Il tifoso napoletano
Per anni non c’è stata partita del Napoli in cui i tifosi non lanciassero questo coro: “Vinci solo tu” Frase che riassume le critiche ad Aurelio de Laurentiis per le modalità di gestione aziendale. Il presidente è stato sempre accusato, da buona parte del popolo napoletano, di lucrare sugli interessi dei tifosi, di tenere in ostaggio i loro sentimenti e il Napoli, ma Venerdì l’ex nemico della tifoseria ha vinto il suo secondo scudetto in tre anni. Impresa mai riuscita a nessun club che non fosse quello della Juventus, Inter o Milan. De Laurentiis è sbarcato sul pianeta calcio nel 2004. A stento sapeva come fosse fatto un campo da gioco, eppure ha stravolto il sistema calcio italiano riuscendo là dove tutti avevano fallito: applicare i principi imprenditoriali al pallone. L’obbiettivo principale era far girare l’azienda, farla chiudere in attivo. Prima l’equilibrio di bilancio, poi un colpo ad effetto sul mercato, sempre con parsimonia e oculatezza. Così facendo, ha imposto la sua visione non solo agli altri presidenti, ma al sistema calcio tutto. Per anni, i tifosi si sono accapigliati rivendicando il loro ruolo di sognatori, rifiutandosi sdegnosamente di mettersi a fare i conti della serva tra ammortamenti, plusvalenze e commissioni. “Siamo tifosi o commercialisti?” Ora sono diventati tutti tifosi commercialisti. Esultano per un acquisto prospettico o per una cessione particolarmente generosa. É la grande vittoria culturale di Aurelio de Laurentiis, che ha portato tutti a parlare la sua lingua, la lingua dell’economia d’impresa.
23 Maggio 2025

