NEWS

Per Luigi Rezzuti   di Mariacarla Rubinacci     Amico carissimo, il viaggio che hai intrapreso ti porta verso orizzonti eterni, toccherai e vedrai...
continua...
Donne nella guerra: voci per la pace       In un momento storico segnato da conflitti ancora aperti – dall’Ucraina alla Striscia di Gaza, dal Sudan...
continua...
E’ tornata (il seguito)   di Mariacarla Rubinacci   Chi? Lei, tanto bramata, sparata, con il suo palcoscenico su quale recitare le nostre vite. Chi?...
continua...
SUPERLEGA, UNA BOLLA DI SAPONE   di Luigi Rezzuti   La Superlega è a un passo dalla chiusura. Poche ore dopo la sua nascita. E’ stata una notte...
continua...
Curiosità   di Alfredo Imperatore   Tarallo  Il tarallo è un biscotto a ciambella, cioè di forma circolare con un buco nel mezzo, tipico dell’Italia...
continua...
  Gli sciaraballi   di Antonio La Gala   Nell'Ottocento, fino all'avvento della ferrovia, lo stato dell’arte nel campo dei trasporti per via di...
continua...
Perché si chiama così?   di Antonio La Gala     Può capitare di domandarci, magari dopo anni che ci passiamo, perché quella strada si chiama...
continua...
Giardini di antiche ville in Campania   di Antonio La Gala     Spesso, nel visitare qualche antica villa napoletana o campana, restiamo colpiti dalla...
continua...
A NAPOLI UN NATALE SENZA LUMINARIE   di Luigi Rezzuti   A Napoli il Natale ha un’atmosfera magica. I vicoli, le strade, i presepi, gli odori, le...
continua...
Ingiustizia è fatta   di Romano Rizzo   E’ stata sancita l’improponibilità del referendum abrogativo dell’Autonomia differenziata (vedasi sul tema il...
continua...

Il “Parco Marcolini”

 

di Antonio La Gala

 

La vasta area vomerese attorno alle attuali vie Luigia Sanfelice, Toma e Palizzi, in passato veniva denominata Palazzolo, perché appartenente alla villa Ruffo-Palazzolo e denominata anche Parco Marcolini, perché fra fine Ottocento e inizio Novecento l’ingegnere romagnolo Gaetano Marcolini vi edificò molte sue costruzioni.

In quel periodo prevaleva l’idea di realizzare zone residenziali differenziate per fasce sociali, e nel caso di via Palizzi, l’orografia accidentata della zona suggeriva un’edificazione a tornanti che ben si adattava alla sua panoramicità, orientata verso la costruzione di begli edifici di piccole dimensioni, a pianta libera, ben inseriti nel declivio, destinata quindi a una committenza esigente, ad una fascia agiata, tutti fattori che combinati fra loro, e in piena belle époque, portavano alla realizzazione di un rione visto come un’estensione architettonica e anche socio-economica, dei coevi nascenti rione Amedeo e parco Margherita, ai quali peraltro il parco Marcolini, come previsto fin dall’inizio, sarebbe stato materialmente congiunto dalla funicolare di Chiaia.

Marcolini prevedeva di collegare il parco alla città, prolungando via Palizzi direttamente fino al corso Vittorio Emanuele e di convogliare l’utenza pedonale nella stazione intermedia della funicolare di Chiaia.

Previsione, grazie anche alla sua attiva presenza nella politica cittadina locale, risultò rispettata

Il parco fu sviluppato sull’unico percorso che l’attraversava, la sinuosa via Palizzi, sfruttandone le notevoli doti panoramiche.

La lottizzazione di Marcolini vide il sorgere di pregevoli villini liberty “firmati” dai maggiori architetti del settore (fra cui Stanislao Sorrentino, Adolfo Avena, Michele Platania), ma anche di edifici con numerosi piani, vagamente riecheggianti gli stessi modi stilistici, edifici anche allora edificati con disinvoltura rispetto all’equilibrio urbanistico, al paesaggio, tant’è che la parte di via Palizzi costruita in quella fase presenta un casuale alternarsi di edifici di diversa grandezza e impostazione, spesso dissonanti, insomma un’urbanizzazione “anarchica” che a nostro giudizio ben anticipa la iper-vituperata anarchia laurina.

(Luglio 2024)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen