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Santa Maria del Soccorso all’Arenella, un’antologia d’arte sacra

 

di Antonio La Gala

 

La prima chiesa parrocchiale della collina vomerese, la Chiesa di Santa Maria del Soccorso all’Arenella,  mostra, nella sua configurazione architettonica esterna e interna, e nel suo arredo, una vera e propria antologia dell’arte sacra, devozionale, dal Seicento a oggi.

A metà Seicento l’edificio, fondato a inizio secolo e facente parte di una casa agostiniana allora in fase di chiusura, fu comprato dalla diocesi, e nel 1672 fu eletto a sede della nuova parrocchia dell’altura vomerese, unica dai Camaldoli fino a Santo Stefano, parrocchia istituita a fine Cinquecento,

D’impianto compositivo seicentesco, in origine presentava una sola navata con archi aperti lateralmente. Nella sua configurazione originale ci viene descritta  “con cinque altari e un  piccolo campanile con due campane”. L’arredo decorativo esterno e interno era semplice.

La facciata riprendeva le facciate delle chiese nate dalla Controriforma. Due orologi maiolicati chiudevano in alto i due corpi laterali.

Il Settecento conferì alla chiesa l’attuale architettura della facciata e ne rimaneggiò ampiamente l’interno, dove la volta fu decorata con stucchi (sopravvissuti) e furono introdotti alcuni elementi di decoro e di arredo, oggi conservati frammentariamente: incorniciature di dipinti, decori in alcune cappelle, negli altari, sia quello maggiore - smembrato dopo il cambiamento di posizione negli anni Settanta del Novecento - e sia negli altari di cappelle laterali, nel fonte battesimale collocato nella prima cappella del lato destro della navata, nelle acquasantiere con stemma domenicano.

È ancora settecentesco un dipinto di autore ignoto raffigurante Santa Monica e Sant’Agostino, visibile nella parte superiore della controfacciata d’ingresso.

Nell’Ottocento (sul pavimento, all’ingresso, c’è la data 1893), l’edificio all’interno fu ulteriormente rimaneggiato e poi radicalmente trasformato nel Novecento, quando negli anni Sessanta la navata unica è stata allungata con l’aggiunta di un corpo absidale e le pareti sono state rivestite di marmi.

Negli stessi secoli, dal Seicento ad oggi, per assecondare la devozione privata e il culto di singoli santi, sono sorte, nel vestibolo e ai due lati della navata, piccole cappelle, in cui troviamo, in un casuale accostamento, raffigurazioni di episodi e di santi, oggetto di venerazioni singole e di epoche diverse, un alternarsi di statue lignee, di cartapesta, di fattura recente, di dipinti antichi e moderni.

Fermiamoci davanti ad alcune cappelle.

Attualmente, entrando, nel vestibolo, a destra troviamo un Crocifisso ligneo fra le statue di due santi e, in una nicchia vetrinata, una statua dell’Addolorata; a sinistra una vetrina tripartita contiene una statua di Sant’Anna con la Vergine al centro, Padre Pio a sinistra e Papa Giovanni Paolo II a destra; di fronte a questa vetrina ce n’è un’altra, con il busto di San Gennaro.  

Nelle nicchie e nelle cappelle laterali, sul lato destro entrando, nel primo arco, dietro il fonte battesimale un dipinto settecentesco di Salvatore Mollo raffigura Tobiolo e l’Angelo Raffaele; nella cappella del secondo arco, più grande, vediamo un moderno Cristo benedicente in legno policromo; il terzo arco conserva al centro un San Giuseppe con il Bambino, anch’essi moderni, in legno policromo, e lateralmente due tele che raffigurano la Fuga in Egitto e lo Sposalizio della Vergine.

Sul lato sinistro, il primo arco mostra, dietro un moderna statua della Vergine, una tela firmata Raffaele Spanò 1892 che raffigura la Vergine tra anime purganti.  La cappella del secondo arco, più grande, decorata con elementi settecenteschi, accoglie la statua della Madonna del Soccorso, titolare della chiesa, raffigurata con il Bambino in braccio, ai cui piedi un fanciullo, insidiato da un serpente, chiede soccorso . L’ultimo arco accoglie una statua di Sant’Antonio di Padova.

Il risultato dei vari rimaneggiamenti, soprattutto interni, è che oggi in questa chiesa convivono sovrapposizioni e contaminazioni architettoniche, decorative e figurative, barocche, ottocentesche e moderne, un’antologia che conferisce alla chiesa una particolare atmosfera rievocativa dell’arte sacra e della devozione popolare degli ultimi secoli.

Le immagini che accompagnano questo articolo mostrano l’esterno della chiesa nel primo Novecento e la controfacciata dell’ingresso, con l’organo e il dipinto settecentesco.

(Gennaio 2025)

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