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La diaspora dei titolari

 

di Antonio La Gala

 

 

Personaggi illustri a cui sono intitolati alcuni licei classici, i “titolari” eponimi, spesso li troviamo disseminati in una diaspora cittadina, in punti diversi di Napoli.

Vittorio Emanuele II, dalla scuola di via S. Sebastiano, è stato a cavallo per decenni in piazza Municipio, in un monumento scolpito a puntate da autori diversi, oggi spostato in piazza Bovio. La strada che ricorda il conquistatore sabaudo è ancora in altro luogo: il lungo Corso fra via Salvator Rosa e Mergellina.

L'altro artefice dell'Unità d'Italia, Giuseppe Garibaldi, dalla sede liceale di piazza Carlo III se ne va per il “suo Corso" omonimo, passando davanti al retorico piedistallo eretto al centro della piazza che ricorda il suo nome.

Non trova quiete nemmeno Umberto I, che dividendosi fra il suo "Corso" e la sua "Galleria", va a guardarsi il mare dal piedistallo del monumento erettogli da Achille D’Orsi nel 1910 nell’esedra di via Nazario Sauro.

Non vengono fatti girare solo re e generali, ma anche tranquilli studiosi.

Antonio Genovesi si deve dividere fra la scuola di piazza del Gesù e la piazza che lo ricorda, dalle parti della strada che da via Foria porta a Capodichino, sebbene lui abbia scelto di riposare per l'eternità nella chiesa di Sant’Eframo Nuovo alla "Salute", all'inizio di via Matteo Renato Imbriani.

Dalle parti che conducono a Capodichino gli è quasi vicino di piazza l'altro grande napoletano del Settecento, Giambattista Vico, che dalla Cesarea deve andare nella Villa Comunale per vedersi effigiato in un monumento. Per un nostalgico ricordo della casa natale deve recarsi a S. Biagio dei Librai.

Jacopo Sannazaro oscilla fra l'aria della collina del suo liceo vomerese e l'aria marina di Mergellina, dove trova una "sua" piazza, non distante dalla Chiesa di Santa Maria del Parto dove riposa per l'eternità. Se vuole andare nel “suo” teatro deve allungarsi fino a via Chiaia.

Per non far torto ai soli titolari dei licei classici, vengono fatti girovagare anche i titolari di altre categorie di licei e di scuole.

Giuseppe Mazzini per vedere la “sua” piazza, deve scendere dal “suo” liceo di via Solimèna al Vomero, fino alla Cesarea e poi, per vedersi in un mezzo busto, scendere ancora e arrivare nei giardini di piazza Cavour.

Qui ci siamo fermati solo ai titolari eponimi di licei, ma se volessimo estendere la ricerca alle diaspore degli eponimi di altre categorie, potremmo pubblicare almeno una monografia invece di un breve articolo.

(Maggio 2024) 

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