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Chiesa della Madonna Assunta in via San Giacomo dei Capri 

 

di Antonio La Gala

 


Nel 1962 le suore Passioniste che erano allocate nelle stanzette di un conventino vicino alla cappella ottocentesca della Madonna del Carmine di via San Giacomo dei Capri 20, trasmigrarono in un nuovo complesso religioso, composto da vari edifici (il ritiro delle suore, un centro scolastico, una chiesa), che troviamo nella stessa via San Giacomo dei Capri, più in alto, con ingresso attraverso una rampa, al civico 78.

Contestualmente, nel 1962, fu aperta al culto l’annessa Chiesa dedicata alla Madonna Assunta. Il passaggio dal conventino al nuovo complesso e il trasferimento della sacra Pisside è così raccontato da un testimone dell’epoca: “Caldo pomeriggio di autunno 1962. Una processione Eucaristica attraversa lentamente la stretta e ripida stradina di allora una folla di cittadini genuflessi e un gran numero di padri Passionisti e di Sacerdoti locali che accompagnavano le suore, ricoperte con un lungo velo nero, che pregando e cantando, scortano il sacerdote che stringeva al petto, sotto il rituale baldacchino, la sacra pisside con le Ostie consacrate per il trasferimento del ‘Gran Bene’ dal vecchio al nuovo monastero”.

Le suore Passionistefanno parte dell’Istituto della Religione della S. Croce e Passione di Gesù Cristo, fondato da San Paolo della Croce che nel 1771 aprì a Tarquinia il primo monastero di Claustrali Passioniste (il ramo femminile) della Congregazione.

La Chiesa della Madonna Assunta in cielo è a navata unica, coperta da una volta a botte, e ha un’abside semicircolare. Dell’arredo sacro interno segnaliamo un statua di San Paolo della Croce, fondatore dei Passionisti, un quadro dell’Assunta (che dà il nome alla chiesa), sull’altare maggiore, copia dell’Assunta di Tiziano; sugli altari laterali sono raffigurati Santi e Sante Passionisti. Il simbolo dei Passionisti raffigurato sul pavimento della chiesa lo notiamo anche all’ingresso del complesso.

Le suore di questo convento furono protagoniste nel marzo del 2015 di un divertente episodio in occasione della visita di Papa Francesco a Napoli, raccontato da Antonio Rungi  in un articolo de “Il Mattino” del 24 marzo 2015, intitolato “Le Monache passioniste che hanno abbracciato Papa Francesco”: “Le immagini in diretta Tv, le interviste e questa sera anche il Tg1 della Rai hanno portato le monache passioniste del Convento di San Giacomo dei Capri in Napoli al centro e all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, per il gesto spontaneo di affetto e rispetto che hanno fatto nei confronti di Papa Francesco, nella sua visita a Napoli, il 21 marzo scorso. Scena vissuta nel Duomo di Napoli, all’inizio dell’incontro del Papa con i sacerdoti e i religiosi, lì convenuti. È la madre  Giuliana, […] a raccontarlo.

(Febbraio 2024)

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