INVECCHIARE
di Luigi Rezzuti
Il bello di invecchiare … Hai voglia a dire “la maturità raggiunta, una certa serenità, e poi le rughe sono segno di una vita intensamente vissuta.”
Invecchiare è brutto. Diciamocelo. È triste. Però, da ragazzo, pensavo che una cosa, almeno una cosa, mi avrebbe rallegrato, dinanzi all’avanzare degli anni: non dover più cedere il mio posto sull’autobus all’anziano di turno, per il semplice fatto che sarei stato io l’anziano di turno. Bene. Cioè male, perché adesso che il senile traguardo è raggiunto, quando mi trovo in un bus o metrò con i posti a sedere occupati, sto lì a guardarmi intorno, come a dire: “Beh, non mi vedete? Sono qui!!! Sono l’anziano di turno!!!” Niente, rimango all’ erta, in attesa di un giovane di buon cuore o meglio, per dirla in napoletano verace, propio allerta …
Ci ho meditato un po' su e, delle due, l’una:
1) l’umanità si è molto imbarbarita, ignorando o tralasciando le buone, vecchie maniere del tempo che fu.
2) non sono ancora così vegliardo da essere gratificato del posto a sedere.
Anche su questo ho meditato a lungo. E propendo tristemente per la prima delle due ipotesi …
TRA TISANE E CAFFÈ
Tirano molto le tisane. Ve ne siete accorti?Anche a me capita che, ogni tanto, andando a trovare un amico, la padrona di casa mi accoglie con la fatidica frase: “Che ne dite di una bella tisana?”
il caffè, in certi ambienti, è passato di moda, la cioccolata è bandita per eccessi calorici, viviamo nel tisana time. Sarà che Pinterest e altri ameni virtuali pullulano di disegni e illustrazioni della fanciulla di turno, in pigiamone, immancabilmente sola, accoccolata, su di un’avvolgente poltrona, accanto a una finestra, oltre la quale c’è sempre una pioggia battente, e lei, lì, con la sua tazza di tisana fumante stretta tra le mani, e l’immancabile gatto arrototolato ai suoi piedi.
Per un minuto, l’immagine ti trasmette senso di calore e intimità. Per un minuto, appunto. Poi la tisana rasserenante finisce, il gatto non ti fila per niente proprio perché è un gatto, mica un cane, e la pioggia continua a scendere, deprimente. Mi chiedo quante di queste ragazze, dalla tisana facile, vedremmo lanciarsi giù dalla finestra, se ci fosse fornita anche l’illustrazione successive. Il classico suicidio post tisana.
Vedi se questo avviene con il caffè. Solo per decidere come prenderlo, devi mettere in moto tanti di quei neuroni che sarà quello a scetarti, mica il caffè.
Io lo prendo amaro, no, magari zuccherato con dolcificante, no zucchero di canna, macchiato, meglio schiumato, con cacao, senza, stavolta, visto che è il quarto da stamattina. Decido... con il latte freddo ma in tazza calda, no, mi sono sbagliato, tazza fredda e latte caldo o, magari, nel bicchierino di vetro, no, una tazzina sottile e delicata di buona porcellana…
Ora, ditemi voi, con tutto questo turbinio decisionale, chi mai penserebbe ad uccidersi dopo un caffè?
Perciò, ascoltatemi bene, la tisana non ti sana, il caffè tì sana.
Aprile 2025

