PRESEPE VIVENTE A TORRE ANNUNZIATA
di Sergio Zazzera

L’idea di Presepe vivente generalmente diffusa è quella di una rappresentazione statica delle scene ella Natività, sviluppata lungo un percorso, attraverso il quale il pubblico si sposta. Ebbene, a Torre Annunziata la concezione della sacra rappresentazione è completamente sovvertita, poiché i figuranti agiscono in movimento, dinanzi agli spettatori comodamente seduti, dando vita a quella che gli antropologi definiscono “sceneggiata sacra”. Il tutto si svolge nella cripta del Santuario dello Spirito santo della città (corso V. E. III, 318) e vi si potrà assistere fino al 5 gennaio prossimo (h. 19.15).

A curare lo svolgimento della manifestazione è “’O Pazziariello”, gruppo di amatori locali, sotto la guida di Michele Scognamiglio, che, dismessi gli abiti di funzionario comunale, per indossare quelli del popolare banditore partenopeo – ‘o Pazziariello, per l’appunto –, dà vita, insieme con i componenti del gruppo, alla rappresentazione dinamica delle scene che popolano il settecentesco Presepe napoletano (fra le altre, le lavandaie, la capèra, il conciatiàne), in un ambiente affollato da oggetti che, ormai, costituiscono soltanto un ricordo (fra i tanti, l’abbrustulaturo del caffè, la scafaréa, il trapenaturo del conciatiàne); lo spettacolo si conclude con la rappresentazione dell’Adorazione dei pastori.
Il maggior pregio dell’operazione culturale compiuta da “’O Pazziariello” è costituito dal recupero di poesie, filastrocche e canti della tradizione popolare locale, oltre che napoletana; e soprattutto per i primi il rischio della loro dispersione è, per fortuna, in questo modo scongiurato.
Gli applausi del pubblico accompagnano la conclusione della rappresentazione; i nostri quella di queste righe.
(© foto Carlo Zazzera - Gennaio 2025)

