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Pensieri ad alta voce

di Marisa Pumpo Pica

 

Lettera aperta al Presidente del Consiglio

 

Cara Giorgia,

sono il direttore responsabile di questo giornale e voglio rivolgermi a te in modo del tutto informale, se pur con il riguardo che si deve sempre alla “persona”, in quanto tale e, ancor più, quando essa riveste un ruolo istituzionale.

Per prima cosa mi preme precisare che, se guardi con attenzione il nostro giornale, troverai che manca la pagina Politica. Questo perché, fin dal suo primo vagito (ormai siamo prossimi ai vent’anni, dal 2005, su carta stampata, dal 2012, on line), ci siamo posti l’obiettivo di essere una voce libera, nel rispetto dovuto a noi stessi ed ai lettori che ci seguono con stima, simpatia ed affetto. Non siamo, però, apolitici, perchè ci rendiamo conto perfettamente che la politica, nel suo significato più antico (etimologico, soprattutto) e più vero ed autentico, entra sempre nella vita di tutti noi, l’attraversa in ogni sua forma e ci coinvolge oltre ogni misura, oltre ogni limite.

Siamo solo fuori dalle schermaglie dei partiti, spesso infruttuose, dagli estremismi, sempre pericolosi, dalle lottizzazioni, dalle lobby, dai giochi di potere. Ed è per tutto questo che possiamo dire sempre quello che pensiamo, senza veli nè ipocrisie.

Cara Giorgia, veniamo a noi. Vorrei darti alcuni piccoli suggerimenti, anche se scrollerai le spalle pensando che, di sicuro, non ne hai bisogno, specie poi, se ti pervengono da una sconosciuta. E tuttavia voglio darteli ugualmente, come un piccolo vademecum da offrirti in dono, anche perché sono convinta che il confronto con gli altri, con chicchessia, è sempre importante e non dobbiamo mai sfuggire ad esso. E questo è già il primo.

Io sono Giorgia, sono una donna, sono…” e di qui a seguire. Era il tuo inno di guerra in campagna elettorale, quando promettevi tante cose ai tuoi elettori. E ce l’hai fatta. È indubbio, ce l’hai fatta, da sola e più degli altri. Ma, se può essere facile conseguire un traguardo, raggiungere il potere, non è altrettanto facile conservarlo a lungo. E poi il potere logora, anche se qualcuno aggiunge, scherzosamente, “chi non ce l’ha”... No, il potere davvero logora e chi ci sta intorno ne può approfittare. E qua, come vedi, ho messo, un pò alla rinfusa, un altro paio di suggerimenti, diretti e indiretti.

Ce l’hai fatta e ne vai fiera. E questo, da donna, te lo concedo. Sei intelligente. Un momento… Non ho elementi per affermarlo o per negarlo. Potrei presumerlo. Nessun politico, a quanto pare, e men che mai oggi, si è sottoposto ai test per la misurazione del quoziente intellettivo. Non ne ha bisogno. E, se pur lo avesse fatto, non ci sono mai pervenuti i relativi risultati, pur avendo a disposizione, oggi come in passato, un’ampia e valida strumentazione ad hoc (test, schede, moduli e quant’altro). Ed è un peccato! Sarebbe stata una gran bella cosa da inserire nella propaganda e, magari, nella scheda elettorale. Un piccolo lumicino per orientare meglio gli elettori, e forse anche te nella formazione della squadra. Che ne pensi? Non sarebbe stato utile inserire anche questa, fra le tante novità messe a punto dal tuo governo, come riforma della giustizia, premierato, autonomia differenziata, piano Albania per fermare l’esodo dei migranti nelle nostre terre e cose del genere? Su tutto questo vi siete spesi con fiumi di parole ed “abbondanza di chiarimenti” su cui, però, i vostri elettori ancora non si raccapezzano e restano perplessi. Ma tant’è... anche questo un suggerimento come un altro.

Tu sei furba, cara Giorgia, e potresti ancora farlo, per eliminare un paio di elementi del tuo governo, come, per fare un esempio, quegli “infami” della “congiura per la Consulta”, che si sono fatti scoprire, sulla chat, nei loro accordi segreti per eleggere come consigliere il tuo fedelissimo Francesco Saverio Marini. No, non infami, come li hai chiamati. Perdonami, mia cara, quello è un termine da usare per i criminali, per i mafiosi, non per gli uomini del tuo partito. Bisogna correggere il tiro: “basso livello di quoziente intellettivo, ma alte capacità di corruzione.” Pazienza! Dovevi stabilirlo prima quali doti dovessero possedere quelli della tua squadra di governo. Anche questo non mi sembra proprio un suggerimento da buttar via.

“Io sono Giorgia, sono una donna...” Sono furba ... Sei furba? Questo non ricordo se lo dicevi, ma certo ora io non potrei dirlo. Anche questo è un termine da espungere perché, come non ho risultati circa la misurazione del quoziente intellettivo dei politici, così non posso conoscere quali stratagemmi, raggiri, manovre, a bordo e fuori bordo, stia pensando di mettere in atto il tuo governo, con la tua acquiescenza o a tua insaputa. Come potresti sempre dire … se fossi furba davvero. Ma se lo sei, noi, per quanto sopra, non conoscendo sotterfugi e manovre, non possiamo dirlo. Noi sappiamo solo quanto è dato sapere alla luce del sole e, dunque, che hai militato, fin da giovanissima, nella destra e che Berlusconi ti volle come ministro, il più giovane ministro, nella sua squadra di governo. E oggi ce l’hai fatta! Nulla è più indubbio di questo. Sei il Presidente del Consiglio. Lascio il maschile perché so che ti piace e, a dire il vero, piace anche a me e non ci trovo nulla da gridare allo scandalo, a dispetto delle accese femministe di oggi. O tempora o mores! I tempi cambiano, ma io resto fedele alla lingua italiana: nelle grammatiche su cui ho studiato si leggeva che il termine indicante una funzione o un ruolo rimane invariato, al maschile.

