Basta poco
di Mariacarla Rubinacci
Una strada a doppia corsia, una delle poche a Napoli. Nel mezzo, come spartitraffico, giardinetti rialzati, dove resistono a fatica gli oleandri con i loro fiori dal colore smunto e dalle corolle appassite dai fumi delle automobili e motorini rombanti. Uno sperperio alla vista di cartacce sudice abbandonate sul terreno che non ha più nulla di ecologico, di bottigliette di plastica maleodoranti di birra, lattine schiacciate e gettate per fare centro a qualche sparuto gatto, di escrementi di cani anche di grossa taglia!, seccati al sole. Un dilagante caos di incuria cittadina.
Camminando lungo i bordi di queste non aiuole, le quali, infatti, poverine, quasi si vergognano del loro stesso nome, si respira un’aria acre, frammista a quegli effluvi, che va a mischiarsi per ironia con il fresco aroma del ciuffo di basilico fresco che fa capolino dalla borsa della spesa di una malcapitata signora, la quale sta attraversando frettolosa per allontanarsi al più presto da quello scempio.
Poi, un giorno, un favoloso giorno, il miracolo!
Prima un’aiuola, poi un’altra, poi tutte, lungo l’intero percorso della strada, mostrano una trasformazione.
Un cartello si erge e come un attore sulla scena recita:
“QUESTA AIUOLA E’ CURATA DA UN’INZIATIVA A TUTELA DELLA SALUTE DI TUTTI. PER EVITARE IL PROLIFERARE DI INSETTI, PER RENDERE ARMONIOSO L’AMBIENTE. NON GETTARE CARTE, MOZZICONI DI SIGARETTE, NON LASCIARE IL CANE LIBERO.
NE RISPONDE LA TUA COSCIENZA.
E’ stampato a lettere colorate, sembra un fiore tra i colori nuovi dei germogli che finalmente respirano. Il miracolo di iniziativa fa bella mostra. E’ un pizzico d’amore che fa bene a tutti. Gli oleandri potati allungano finalmente verso il cielo le nuove foglie di un verde luccicante, la terra accuratamente rastrellata mostra il suo humus naturale e i cani non saltano più sul muretto, forse anche una paletta è brandita finalmente per il suo uso civile. Passeggiare lungo il marciapiedi non è più un trattenere il respiro o sviare lo sguardo. Infine, nelle portinerie dei palazzi che si affacciano lungo la strada è anche appeso nella bacheca delle comunicazioni un altro piccolo annuncio:
“Un piccolo contributo per la pulizia delle aiuole, fatta da Eugenio. Grazie”
E’ un senzatetto, è un extracomunitario. Non importa. E’ un qualsiasi Eugenio che ci accarezza tutti. E’ la comunità che ringrazia lui.
Basta poco, dunque, per riprenderci in mano la nostra città. Tutti insieme possiamo formare un esercito, quello a difesa dell’armonia, quello delle coscienze che sanno dare risposte progettuali, affinché Napoli rifiorisca, anche insieme ai suoi oleandri.
Mi piace pensarla così. Mi piace pensare, oggi, che il nostro futuro possa essere, domani, persino nelle mani di uno qualsiasi, anche senza volto, perché nessuno si accorge di lui, ma che al contrario di molti di noi, sa guardare il brutto per trasformarlo in bello.

