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Pensieri ad alta voce

di Marisa Pumpo Pica

 

L’altra America

 

Abbiamo sempre desiderato di andare in America, visitarla, conoscerla e soggiornarvi, magari anche per un periodo un po’ più lungo rispetto a quanto di solito si programma per una vacanza estiva. Viverla, insomma, al di là di quella conoscenza che può derivare dalla consuetudine con libri di storia o di autori americani, a noi molto cari.

Ora non più.

Questa di oggi non è l’America del nostro sogno giovanile, la terra della democrazia, dei diritti, della libertà.

Questa, delineata ed avviata dal Presidente Donald Trump, è un’altra America, antidemocratica, vessatoria e rapinatrice.

Antidemocratica, perché divide e non unisce i popoli.

Vessatoria, per i dazi annunciati e messi in atto da Trump, con la conseguente guerra commerciale da lui avviata, pericolosa e dannosa per tutti, anche per lo stesso popolo americano.

Rapinatrice, per le sue intenzioni di appropriarsi delle terre rare dell’Ucraina, con il pretesto di mediare una pace tra questo popolo e la Russia. E, tra l’altro, le intenzioni predatorie di Trump non si fermano qui, se aggiungiamo i progetti palesati sulla striscia di Gaza e sulla Groenlandia, nonché su Canada, Messico e Panama.

Inoltre, i suoi recenti attacchi ai media e alla libertà di stampa, le interferenze nella politica degli Stati a lui meno affini, come la Francia e la Germania, l’intemperanza di molti atteggiamenti confermano una visione più simile a quella dei regimi totalitari che alla tradizione americana

Tutto il mondo democratico dovrebbe insorgere contro il bullismo di Donald Trump e, purtroppo, tutti ne pagheranno le conseguenze. Infatti, già subito dopo l’annuncio e l’avvio dei dazi, si è verificato un vorticoso tracollo delle borse, con l’affondo, prima fra tutte, della stessa Wall Street.

 

Come reagire?

 

Tanto per cominciare, guardando per il momento, in casa nostra, i danni, per l’Italia, saranno ingenti, nell’ordine di miliardi, per i dazi che peseranno sull’export e, quindi, tra l’altro, sul settore della componentistica meccanica, delle automobili, dell’agro-alimentare, del manifatturiero, della moda e del lusso, come per quello chimico e farmaceutico.

Dobbiamo ponderare la risposta, per salvaguardare le nostre imprese. Quello dei dazi è stato un messaggio preciso, lanciato da Trump, oltre che alla Cina, all’Unione Europea, non una semplice intenzione, come a qualcuno, improvvidamente, è piaciuto credere o far credere. Il piano è quello di scardinare l’Europa, vista come nemica, per piegarla ai suoi fini, lasciando pensare, ancora oggi, che potrebbe trattare separatamente, con accordi bilaterali con i singoli Stati.

Contro queste sciagurate iniziative antidemocratiche, occorre che l’Europa corra ai ripari, e l’Italia con essa, in modo fermo e con prontezza, come non è stato fatto fino ad oggi. È fondamentale reagire con rapidità e compattezza, per ritrovare strade unitarie e procedere verso scelte decisive, attraverso un’azione equilibrata e razionale. Lo suggeriva, in questi giorni, anche il nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

L’Italia, naturalmente, dinanzi a questo scenario, per nulla rassicurante e per molti versi imprevedibile, ma di certo con esiti negativi, deve calibrare opportunamente, ma in modo deciso, la propria azione di governo, per contrastare le minacce e gli attacchi di Trump.

Sia ben chiaro che non c’è in noi nessun sentimento di antiamericanismo, anzi, e lo dimostra ampiamente l’incipit di queste nostre riflessioni. Abbiamo sempre considerato amico il popolo americano condividendone lo spirito e gli ideali democratici, ma pensiamo, nel contempo, che ora gli Americani stessi dovrebbero reagire, in difesa del loro passato e della loro storia.

 

Il sogno americano

 

Ci sarà un’altra America, che non sia questa voluta da Trump? Ce lo chiediamo tutti.

Ce lo auguriamo, da Europei, anche noi che scriviamo. Chi scrive, infatti, è un’europea, che, come già anticipato, ha desiderato sempre conoscerla e viverla l’America in quella corsa contro il tempo, tipica dell’attivismo pragmatico del popolo americano. Corsa contro il tempo, che è stata anche una nota caratteristica della sua vita, intensa e laboriosa, a dimostrazione di non essere una “parassita,” e smentendo in pieno l’accusa trumpiana degli “Europei parassiti.” Termine ingiusto ed infondato che ci fa sentire profondamente offesi e che nessun Presidente degli Stati Uniti avrebbe mai pensato di usare nei confronti di tutti noi, senza aspettarsi una reazione del nostro governo... che non c’è stata...

Un’altra America è ancora possibile?

Ce lo auguriamo, oggi, tra il disappunto e lo sgomento, portando nel cuore la delusione, inevitabile, dinanzi al nostro sogno americano, caduto miseramente in frantumi.

 

5 aprile 2025

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