Ma torniamo a noi. Di certo, accorta lo sei. Hai collocato al tuo fianco una bella squadra di molti amici, conoscenti e congiunti. Parentes, clientes, famuli? La differenza conta poco. Basta dire fedelissimi, se non si tien conto degli “infami”, di cui sopra, che, complottando con insipienza per venirti incontro, si sono fatti scoprire come dei ragazzini.

Ciò detto, riprendo con le linee del mio vademecum,

Non guardiamo sempre ai difetti e agli errori degli altri. Badiamo ai nostri e cerchiamo di correggere i primi ed evitare i secondi.

Non gridiamo sempre contro dossieraggi, spionaggi e congiure. La storia ne ha conosciute tante, soprattutto di queste ultime. Ormai non devono più sorprenderci, specialmente se non ci riguardano e non ci colpiscono.

E tu, soprattutto, non sentirti sempre vittima, trovando a ridire, insieme ai tuoi, soprattutto di quei poveri magistrati, che avete preso di mira. Sono oberati di lavoro, dalla mattina alla sera - anche per mancanza assoluta di personale, ed è questo ciò a cui bisognerebbe provvedere d’urgenza - perdoni l’inciso, il ministro Nordio. E invece, cosa accade? Accade che, quando, sacrificando molto del loro tempo, completano lo studio dei grossi faldoni accumulati, si sentono dire che hanno portato a termine un’inchiesta ad orologeria. Suvvia, un po’ di rispetto per il lavoro degli altri non guasta, se vogliamo che gli altri rispettino il nostro.

Per mantenere rapporti corretti con le opposizioni, evita di considerare critiche e commenti negativi semplicemente come “slogam” e “propaganda”, da cancellare con un colpo di spugna. Almeno uno sguardo potrebbe bastare, per riconoscere che contengano anche un fondo di verità e che, magari, possa essere il caso di misurarsi con essi.

Mai più governo ladro, gridavi, al tempo dei tuoi comizi. Mai più governo ladro e menzognero ti chiedono, oggi, i tuoi elettori, che si aspettano da te il rispetto delle promesse elettorali e una gestione oculata e trasparente. I proclami lasciamoli alla campagna elettorale: aumentare i posti di lavoro e migliorarne le condizioni, far crescere il pil, incrementare i finanziamenti e portare avanti i progetti con quei fondi del Pnrr, che il povero Giuseppe Conte, cappello in mano, era andato a chiedere all’Unione Europea.

I proclami lasciamoli ai candidati durante i comizi e i programmi ai governanti. E che sappiano realizzarli con altrettanto entusiasmo, con uguale convinzione, serietà ed impegno, come per la campagna elettorale.

Mia carissima Giorgia, che vuoi farci? Il mondo, come i governi, cambia. Cambia e peggiora, fra armi e guerre di ogni genere, travolto nelle spire della violenza. Una violenza senza motivi né giustificazioni. Oggi si ruba, si aggredisce, si uccide per una cuffietta da 14 euro. Anche questi sono i problemi da affrontare, la violenza minorile, e non solo, che, come i fiumi in piena, dilaga ed esonda nelle strade delle nostre città. Questa sì, esonda davvero, non il magistrato che fa il suo dovere ed applica la legge, anche se ciò sembra, talvolta, non piacere… (I magistrati esondano,sic il ministro Nordio al tg 3, 19ottobre 2024). Ma perché tanta paura da vedere sempre i magistrati come un pericolo? Perchè non rispettare le cariche, i ruoli, gli altri poteri dello Stato, previsti da una Costituzione democratica? Sono ben altre le esondazioni. Sono quelle dei fiumi, che provocano disastri e morti, da prevedere ed evitare in un programma serio di governo. Sono altri i problemi da affrontare, come la povertà che aumenta oltre ogni misura, la mancanza di lavoro, la criminalità, organizzata e non, l’insicurezza delle nostre strade e tanti ancora, che ben conosci e ai quali bisogna far fronte, in una sfida molto impegnativa. Come? Linearità e trasparenza sono le finalità cui devi tendere e ricorda, poi, e fallo presente alla tua squadra che anche le parole possono diventare pietre, armi da maneggiare con cautela, con prudenza, con stile, per un saggio governo della polis.

Che altro dirti? Sei il Presidente del Consiglio, ma per quanto tempo non è dato sapere. “Incrociamo le dita. Avanti tutta”. Questo lo lasciamo dire a te ...

Senti di non potercela fare? La squadra di governo comincia a traballare e ciascuno sembra seguire vie diverse, per conto suo, con manovre nemmeno tanto nascoste? Perchè non riconoscere che tangenti, richieste e pagate, e mazzette sotto banco ci sono sempre state e non ne sono esenti nemmeno i puri del tuo partito? Perchè negare che la corruzione serpeggia anche tra le fila dei tuoi? Se sei una colomba candida e pura, fra tanti falchi, è sufficiente fare un’accurata pulizia del Palazzo. Una buona ristrutturazione e tutto si sistema, senza il ricorso a quei bonus, così “odiosi e costosi”, inventati sempre dal povero Giuseppe Conte, per colpa dei quali, ora, nella manovra finanziaria, ti dici costretta a recuperare tanti “miliardi sperperati” attraverso un gravoso ridimensionamento dei fondi.

E chiudo qui, con l’ultimo suggerimento, scherzoso ed ispirato al titolo di un celebre film. Attenta a quei due e ... in bocca al lupo ... tra falchi e colombe...

(Ottobre 2024)

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