Pensando al futuro…
di Romano Rizzo
Ciò che più mi spaventa, in questi anni, è l’indifferibile necessità di una presa di coscienza sulle mutate condizioni di vivibilità che ci offrirà il nostro pianeta. È evidente ad ognuno che è già in atto un loro progressivo e irreversibile deterioramento.
Il clima, lo riconoscono gli esperti, già oggi non è più quello di una volta, ma è molto mutato ed è cambiato in peggio. troppi eventi catastrofici, che prima si verificavano con cadenza pluriennale, adesso li registriamo con maggiore frequenza e con effetti spesso molto più disastrosi. Basti pensare alle spaventose inondazioni, dovute allo straripamento di vari corsi d’acqua in Emilia Romagna e, purtroppo, vediamo che si ripetono quasi ogni anno con effetti sempre più devastanti. Talvolta siamo costretti a sentire che un certo fiume ha rotto gli argini in un punto preciso, dove già ciò era avvenuto nell’anno o negli anni precedenti.
Mi viene da pensare, a tale proposito, che forse qualcuno non avrà provveduto a rinforzare opportunamente le nostre difese e che mai nessuno viene chiamato a rendere conto del proprio operato e tutto viene accettato passivamente.
Le risorse stanziate dallo Stato sono state, è facile supporre, malamente impiegate per risarcire parzialmente i danni subiti dalle alluvioni e nulla o quasi nulla è stato fatto per prevenire il ripetersi delle stesse, confidando nelle tempistiche antiche, ormai superate dagli eventi. Cosa hanno fatto le istituzioni per garantire alle popolazioni colpite tempi migliori? Quali rimedi hanno ritenuto indispensabile adottare?
Poco si scrive al riguardo ed in concreto ci si trova dinanzi ad un assordante e colpevole silenzio . Pochissime sono le eccezioni e, fra queste, degne di nota, mi paiono solo alcune sporadiche iniziative che ritengo doveroso segnalare alla cortese attenzione di chi leggerà questa mia nota. Nella nostra regione, in Campania, è stata prevista, nel programma operativo, la costruzione, nel Beneventano, di una diga di vaste dimensioni che servirà a scongiurare il pericolo della siccità, che già affligge alcune regioni. In tale diga saranno installate, inoltre, diverse postazioni, con tralicci che potranno fornirci, in futuro, in maniera permanente, energia eolica e solare per renderci abbastanza autonomi dalle variazioni di prezzo dell’energia elettrica sul mercato. Non so dirvi quando e se tali progetti potranno tramutarsi in realtà effettive ma mi è parso doveroso segnalarli tra le poche idee costruttive, che si prefiggono di porre rimedio al previsto inasprimento delle condizioni di vivibilità sul nostro pianeta, in un non troppo lontano futuro.
Mi auguro che quella che ho segnalato non rimanga a lungo soltanto una voce che chiama nel deserto, ma che sia seguita ben presto dalle proposte fattive di quanti si renderanno conto che è tempo di riunire le nostre forze ed agire prontamente, prima che sia troppo tardi .
Al riguardo, credo che debbano agire in concerto i governi nazionali, europei e mondiali, con unità di intenti, a favore dell’intero genere umano, superando frizioni ed ostacoli, in nome del bene e dell’interesse comune.
(Dicembre 2024)

