NEWS

Pensieri ad alta voce   di Marisa Pumpo Pica   Le Frenesiadi - Sanremo Festival   Ebbene sì. I Greci, fra tanti giochi e feste, avevano le...
continua...
SI E’ CHIUSO IL CALCIO MERCATO ESTIVO 2024   di Luigi Rezzuti   Con inizio del mese di luglio ha preso il via il calciomercato estivo del 2024. Come...
continua...
Luigi si comprò un nemico   di Alfredo Imperatore   La storia si svolge a Giugliano, in Campania, negli anni trenta del ventesimo secolo. Il bullismo...
continua...
Segnalibro di Marisa Pumpo Pica   Rovesci di Giuseppe Farese Absolutely Free Libri, 2024     Come il lettore avrà  potuto leggere nella nostra...
continua...
L’autonomia differenziata   di Romano Rizzo   La proposta di legge sulla Autonomia Differenziata, presentata dal leghista Calderoli, criticata da...
continua...
IL MELOGRANO: un portafortuna per l’anno nuovo   di Luigi Rezzuti   Alla mensa natalizia non può mancare. La tradizione vuole, però, che lo si...
continua...
Il pittore Carlo Striccoli   di Antonio La Gala   Un esponente di rilievo della pittura napoletana del Novecento è Carlo Striccoli. Nacque ad...
continua...
Il complesso di San Francesco al Vomero   di Antonio La Gala   Quando negli ultimi decenni dell'Ottocento iniziò a sorgere il nuovo quartiere del...
continua...
REPORTAGE DALL’UCRAINA “Viaggio tra la gente scampata dalle bombe e i feriti ricoverati in ospedale”   A cura di Luigi Rezzuti   Giovanni e Daniele...
continua...
Non mi piace il rococò   di Antonio La Gala   Un autore del Settecento, Pietro Napoli-Signorelli, commentando l’arte della sua epoca biasimava...
continua...

La desertificazione industriale

 

di Romano Rizzo

 

Uno dei più gravi pericoli del nostro tempo è costituito, a parere di molti studiosi, da un fenomeno quasi sconosciuto in passato o meglio poco diffuso quale è la desertificazione industriale che interessa precipuamente paesi anche abbastanza evoluti, come il nostro, e determinaSSSto in primo luogo dagli effetti collaterali della liberalizzazione e della tanto decantata globalizzazione.

In Campania e nei paesi del Sud, ma in particolare nel Napoletano, ne abbiamo già visto i nefasti effetti con la progressiva chiusura, delocalizzazione o varie vicissitudini di industrie come Ilva, Cirio, Resia, Manifatture Cotoniere meridionali e via via tante altre con conseguente aumento della disoccupazione, diminuzione dei posti di lavoro per i giovani che, se possono, cercano altrove quelle opportune sistemazioni che non riescono più a trovare nei nostri paesi. Questo fenomeno, anche se ancora poco avvertito e forse sottovalutato, è in realtà imposto dalle stesse leggi dell’ Economia che suggerisce o meglio impone ad un imprenditore di posizionare la propria impresa nei luoghi in cui può trarre i massimi profitti con i costi più contenuti e cioè laddove minori sono i costi di approvvigionamento delle materie prime, delle energie occorrenti per la produzione  e più contenuto sia il costo della manodopera da impiegare. E’ facile immaginare che alcune di tali condizioni si ritrovino nei paesi più poveri, nelle nazioni emergenti che sono quelle che stanno beneficiando e continueranno a beneficiare di tale inarrestabile processo che, di contro, procura un progressivo ed inarrestabile depauperamento delle risorse in paesi più evoluti come il nostro.

Non vi è chi non veda che, col tempo, l’Italia rischia di subire una desertificazione industriale completa che ci renderebbe succubi di altri mercati per l’approvvigionamento di tutte quelle produzioni dismesse e traslocate in altri lidi. In termini più espliciti, la nostra situazione si avvicinerebbe sempre più a quella di quei paesi che noi ora definiamo del terzo mondo.

Occorrerebbero degli interventi mirati a contenere o ridurre l’esodo delle nostre imprese verso altri luoghi, offrendo alle imprese che restano nel nostro paese agevolazioni fiscali e/o bonus che riducano i costi della energia, delle materie prime e della manodopera in modo tale da rendere competitive le condizioni da noi offerte alle imprese rispetto a quelle di cui potrebbero godere altrove. Sarà oltremodo difficile operare in tale senso, ma, ad esempio, per quanto concerne l’approvvigionamento di materiali disponibili solo su particolari mercati, come il litio, accentrandone l’acquisto da parte dell’Unione europea per i quantitativi occorrenti alle varie nazioni sarebbe facile riuscire ad ottenere delle notevolissime economie di scala…

Credo che altre  azioni possano essere tentate con premi, vantaggi per chi è disposto ad impegnarsi nella difesa della industria nazionale tutelandola con brevetti, marchi etc.

Sono costretto a rilevare, però, che, fino ad oggi, non si comprende, per una sottovalutazione del fenomeno o per altre ragioni, che sfuggono alla nostra comprensione, perché nulla sia stato effettuato dall’Italia per tentare di combatterlo, di ridurne i rischi o, quanto meno, di ritardarne gli effetti. Ci resta solo da sperare che in un domani vicino quanto mai ci sia qualcuno che faccia sentire la sua voce in maniera molto più autorevole della mia in modo tale da riuscire a vincere la attuale apatica indifferenza e colpevole inerzia.

(Gennaio 2025)

BilerChildrenLeg og SpilAutobranchen