PAPA FRANCESCO
L’UOMO DELLA PACE
di Luciana Alboreto
Papa Francesco. Padre dei popoli, Padre degli ultimi, Padre di ciascuno. Misericordia, Conversione, Perdono, Pace. La costellazione della cristianità che ha coronato il suo Papato, le parole chiave usate a sigillo dell’Anno Giubilare 2025. Senza la conversione sincera dei cuori, senza il perdono e senza l’amore ardente per la pace, l’umanità non può reclamare la Misericordia di Dio. Papa Francesco lo ha testimoniato con umiltà, rendendosi capace di fornire un orizzonte di senso dei più nobili valori cristiani, con una comunicativa fluida ed accessibile a tutti. Nessun orpello in lui, nulla mai da ostentare, nella piena coerenza della sobrietà e del rigore dei Gesuiti. Una presenza costante nelle questioni diplomatiche mondiali più complesse, sempre pronto a spegnere e ridimensionare ogni conflitto ed ogni focolaio belligerante. La Pace è un dono intriso nell’anima. Se non inizia ad esprimersi da ogni singolo, non può espandersi e coinvolgere comunità intere. L’unica guerra vinta è quella che non si fa. La malattia fisica lo ha provato, ma non ha devastato il suo cuore che ha offerto, con consapevolezza, tutte le sofferenze per la agognata Pace. Meritare una tale eredità spirituale, nella gratitudine di riconoscere in essa un dono di Grazia, è quanto si auspica. L’umanità intera, orfana di un Padre, attende una nuova Guida che gli succeda in Terra, con animo colmo di fiducia e speranza. Mancherà il suo sorriso, l’ironia pronta a sdrammatizzare ogni cosa e la capacità di soddisfare ogni perplessità sulla vita e sulla fede. Ricambiandolo dell’amore gratuito che ci ha donato ricordiamolo così: “Quando vediamo una persona generosa e servizievole, mite, paziente, che non è invidiosa, non chiacchiera, non si vanta, non manca di rispetto, questa è una persona che costruisce il Cielo in Terra. Magari non avrà visibilità, non farà carriera, eppure quello che fa non andrà perduto. Perché il bene non va mai perduto, rimane per sempre”.

