, con cui collaborò per alcuni affreschi nell'abbazia di Montecassino.

A ventisei anni si trasferì a Roma, col fratello Giovanni, che fu il suo assistente, e dove lavorò quasi fino alla settantina. A Roma, combinando in forme eleganti il suo stile esuberante di scuola napoletana con quello più delicato della scuola romana, incontrò molto favore e la sua attività gli procurò importanti amicizie nell’ambiente cardinalizio e anche presso i papi, ottenendo ambite onorificenze, fra cui il titolo di “cavaliere” con cui viene ricordato in molte biografie.

Fra le opere romane ricordiamo gli affreschi del soffitto di Santa Cecilia in Trastevere. Lavorò poi a Torino, presso la corte sabauda e nell'oratorio di San Filippo e nella chiesa di Santa Teresa. Dopo aver seminato di pale d’altare l’Italia Centrale, Conca ritornò a Napoli definitivamente nel 1751, dove riprese a dipingere secondo i modi del barocco locale egemonizzato da Luca Giordano, prima nella chiesa di San Pietro Martire al Rettifilo e in alcuni affreschi nella Chiesa di Santa Chiara, andati distrutti nel bombardamento del 1943, oggi conoscibili solo attraverso fotografie.

Ha lasciato opere anche nel Gesù Nuovo e in alcune chiese della penisola sorrentina.

La sua pittura, guidata da grande abilità tecnica, da conoscenza della prospettiva e della scenografia, movimentata e smagliante, si esprime in affreschi e tele abbaglianti e illusionistici, una cifra stilistica che potremo definire decorativa. Morì a Napoli nel 1776, quasi centenario.

(Marzo 2023 - Gli articoli vengono riprodotti quali ci sono pervenuti)

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