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La Floridiana durante la seconda guerra mondiale   di Antonio La Gala   Molte città europee nel corso della seconda guerra mondiale sono state...
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CONSIGLI PER PREVENIRE L’INFLUENZA STAGIONALE   di Annamaria Riccio    L’influenza stagionale ha importanti conseguenze in primis sulle famiglie con...
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l’ Infomativa fiscale a cura di Lello Lampedusa Si avvicina la scadenza per la dichiarazione dei redditi   Con l’inizio del 2026 torna centrale un...
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  Libri da Leggere di Luigi Alviggi   Il giardiniere e la morte di Georgi Gospodinov traduzione: Giuseppe Dell’Agata Voland, 2025 – pp. 195 - €...
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  Pensieri ad alta voce di Marisa Pumpo Pica   In ricordo di Ermanno Corsi     Anche in questo caso, come quando mi accade di parlare di una...
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DE STEFANO IN MOSTRA AL MADRE   Giovedì 12 alle 17,30 al Museo Madre si inaugura una mostra di disegni inediti, realizzati da Armando De Stefano già...
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E’MORTA GINA LOLLOBRIGIDA   di Luigi Rezzuti   Era nata a Subiaco il 4 luglio del 1927, ci ha lasciato il 16 gennaio 2023, aveva 95 anni...
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SUPERLEGA, UNA BOLLA DI SAPONE   di Luigi Rezzuti   La Superlega è a un passo dalla chiusura. Poche ore dopo la sua nascita. E’ stata una notte...
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IL REBUS DELLA SCELTA POST MATURITA’   di ANNAMARIA RICCIO   Orientamento scolastico last minute, se non inesistente: un terzo dei maturandi dice di...
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Criminalità minorile in Italia

 

di Luigi Rezzuti

 

In Italia la criminalità minorile è diventata un fenomeno molto preoccupante e rientra tra le problematiche che destano maggiore preoccupazione a livello sociale. I dati nazionali, confermano una situazione che si avvicina pericolosamente ad una vera e propria emergenza. La delinquenza minorile aumenta a dismisura, giorno dopo giorno. Il fenomeno si è diffuso a macchia d’olio, nelle diverse fasce sociali, senza distinzione di classi: lo si rileva in quelle più disagiate come nel ceto benestante e, senza dubbio alcuno, ha radici e sviluppi in quei comportamenti che si allontanano dalle norme in vigore, violandole senza ritegno. Nella criminalità giovanile, infatti, si passa da atti di vandalismo a forme cruenti di violenza contro le persone. Molte le cause, individuate dagli esperti come quelle che, con maggiore frequenza, spingono i ragazzi a commettere reati. Una di esse, pur se non è la sola, va ricercata, nelle difficoltà economiche familiari, che si legano al sentimento di esclusione, provato da alcuni adolescenti. Può capitare spesso, e con molta probabilità, che l’esigenza di sentirsi parte del gruppo, rafforzata dalla necessità di affermarsi ed essere accettati in un modo o nell’altro, a livello sociale, induca il ragazzo ad identificare il proprio gruppo dei pari in aggregazioni di giovani criminali. E’ così che si formano le baby gang, i cui componenti sono accomunati dal desiderio di trasgredire e di sentirsi invincibili. Oggi, il fenomeno, come si è appena detto, è in forte aumento e la cronaca di questi giorni lo conferma: si sente sempre più spesso parlare di reati compiuti da gruppi di ragazzini giovanissimi, che si uniscono fra loro con l’obiettivo di seminare violenza e terrore fra i propri coetanei e fra gli adulti. Per contrastare tutto ciò è fondamentale il ruolo delle famiglie, il cui compito è, innanzi tutto, quello di educare. Il ruolo genitoriale, per quanto possa risultare difficile nell’attuale società, deve includere, bilanciandoli, elementi di comprensione, severità e controllo, nella giusta misura. Un altro tassello fondamentale per controllare e combattere questo fenomeno è rappresentato dalla scuola, il primo vero contesto in cui i ragazzi iniziano a costruire relazioni sociali. Ma in tal senso, bisogna, purtroppo, mettere in luce una grande falla nel sistema scolastico italiano, troppo spesso distratto rispetto a quelli che sono i disagi, le esigenze e le richieste di sostegno del mondo giovanile. In risposta, poi, al degrado di talune zone in grande difficoltà, il governo italiano ha introdotto il “decreto Caivano”, insieme all’adozione di norme più restrittive, sul piano della sicurezza e della tutela pubblica. Esse prevedono l’ammonimento del questore per i minori di età compresa tra i 14 e i 17 anni, estendendosi, in casi gravi, anche ai minori di 12 e 14 anni. Nonostante tutto ciò, il numero elevato di crimini permane, determinando comunque, un grave problema, che va molto al di là della modifica di alcuni aspetti del codice penale. Gli episodi di violenza tra i minori sono caratterizzati da una brutalità senza precedenti e da una crudeltà inenarrabile, che spingono gli esperti a ritenere che le misure più restrittive nei confronti dei giovani, pur necessarie, non siano sufficienti. Essi concordano sul fatto che vadano indagate ed approfondite le cause in quanto, al fondo della complessa problematica, non possono essere ignorati quei fattori sociali profondi, come la disgregazione familiare, la mancanza di opportunità educative e lavorative. Il governo sta cercando di combattere questa crisi con leggi più severe e misure restrittive, ma saranno efficaci nel lungo periodo? Per evitare che la criminalità minorile sfoci in una crisi sociale più ampia, è essenziale l’inclusione e il sostegno per i giovani. E’ altrettanto importante rafforzare il dialogo tra famiglia, scuola e istituzioni sociali.

(Febbraio 2025)

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