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Curiosità

 

di Alfredo Imperatore

 

Tarallo

 Il tarallo è un biscotto a ciambella, cioè di forma circolare con un buco nel mezzo, tipico dell’Italia meridionale, dolce, ma specialmente salato.

Quello salato, io lo definirei un tortano in miniatura, formato, però, solo da farina tipo zero, sugna, sale, pepe con sopra qualche mandorla sgusciata, senza altri ingredienti come salame, formaggio, ciccioli, uova sode ecc., anch’esso attorcigliato come il tortano.

C’è ancora un’altra differenza “sfiziosa”: mentre tarallo attualmente è riportato da tutti i Vocabolari di madrelingua, il tortano, pur essendo di uso comune in tanta parte d’Italia, non è ancora entrato nelle voci dei nostri Dizionari.

Se è facile la manifattura dei taralli, difficile è il ripescaggio della sua etimologia.

L’avv. Renato de Falco, “il maestro di color che sanno il napoletano”, incomincia la sua disamina partendo dall’Abate Galiani che scrive pudicamente: <Tarallo, ciambella, e, in senso osceno ed in gergo, il forello>, prosegue affermando che il discorso rischia di farsi accidentato per rintracciare la sua origine.

Egli scarta il greco  talos = germoglio, contentezza, canestro, che non hanno alcun nesso col nostro biscotto, e il lat. torreo, es, torrui, tortum, torrere= abbrustolire, ciò varrebbe per il torrone, ma non per il nostro tarallo, ed è orientato, sempre al greco, ma a  tornos = che indica un oggetto tortuoso.

Inevitabile, adesso, è il ricordo della canzone Napule ca se ne va (1920) di Ernesto Tagliaferri nei meravigliosi versi: <e figliole, pé sottaviento, mo se fanno ‘na suppetella cu’ ‘e taralle ‘int’all’acque ‘e mare.. >.

Postilla. Se dopo una lite si fa subito pace, si usa dire: è finito tutto a tarallucci e vino.

Codicillo, Ricordiamo come curiosità, che al nostro onorevole e futuro Presidente della Repubblica, Giovanni Leone, in una delle tante crisi dei governi democristiani, fu proposto di farne uno nuovo e, dato che si era in estate, fu chiamato “Balneare”.

Si racconta che Egli, dopo aver accettato, abbia detto ad alcuni amici: <M’hanno pigliato pa’ ‘a sporta ‘o tarallaro>, per significare qualcosa che è sempre presente in tutte le stagioni.

Nota. La prima attestazionedi tarallo si trova nello Statuto di Ancona, ben cinque secoli prima dell’adozione nella lingua nazionale, come attributo nella loc. pan tarallo a indicare una sorta di galletta, un ritaglio di pane asciutto (Guglielmotti 902). (Nocentini).

(Marzo 2023)

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